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Il monitoraggio

Fuori dall’emergenza ma contagi ancora in crescita: in Molise dati più bassi della media nazionale

I dati del monitoraggio settimanale nazionale confermano la crescita dell'incidenza del virus ma non già dei ricoveri, con quelli in Intensiva che continuano a calare mentre sono cristallizzati quelli nelle aree mediche. Piccoli segnali positivi per il Molise, che ha tutti gli indicatori sotto la media nazionale. Anche da noi i casi positivi sono in crescita da 3 settimane ma stavolta sono inferiori (in senso relativo) rispetto alla media italiana

Il virus, lo ripetiamo da un po’, è in risalita. Lo è in tutta Italia e lo è anche in Molise ma nell’ultima settimana la nostra regione non è più sopra i livelli medi nazionali bensì sotto.

Non lo diciamo noi ma lo dicono i dati. Quelli di oggi del consueto monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute dicono che il Sars-Cov-2 è ben lungi dall’essere ‘in soffitta’: l’incidenza (nazionale ma anche molisana) è in aumento per la terza settimana consecutiva così come l’indice di trasmissibilità Rt (che si avvicina sempre più all’unità e in 7 giorni è passato da 0.83 a 0.94).

L’incidenza, appunto: quella nazionale è passata da 433 a 510 fino agli attuali 725 ogni 100mila abitanti, questi ultimi relativi al periodo 11-17 marzo. Nel Molise invece la progressione è stata questa: da 575 a 638 fino agli attuali 702. Quindi nell’ultima settimana, a differenza delle due precedenti, il Molise mostra un dato inferiore a quello italiano (702 vs 725). Dati che comunque sono alti (infatti nella settimana dal 7 al 12 marzo in Molise ci sono stati complessivamente 1877 nuovi casi) e che sono per l’appunto in crescita costante da 3 settimane ma che nondimeno non sono seguiti da una relativa crescita di morti e ricoveri. Di seguito la tabella con gli indicatori apparsa su QuotidianoSanità.

monitoraggio covid 18 marzo

 

La situazione ospedaliera infatti, e anche questo è confermato, non desta particolari preoccupazioni. In particolare è sempre più evidente il calo dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva mentre la discesa nei reparti ordinari appare sempre più rallentata. Il report nazionale a riguardo è esemplificativo al massimo: le terapie intensive sono occupate dai pazienti Covid al 4.8% (rilevazione al 17 marzo) rispetto al 6.6% rilevato sette giorni fa (rilevazione del 10 marzo). I ricoveri in area medica per Covid rappresentano invece il 12.9% del totale in questo tipo di reparti ed è proprio la stessa percentuale rilevata nel precedente monitoraggio.

Tornando al Molise, si conferma una situazione migliore rispetto a quella media italiana. I tassi di occupazione sono rispettivamente al 2.6% (in Terapia Intensiva) e al 10.8% (in area medica). Il dato nazionale (e dunque quello del report) in realtà per la nostra regione sconta un giorno di ritardo. I dati effettivi di ieri sarebbero questi: 2.6% Terapia Intensiva (invariata con un solo ricovero) e 11.9% in area medica (dunque leggermente superiore a quanto emerge dal report). In ogni caso si tratta di dati più bassi della media nazionale.

Uno sguardo all’Europa dove la situazione appare speculare a quella nostrana: i dati dell’Ecdc (il centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie) confermano l’inversione di rotta del trend dei contagi che, dopo settimane di discesa, ha ripreso a salire. Permane invece la tendenza al calo nei decessi.

 

Proprio ieri il Governo italiano ha dato il via libera a un nuovo decreto con le ‘tappe’ che traghetteranno il Paese fuori da questa emergenza iniziata più di due anni fa. Non è un controsenso: nessuno ha mai detto che il virus sia sparito, ma è chiaro che l’approssimarsi della stagione primaverile (e poi estiva) contribuiranno sensibilmente a far scemare l’attuale circolazione virale, in questo dato momento in ascesa.

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