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Analisi demografica

Fuga dalla ‘città’: la popolazione cresce solo nei paesi alle porte di Campobasso e Termoli

Oltre 6mila residenti in meno nell’anno della pandemia. Ma i dati di dicembre 2021 evidenziano San Giacomo, Ferrazzano e Vinchiaturo fra i pochi paesi in crescita demografica

Il calo demografico del Molise nel primo anno di pandemia è stato di oltre 6mila persone, per la precisione 6.222. Ma si tratta di un dato riferito all’anno 2020 e quindi già ampiamente superato da quelli del 2021 che, seppur ufficiosi, restituiscono un quadro simile con qualche sfumatura.

Ad esempio le poche eccezioni, cioè paesi col segno più alla voce residenti, sono comuni piccoli alle porte delle città. Quindi Ferrazzano o Vinchiaturo vicino a Campobasso e San Giacomo degli Schiavoni alle porte di Termoli. Come se la pandemia avesse portato anche una voglia di evadere dai centri più affollati. È un po’ lo stesso meccanismo che ha spinto molti cittadini italiani a lasciare le metropoli per preferire la campagna.

Ma andiamo con ordine. In queste ore l’Istat ha diffuso i dati regionali del Molise riguardo al censimento permanente della popolazione, un sistema utilizzato da pochi anni che si basa sulla combinazione di rilevazioni campionarie e dati di fonte amministrativa trattati statisticamente. Questo vuol dire che, dopo i dati ufficiosi riferiti mese per mese sul sito dell’Istat alla sezione demografia, viene fatto un ulteriore approfondimento, relativo in gran parte a quella popolazione che sulla carta risulta residente in un posto, ma in realtà vive stabilmente altrove.

In base a questa sorta di ricalcolo, come si legge nella nota ufficiale Istat: “Al 31 dicembre 2020, data di riferimento della terza edizione del Censimento permanente della popolazione, in Molise si contano 294.294 residenti. I dati censuari registrano, rispetto all’edizione 2019, un decremento di 6.222 unità”.

Sempre secondo l’Istat “la tendenza alla decrescita demografica è stata ulteriormente accentuata dalla pandemia da Covid-19. L’eccesso di decessi, direttamente o indirettamente riferibile alla pandemia, ha comportato in Molise l’incremento del tasso di mortalità dal 12,1 per mille del 2019 al 13,6 del 2020, con un picco del 14,6 per mille in provincia di Isernia. Sulla natalità gli effetti sono meno immediati e il calo delle nascite, registrato anche nel 2020, è riconducibile soprattutto a fattori pregressi, come la sistematica riduzione della popolazione in età feconda, la posticipazione nel progetto genitoriale e il clima di incertezza per il futuro. Tra il 2019 e il 2020 il tasso di natalità è sceso da 6,4 a 5,8 per mille, con un calo particolarmente accentuato in provincia di Isernia (da 6,9 a 5,6 per mille)”.

Dati incontestabili ma effettivamente un po’ vecchiotti, se si considera che sono trascorsi quasi 15 mesi. Lo stesso Istituto di statistica riporta mese per mese i dati ufficiosi sui cambiamenti demografici e proprio poche ore fa sono stati pubblicati quelli relativi al 31 dicembre 2021. Si può avere quindi una fotografia un po’ più attuale della nostra regione.

Chiaramente la tendenza è confermata: se il Molise aveva approcciato il 2021 con 294.294 residenti, al 31 dicembre la cifra si era ridotta a 290.769. È facile ipotizzare che a seguito dell’approfondimento con il nuovo sistema di calcolo la cifra di 3.525 residenti in meno in 365 giorni sarà anche superiore e il Molise scenderà sotto quota 290mila  residenti.

Non impressionano più quindi gli oltre 200 residenti persi da Campobasso, cifra che si ritrova anche per Isernia e Termoli. Nella città adriatica, tanto per fare un esempio, ci sono stati 209 nascite e 409 decessi, quasi il doppio. Tutti i 10 comuni più popolosi del Molise perdono residenti ma qualcuno più di altri.

Proprio andando a spulciare questi numeri emerge che Campomarino, quinto comune più popoloso del Molise, è rimasta quasi identica nonostante tutto, passando da 7.629 a 7.626 persone. Un dato che si inserisce proprio in quella tendenza di trasferimento di persone dalle grandi città ai centri limitrofi meno affollati.

Per restare in Basso Molise, San Giacomo degli Schiavoni, che già nel 2020 vantava il primato di comune con la popolazione mediamente più giovane di tutta la regione, ha visto crescere il numero di residenti da 1.375 a 1.390 abitanti. Ma un discorso simile si può fare anche per Campobasso che potrebbe aver perso residenti a favore di Ferrazzano, passata da 3.181 a 3.189 persone, o Vinchiaturo che da 3.260 residenti è arrivata a fine 2021 a 3.282. Sono numeri piccoli che però segnalano qualcosa di diverso all’interno di un quadro ben più ampio che vede l’Italia intera continuare nel suo calo demografico che ormai ha portato la popolazione sotto i 59 milioni.

Chiaramente i casi di questi piccoli paesi sono dovuti al saldo migratorio attivo e non certo a una natalità superiore alla mortalità. Saldo migratorio anche in confronto a regioni limitrofe, a cominciare dalla stessa Campomarino che sicuramente vede fra i suoi nuovi cittadini persone in arrivo dalla provincia di Foggia. Stesso discorso per Cercemaggiore, che già nel 2020 era fra i soli 8 comuni in crescita demografica e ancora col segno più l’anno scorso, passando da 3.577 a 3.589 residenti, sfruttando forse anche l’arrivo di persone dalla vicina Campania.

Discorso inverso si può fare invece a guardare il dato di San Salvo, città abruzzese al confine con il Molise. Ebbene la città adriatica più a sud dell’Abruzzo termina il 2021 quasi in pari con una popolazione di 19.444 residenti, appena uno in meno rispetto al 1 gennaio dello stesso anno.

In questo caso il ragionamento è chiaramente quello inverso rispetto a chi decide di lasciare le città per le aree rurali. San Salvo è infatti da tempo meta prescelta da tante persone che dai paesi molisani dell’area trignina si trasferiscono in Abruzzo per motivi di lavoro.

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