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Operazione waterfall

False fatturazioni , 22 rinvii a giudizio. Ci sono anche ex pilota di rally e il figlio

Sono 3 i molisani fra le 22 persone rinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Frosinone dopo l'operazione 'Waterfall'. A settembre l'inizio del processo

Ci sono anche l’ex pilota di rally Mario Testa e il figlio Giuseppe, anche lui rallista, tra le 22 persone rinviate a giudizio dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Frosinone nell’ambito dell’operazione ‘Waterfall‘. Mario Testa, 58 anni e molto conosciuto nel mondo dei motori, era finito anche ai domiciliari nell’ambito delle misure cautelari emesse nell’ottobre del 2019.

All’ex pilota di rally sono attualmente contestati reati fiscali, con particolare riferimento a quanto prevede il decreto legislativo numero 74 del 2000 relativo alle false fatturazioni. Da quanto si apprende, sarebbe più lieve la posizione del figlio 28enne, anche lui alla sbarra. L’avvocato dei due, Angelo Piunno, si dice comunque fiducioso: “Confidiamo in un’assoluzione totale: erano fatturazioni regolari relative a sponsorizzazioni per corse automobilistiche. Saremo in grado di dimostrarlo nel corso del dibattimento”.

Tra gli imputati c’è anche il 33enne campobassano Marco Cirelli.

Oltre ai rinvii a giudizio, il gup di Frosinone ha emesso anche quattro condanne con rito abbreviato sempre nell’ambito dell’operazione ‘Waterfall’ condotta dalla locale procura che ha coordinato le indagini svolte dalla polizia postale, dalla squadra mobile e dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Frosinone.

L’inchiesta è nata nel 2016 su segnalazione dell’Ufficio antifrode di Poste Italiane della città laziale e poi si è allargata anche ad altre regioni italiane, fra cui il Molise. Due delle sette società che secondo la pubblica accusa emettevano false fatture per operazioni inesistenti avevano sede a Campobasso. Al centro dell’indagine reati di natura fiscale e trasferimenti fraudolenti di valore.

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