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L’Italia riapre dopo il Covid. Dal 1° maggio addio a green pass, mascherine al chiuso fino a 30 aprile

ll Consiglio dei ministri vara il cronoprogramma post-emergenza che scatta dopo il 31 marzo. Decadono sia il Cts che la struttura del commissario straordinario, sostituiti da una unità operativa ad hoc presso il Ministero della Salute per accompagnare il periodo di transizione. Cambiano le regole, tra le altre cose, del trasporto: niente green pass sui bus e mezzi locali, ma resta l'obbligo di indossare le mascherine fino al 30 aprile.

Green pass e mascherine, si cambia. Il 31 marzo finirà lo stato di emergenza per la pandemia, in vigore dal 30 gennaio 2020, e il Governo italiano ha varato oggi pomeriggio un nuovo decreto che segna le tappe della nuova fase che sta per aprirsi. Una fase possibile, hanno sottolineato il premier Mario Draghi e il Ministro Roberto Speranza, possibile grazie alla straordinaria campagna di vaccinazione.

A taluni sembrerà un controsenso, proprio ora che “il virus ha rialzato la testa”, ma c’è da dire che con l’arrivo della stagione primaverile (dunque più calda) le cose cambieranno nuovamente, e in meglio.

“Grazie ai vaccini sono stati evitati quasi 80mila decessi in più in Italia nel solo 2021. Anche questa è una lezione straordinaria. Le decisioni sono state prese sulla base della scienza e la pandemia è superata sulla base dei vaccini. Tanta gente non è morta perché è stata vaccinata”. Mario Draghi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm che ha approvato il decreto legge riaperture, ha sottolineato i risultati della campagna vaccinale italiana e ha spiegato, dopo aver ringraziato gli italiani “che sono stati bravissimi”, che le riaperture di oggi sono coerenti con lo scenario attuale in costante evoluzione. “Noi con il Consiglio dei ministri di oggi abbiamo fatto dei passi fondamentali verso la riapertura, ma naturalmente osserviamo con grande attenzione l’andamento della curva epidemica e siamo pronti ad adattare tutto il nostro apparato all’evoluzione della curva, anche in senso più espansivo se è il caso. Ma attualmente abbiamo preso questi provvedimenti e intendiamo mantenerli”.

E dunque presto diremo addio alle ‘zone a colori’ e man mano anche al nostro Green Pass e ai dispositivi di protezione delle vie aeree.

Novità dal 1 aprile anche per il mondo dello sport. Negli impianti sportivi la capienza tornerà al 100% dei posti disponibili, sia all’aperto che al chiuso (in quest’ultimo caso però sarà necessaria la mascherina), e ci sarà l’obbligo di esibire il green pass base (non più super).

Fino al 30 aprile resterà l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i luoghi al chiuso. Cosa succederà dopo – sarà valutato in base alle circostanze fra circa un mese – è di là da essere deciso. Probabile però che l’inizio di maggio porterà con sè l’addio dell’obbligo del dispositivo di protezione anche nei luoghi chiusi.

La data del 1 maggio segnerà la fine dell’obbligo di green pass per ristoranti e bar al chiuso (dal 1 aprile cambieranno le cose solo per quelli all’aperto) mentre già dal 1 aprile per alberghi e strutture ricettive non sarà più necessario neanche esibire il Green pass base. Il 1 maggio in ogni caso è la data X tout court della fine del Green Pass. 

Stop anche alla quarantena: anche chi non è vaccinato non dovrà fare la quarantena se ha avuto un contatto con un positivo. Per le scuole chi è positivo resterà a casa, chi non lo è continua ad andare in classe senza vincoli numerici.

L’inizio di maggio, pertanto, coinciderà con un ritorno pressochè totale alla normalità pre-pandemia.

Anche a scuola l’obbligo di indossare la ‘fastidiosa’ mascherina cadrà e gli studenti potranno – la stagione d’altronde sarà quella propizia – tornare alle tanto care gite scolastiche.

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