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Il piano per le terapie intensive

Centro covid, nuovo progetto inviato a Roma. Dg Asrem: “Dopo la validazione del Ministero, si parte”

Il direttore generale Asrem Oreste Florenzano replica al consigliere M5S Fabio De Chirico e fa il punto sulla realizzazione del padiglione dedicato alla cura dei pazienti Covid all'ospedale Cardarelli: "C'è stata una serie di intoppi, ma ora siamo in dirittura d'arrivo", sottolinea il numero uno dell'Azienda sanitaria regionale

Del padiglione dedicato alla cura dei pazienti covid all’ospedale Cardarelli di Campobasso si è tornato a parlare qualche giorno fa, quando il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Fabio De Chirico ha denunciato che sono stati spesi “almeno metà dei soldi stanziati, ma il famigerato Centro Covid non esiste”. Il che, dopo due anni di pandemia, rende purtroppo il Molise l’unica regione italiana ad essere priva di una struttura dedicata ai degenti col virus. In realtà, qualche passo in avanti è stato compiuto. Lo rivela il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano a margine della conferenza stampa organizzata per annunciare le nuove iniziative della Lilt: il nuovo progetto è stato inviato a Roma per essere valutato e poi validato dal Ministero.

“Questo è un progetto molto complesso ed è un progetto multitasking, cioè coinvolge diversi settori per il reperimento delle attrezzature, per la realizzazione della struttura e prima ancora per la progettazione e la validazione del progetto”, esplicita il numero uno dell’Azienda sanitaria, che venne scelta due anni fa come soggetto attuatore del progetto. “Noi siamo partiti con il massimo delle nostre possibilità per realizzare quest’opera: c’è stata una serie di intoppi, tutti documentati, certificati e debitamente rappresentati sia dall’Asrem che dalla Regione Molise anche al Ministero. Siamo in dirittura d’arrivo nel senso che il progetto è stato nuovamente inviato al Ministero. Siamo in attesa dell’ultima validazione”. E poi? “I lavori partiranno secondo le direttive”, conclude Florenzano.

A distanza di quasi due anni dal bando lanciato dalla struttura commissariale nazionale (guidata in quel momento da Domenico Arcuri) per ampliare le terapie intensive e sub-intensive per i pazienti Covid, dovrebbe vedere la luce anche la riconversione dell’ex hospice del Cardarelli, hub regionale nella cura dei degenti col Sars-Cov-2. Che il progetto andasse rivisto lo aveva del resto annunciato anche il governatore-commissario alla sanità Donato Toma lo scorso agosto: “Il progetto non è stato accantonato ma va rivisto perchè, dopo le contestazioni della ditta che doveva eseguire i lavori, ha superato il budget previsto e va rivisto anche in relazione alle situazioni attuali: dobbiamo capire le reali necessità, se abbiamo bisogno di soli posti di Terapia Intensiva o anche di semi Intensiva”.

Il progetto originario prevedeva 14 posti di terapia intensiva e 21 di sub intensiva, oltre ad un pronto soccorso dedicato ai pazienti covid. Sei milioni di euro inizialmente stanziati dall’ex governo Conte, poi saliti a 7. Il progetto è stato elaborato dalla Mastellone di Castelvetere Engineering e sarà realizzato dall’impresa esecutrice, il Consorzio Stabile Built scarl, dopo la verifica e la validazione da parte della EN3. Le imprese sono state tutte selezionate sulla base dei bandi nazionali di Domenico Arcuri.

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