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Il caso

Cavalli sbranati, orrore senza fine. Procura riapre le indagini: ascoltato consigliere regionale

Ci sono un allevatore e l'esponente di M5S Angelo Primiani (udito come testimone) tra le persone ascoltate dai magistrati del Tribunale di Isernia per far luce su quanto sta accadendo a Pantano della Zittola, sito nel quale vengono allevati cavalli di razza pentra. Un nuovo esposto mette in luce l'inquinamento dell'area e il maltrattamento degli animali è stato presentato anche dall'associazione Italian Horse Protection

Ci sono nuovi esposti per denunciare lo sfruttamento di Pantano della Zittola, sito protetto dalla Comunità europea, e il maltrattamento dei cavalli di ‘razza pentra’. Non sono animali qualsiasi, è bene ricordarlo: sono tutelati da una legge regionale e allevati in questo territorio, area altomolisana che ricade nel comune di Montenero Val Cocchiara.

La Procura di Isernia ha deciso di riaprire le indagini per accertare – sembra – eventuali reati legati anche all’utilizzo dei soldi pubblici percepiti per gli equini (500 euro a capo) e per la costruzione di stalle e recinti, oltre che per riscontrare i danni al patrimonio ambientale. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati uno degli allevatori e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani: il primo in quanto autore di una serie di denunce sulle presunte irregolarità commesse a Pantano della Zittola, il secondo come persona informata sui fatti (circostanza probabilmente legata ad un recente sopralluogo svolto sul sito).

Un altro esposto è stato inoltre presentato dall’associazione indipendente IHP (Italian Horse Protection) guidata da Sonny Richichi, che opera sul territorio nazionale per la tutela dei cavalli e degli altri equidi. Anche i rappresentanti dell’associazione si sono recati nel territorio altomolisano e oggi raccontano quello che hanno visto: cavalli sbranati dai lupi e lasciati allo stato brado tutto l’anno, senza ricovero e assistenza, anche nei periodi invernali. Hanno riferito dei pericoli corsi dagli automobilisti perchè i cavalli vagano sulla strada e l’elevato rischio d’inquinamento del suolo dovuto all’eccessiva presenza di nitrati.

cavalli per strada Pantano della Zittola Montenero Val Cocchiara

“Per la cura di questi cavalli – spiega l’associazione in una nota inviata alla nostra redazione – agli allevatori vengono erogati annualmente contributi pubblici, sotto forma di “misure agroambientali”, per il mantenimento della razza, nella misura di 500 euro annuali a capo. Vengono inoltre riconosciuti contributi per “costruzione o ristrutturazione di ricoveri per cavalli, staccionate, recinti e abbeveratoi, miglioramento dei pascoli, acquisto di attrezzature tecnologiche, progettazione di strutture”. Infine, viene concesso il pascolamento in terreni pubblici limitatamente ad alcuni mesi dell’anno. Secondo quanto riferitoci nelle varie segnalazioni – e da noi verificato attraverso l’acquisizione di documentazione prodotta negli ultimi cinque anni dal Corpo Forestale dello Stato, dall’ASREM, dalla Regione Molise, dal WWF, da laboratori certificati per l’analisi delle acque e del suolo – l’utilizzo dei pascoli è altamente anomalo e tale da produrre danni ambientali, inquinamento e maltrattamento di animali”.

“A Montenero Val Cocchiara quegli animali – spiega ancora l’associazione IHP – sono esposti a fame, freddo e rischio di attacco di predatori: diversi animali morti sono stati rinvenuti nel tempo. Oltre ad ignorare i periodi di chiusura dei pascoli, alcuni allevatori costruiscono chiusure abusive delle strade cittadine allo scopo di evitare che i cavalli, risalendo dal Pantano, arrivino fin dentro il paese. Più volte la Regione Molise ha chiesto interventi alle autorità preposte affinché vengano smantellate tali chiusure (fatte anche con filo spinato) ma senza alcun riscontro. Tutto ciò è stato costantemente documentato con foto e video nel corso degli anni. Già nel 2016 il Corpo Forestale dello Stato segnalava che molte strutture di allevamento erano inadeguate ad ospitare animali e che in alcuni casi erano sprovviste di letamaia: situazione questa che non è mutata nel corso degli anni e che ha avuto come primaria conseguenza il lasciare gli animali all’addiaccio anche in inverno, con molti di loro rinvenuti morti o sbranati dai lupi”.

Gli scorsi 19 e 20 dicembre 2021 l’associazione Italian Horse Protection ha effettuato un sopralluogo e ha potuto osservare, fotografare e filmare cavalli nel Pantano della Zittola, in periodo non consentito, di giorno e di notte, nonché lungo le strade cittadine.

“Il giorno successivo – conclude l’associazione – abbiamo chiesto l’intervento dei Carabinieri Forestali di Forlì del Sannio, il cui atteggiamento è stato surreale, con il Comandante che ci ha accusato di dichiarare il falso perché i cavalli a suo avviso possono stare tutto l’anno su quei terreni (ma senza esibire atti o normative a supporto) e che ci ha addirittura ammonito sul rischio di muovere accuse di reati senza averne certezze. Giungevano sul posto anche due medici veterinari Asrem, i quali si limitavano ad ascoltare le nostre dichiarazioni, senza procedere ad alcuna verifica sugli animali e limitandosi a dire che avrebbero scritto una relazione in ufficio. Ad oggi, nessun intervento è stato predisposto: gli animali hanno trascorso l’inverno in quei terreni in condizioni inaccettabili, sulla neve e sul ghiaccio, senza foraggio, senza ripari, senza accudimento e abusivamente”.

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