Studenti in sciopero contro l’Esame di Maturità. A Campobasso la protesta dopo la morte del 18enne in stage
Venerdì 11 febbraio il corteo di protesta nel capoluogo organizzato dall’Uds dopo la tragica fine del 18enne Lorenzo Parrelli, schiacciato da una trave d’acciaio nel suo ultimo giorno di stage gratuito su un cantiere. A Termoli maturandi in sciopero oggi

Anche gli studenti di Campobasso scenderanno in piazza venerdì prossimo, 11 febbraio, contro l’esame di maturità e i progetti di alternanza scuola-lavoro per cui “non si può morire”. Già oggi invece a Termoli, come in gran parte d’Italia, alcuni studenti hanno scioperato proprio per esprimere il loro dissenso riguardo alle modalità dell’esame di maturità 2022, che prevede – questo uno dei punti più criticati – il ritorno delle due prove scritte.
“Dopo più di due anni di pandemia è impensabile un esame nelle stesse modalità pre-covid. Si è persa l’ennesima occasione di riformare l’esame di maturità, di adattarlo alle necessità degli studenti”, fanno sapere dall’Uds.
Nella cittadina adriatica diversi i maturandi e le maturande che hanno aderito. Tutte le classi 5° dell’Istituto Alfano, adesioni sparse negli altri istituti della cittadina. Anche alcuni professori condividono le ragioni della protesta: “Dopo 3 anni di Dad, con tutte le difficoltà del caso, i ragazzi hanno depotenziato le loro competenze negli scritti. Il Ministro (Bianchi, ndr) non può alzarsi e decidere per i due scritti come se nulla fosse successo”. Altri invece condividono la ratio del provvedimento governativo. Così la preside dell’Ipseoa di Termoli Chimisso: “Bisogna tornare a vivere, a fare le cose normali“.
A Campobasso la protesta, anche per le modalità dell’esame di Stato, si terrà l’11 febbraio. Ma non è solo per gli scritti della Maturità che si scenderà in piazza. Dopo la tragica morte del 18enne Lorenzo Parrelli, avvenuta il 21 gennaio scorso nel suo ultimo giorno di tirocinio gratuito su un cantiere a Udine, sono tantissimi in tutta Italia i giovanissimi che protestano contro le morti sul lavoro e nel ricordo di questo studente colpito da una putrella, una trave di acciaio, che non gli ha lasciato scampo. Parrelli frequentava un centro di formazione professionale che prevede corsi di apprendistato non retribuiti.
Parrelli aveva un regolare contratto di apprendistato previsto dal centro di formazione professionale da lui frequentato. Non uno stage dunque agganciato ai progetti di alternanza scuola-lavoro ma una possibilità data da questo questo tipo di scuole di avviamento professionale ai ragazzi dell’ultimo anno scegliendo tra le aziende che sono partner della scuola.
Il clima, come raccontano le cronache dei giorni scorsi, si è fatto teso dopo la repressione avvenuta durante i cortei da parte delle forze dell’ordine. Tafferugli e manganellate giustificate – secondo la versione del ministro dell’Interno, Lucia Lamorgese – dalla presenza di infiltrati che cercavano disordini mischiandosi tra i ragazzi che stanno facendo sentire la loro voce occupando scuole e manifestando il proprio pensiero dopo un evento angosciante come può essere la morte di un ragazzo che faceva uno stage non retribuito nell’ambito di questi progetti scolastici che alternano il lavoro, la pratica, l’apprendimento sul campo allo studio in classe.
Davanti a diverse scuole del capoluogo molisano sono stati affissi striscioni di dissenso. L’Unione degli studenti di Campobasso ha già annunciato il prossimo corteo che muoverà da villa Musenga (o Dei Cannoni) venerdì 11 alle ore 9.



