Quantcast
Interrogazione a toma

Progetto aziendale, tutela dei lavoratori: i buchi neri della cessione Gemelli Molise a una società con un solo dipendente

Il capogruppo Pd in Consiglio regionale Micaela Fanelli solleva il caso delle quote cedute al fondo elvetico che controlla il SanStefar e chiede di conoscere piano industriale, salvaguardia dei livelli occupazionali e prestazioni erogate in favore della popolazione molisana. Interrogazione al Governatore e commissario ad acta della Sanità Donato Toma.

Qual è il nuovo progetto aziendale del Gemelli Molise dopo il passaggio alla Capital Ag, “società anonima, con un solo dipendente, con 100mila euro di capitale versato, che si occupa di servizi bancari e assicurativi”? La domanda è posta dal capogruppo del Partito Democratico in Regione Micaela Fanelli, che oggi ha presentato una interrogazione a risposta scritta e orale sulla vendita del Gemelli Molise Spa, con una richiesta di informazioni al presidente della giunta regionale nella quale chiede se si sia proceduto “alla ricognizione sulla reale affidabilità finanziaria del nuovo acquirente, che cioè il gruppo San Stefar” del fondo elvetico del finanziere Petracca, e se sia stata esercitata una attività di controllo e quale sulla cessione delle quote societarie.

Micaela Fanelli

La vicenda del Gemelli Molise, struttura accreditata come fondazione di ricerca e cura, perno funzionale della rete ospedaliera del Molise con la quale il servizio pubblico sanitario è legato per prestazioni ospedaliere e di specialistica ambulatoriale, presenta diversi punti ancora oscuri. “È indispensabile – scrive Fanelli nella sua interrogazione – chiarire all’opinione pubblica le conseguenze dell’operazione di vendita del 90% del Gemelli al gruppo SanStefar che ha dichiarato di voler investire in Molise. Ma a oggi non si conosce il nuovo piano aziendale nè si sono avute garanzie certe sul mantenimento del personale in servizio e delle prestazioni di servizi sanitarie erogate”.

Qui il testo dell’INTERROGAZIONE di Micaela Fanelli

Il Gemelli  ha rappresentato “un punto di riferimento negli anni indispensabile della nostra sanità e deve continuare ad assicurare l’alta specialistica. Il cambio di proprietà – avverte la consigliera –  che rientra nei legittimi diritti dell’Istituto, non deve minare la quantità e la qualità dei servizi”.

La stessa domanda se la stanno ponendo molti fra gli addetti ai lavori: cosa succederà all’ospedale ad alta specializzazione, con 130 posti letto, inaugurato ufficialmente nel 2002? “Dov’è il nuovo piano aziendale? L’accreditamento sarà volturato o ci sarà una nuova procedura?” interroga Fanelli, precisando in una nota di accompagnamento dell’atto: “Se Toma vuole perseverare negli errori commessi finora in materia sanitaria e disperdere il valore aggiunto del Gemelli Molise, è sulla strada giusta”.

È ufficiale, ospedale Gemelli venduto al fondo svizzero: il passaggio il 4 marzo

commenta