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Minori indagati per violenza sessuale: hanno braccato una coetanea, girato un video e diffuso le immagini sui social

Quattro ragazzini con un’età fra i 15 e i 17 anni sono stati iscritti nei registro degli indagati per gli abusi commessi mentre erano in vacanza a Termoli. E’ accaduto una notte d’agosto, le indagini preliminari sono agli sgoccioli. La Procura ha chiesto e ottenuto l’incidente probatorio sui telefonini delle persone sottoposte ad indagini

Termoli, notte in piena estate, una sedicenne incontra un gruppo di coetanei (suoi amici): quella sarà una notte da dimenticare che finirà con l’iscrizione nel registro degli indagati di 4 ragazzi minori che oggi devono rispondere di violenza sessuale e divulgazione illecita di immagini a carattere sessuale.

Accadimenti sui quali le indagini sono tutt’ora in corso. La denuncia della vittima ai carabinieri, gli accertamenti da parte degli inquirenti, la procura minorile che ha chiesto e ottenutol’incidente probatorio con la polizia postale sui telefonini per accertare chi ha diffuso quelle immagini sui social network e le piattaforme di messaggistica istantanea, che hanno permesso una diffusione veloce e incontrollata del video.

Ancora una volta la cronaca parla dei nostri ragazzi: tutti con un’età fra i 15 e i 17 anni, residenti in provincia di Campobasso, studenti, chiamati a rispondere già solo adolescenti di condotte illecite che hanno segnato – anche in questo caso – la vita di un’altra loro coetanea, che – stando ai fatti – era una loro amica in vacanza quest’estate a Termoli.

I cinque si conoscono, la ragazzina è fidanzata con un amico dei 4 indagati. Una sera d’agosto le telefonano per incontrarla. Lei non dubita, non tentenna, non è diffidente. Si fida, giustamente: sono amici. Si vedono sul Lungomare, nel posto dove di solito si accendono i falò. Quando la giovane arriva, non sa che – complice anche qualche drink di troppo – tre di loro inizieranno a baciarla e a palpeggiarla mentre un altro sarà occupato a riprendere tutta la scena con il telefonino.

Quando la ragazzina riuscirà a liberarsi da quell’intreccio di braccia – grazie alle telefonate di un amico che ricevuto il video “in tempo reale” inizierà a chiamare ininterrottamente tutti e quattro gli indagati urlando di smetterla – fuggirà dal Lungomare di Termoli sconvolta e in lacrime con ancora l’odore nauseante che conserverà per giorni (forse per sempre) di quelle mani che l’avevano strattonata, tirata e braccata, impedendole di scappare.

Minuti di terrore puro, ai quali sono seguite umiliazione e rabbia per quel video postato sui social e reso pubblico. Immagini che hanno immortalato quegli attimi, condivise a più non posso. La vittima all’inizio, che conosceva i quattro ragazzi, coetanei e amici di quartiere, ha pensato ad uno scherzo, ma ha capito poi di essersi ritrovata a subire una duplice violenza: quella fisica e quella psicologica. Le mani, i palpeggiamenti, e poi la diffusione di quel video ovunque. E ha denunciato.

La Procura minorile ha aperto un fascicolo per violenza e divulgazione di immagini a carattere sessuale. Al lavoro ci sono i carabinieri e gli agenti della Polizia postale che stanno ricostruendo la catena dei contatti seguita dai video diffusi sui social.