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Campobasso

Cimitero al buio, sindaco: “Contatori rimossi e un furto importante, abbiamo denunciato”. Opposizioni non mollano: “Via assessore”

In Consiglio comunale tiene banco l'assenza di pubblica illuminazione nel cimitero cittadino. Il sindaco Gravina ha ricostruito quanto accaduto annunciando anche l'installazione di due nuovi contatori: "Si sta continuando a lavorare nella parte nuova del camposanto". Intanto i familiari dei defunti non dovranno pagare la mensilità dovuta per la mancata accensione delle lampade votive

“Il cimitero di Campobasso ha subìto un furto importante: sono stati portati via fili, interruttori magnetotermici e interruttori di accensione e spegnimento. Abbiamo quindi deciso di denunciare il furto”. Inoltre, “lo scorso 1 febbraio la società ha provveduto al distacco totale della fornitura elettrica per i due cimiteri cittadini (anche quello di Santo Stefano, ndr). Abbiamo poi verificato che addirittura erano stati rimossi i contatori, cosa quantomeno inusuale”. Il sindaco di Campobasso Roberto Gravina fornisce la sua versione sull’assenza di pubblica illuminazione nel camposanto di via San Giovanni. Un fatto che ha destato particolare clamore in città e, soprattutto, ha scatenato la rabbia dei familiari dei defunti che, in assenza della luce, hanno difficoltà ad accendere in alcune cappelle della parte nuova.

In Consiglio comunale tre forze politiche (Lega, Forza Italia e Pd) hanno presentato altrettante interpellanze discusse oggi – 22 febbraio – a distanza di quasi due mesi dal passaggio dal privato al pubblico della gestione dei servizi cimiteriali.

“Lo scorso 31 dicembre – scandisce il sindaco che ieri ha effettuato un sopralluogo nel cimitero – è scaduto il contratto di appalto dei Servizi lampade votive con la D.R. Multiservice di Guglionesi”. L’impresa fra l’altro si è rivolta all’Anac e alla Corte dei Conti dopo aver riscontrato alcune irregolarità in questa vicenda.

“Alla società abbiamo proposto un nuovo contratto per le sole operazioni cimiteriali, ma non è stato accettato”, dice ancora Gravina. La proposta in pratica escludeva il servizio delle lampade votive, una fonte di introito basato sul pagamento di una somma da parte dei familiari dei defunti.  Infine, “lo scorso 1 febbraio la società ha provveduto al distacco totale della fornitura elettrica per i due cimiteri cittadini”. I tempi per ripristinare l’energia elettrica poi si sono allungati anche per “il mancato versamento dell’onere percentuale fissato da contratto sulla stessa ditta, sul totale delle operazioni effettuate nel 2020 e nel 2021 da parte della D.R. Multiservice – aggiunge Gravina – che ci garantiva la copertura delle spese da impegnare per coprire il capitolo riguardante la manutenzione e copertura delle spese per allaccio nuovo gestore e pagamento bollettazione mensile”.

Cimitero al buio Campobasso

Per le lapidi rimaste al buio intanto i familiari dei defunti non dovranno pagare la mensilità perchè “non hanno usufruito del servizio” e “ci scusiamo per quanto accaduto”, insiste il primo cittadino. Mentre quattro giorni fa, il 18 febbraio, sono stati installati i due nuovi contatori e si è provveduto ad attivare l’accensione delle lampade votive: “Il servizio è stato così ripristinato, si sta lavorando ancora su una parte di viale delle Campanule e Betulle”, conclude il sindaco.

La risposta ha parzialmente soddisfatto i consiglieri di opposizione. “Il disservizio è stato evidente”, le parole di Tramontano (Lega). Che solleva anche un problema politico: “Un assessore non può gestire tutte queste deleghe così importanti (anche Lavori pubblici e Urbanistica, ndr), il cimitero e le politiche cimiteriali meritano attenzione speciale”. Più duro Trivisonno (Pd): “Perchè alle interpellanze risponde il sindaco e non l’assessore al ramo (Giuseppe Amorosa, ndr)? Perchè probabilmente l’assessore non sa che dire. Nei confronti del cimitero c’è disinteresse”.

L’assessore Giuseppe Amorosa, del resto, risponderà poco dopo ad un’interpellanza sulle condizioni del manto stradale in città e annunciando i prossimi interventi per “ripristinare strade e marciapiedi deteriorati”. Interventi che saranno programmati, grazie ad appositi finanziamenti e ad un prestito con la Cassa depositi e prestiti, “anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini”.

La seduta dell’assise civica si era aperta con il ricordo dell’ex sindaco Gino Di Bartolomeo, scomparso il 18 febbraio, e di Mario Rivellino, deceduto proprio domenica 20 febbraio, ex consigliere comunale nel 1985 nelle fila dell’allora Democrazia Cristiana e poi assessore.

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