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Gambatesa

Castello di Gambatesa chiuso fino a marzo: manca il personale. Sindaco scrive al ministero della Cultura: “Inaccettabile”  

Dal 3 gennaio e almeno fino al 14 marzo il sito di Gambatesa è chiuso al pubblico pregiudicando l'offerta culturale dell'intera area del Fortore. In una lettera al ministro Franceschini il sindaco Genovese spiega che "non è concepibile che lo Stato da una parte promuova i piccoli borghi, attraverso la messa a disposizione di ingenti risorse finanziarie e dall’altra non sia in grado neppure di garantire la fruizione di un sito di così grande importanza".

Non c’è personale per tenere aperto al pubblico il castello di Gambatesa. A riproporre oggi il problema è il sindaco del paese Carmelina Genovese che in una nota alla stampa fa sapere di aver sollecitato il ministro della Cultura, Dario Franceschini “chiedendo l’interessamento alla vicenda e la risoluzione della problematica”.

Era il 3 gennaio scorso quando per “problemi tecnici” la Direzione regionale dei musei del Molise ha fatto sapere che dal giorno successivo (4 gennaio) e fino al 23 del mese scorso il maniero sarebbe rimasto chiuso “in attesa – questo leggiamo sempre sul loro sito – che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio”.

Il 17 febbraio, dunque pochi giorni fa, sempre alla sezione ‘notizie’ della Direzione dei musei compare un nuovo avviso stavolta per dire che, sempre per carenza di personale, il castello di Capua resterà chiuso fino al 14 marzo.

“Tale incresciosa situazione – dice oggi il primo cittadino – sta vanificando non solo gli sforzi compiuti dalla nostra Amministrazione e dalle locali associazioni per valorizzare il sito attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali, ma lo stesso lavoro di messa in rete delle risorse culturali e ambientali, portato avanti dai sindaci dell’area del Fortore”.

Il Castello di Gambatesa, è noto, è uno dei siti più importanti del Molise: chiuderlo pregiudica gravemente l’offerta turistico-culturale dell’intera area del Fortore e anche di quelle attività commerciali, ricettive e di ristorazione che beneficiano della presenza dei visitatori.

“È paradossale e inaccettabile, poi, che tutto ciò accada in un momento in cui il Paese è proiettato a compiere il suo massimo sforzo per risollevarsi, coinvolgendo anche le martoriate aree interne d’Italia. Proprio in tale contesto e sempre in linea con la strategia del suo dicastero – scrive Genovese rivolgendosi a Franceschini -, anche Gambatesa è al lavoro per cogliere le grandi opportunità offerte dal Pnrr e, in particolare, dai bandi per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi d’Italia.

Non è concepibile, allora, che lo Stato, da una parte, promuova la cultura e i piccoli borghi, attraverso la messa a disposizione di ingenti risorse finanziarie; dall’altra, però, non sia in grado neppure di garantire l’apertura al pubblico e la fruizione di un sito culturale di così grande importanza.

Quanto sta accadendo non solo indigna la scrivente e gli altri sindaci dell’Area del Fortore a causa dell’evidente pregiudizio arrecato alla prospettiva, coltivata da anni, di mettere in rete le risorse ambientali e culturali di ciascuna comunità per incrementare l’offerta turistico-culturale, ma ha ingenerato, specie nei più giovani, un senso di profonda frustrazione e sfiducia verso le istituzioni”.

 

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