Trivento

Autotrasportatori in protesta: “In un mese pieno da 1200 a 1700 euro, non ci conviene lavorare a queste condizioni”

I soci del Consorzio Trasporti Trigno, con sede a Trivento, si uniscono ai colleghi di Sicilia e Puglia nel blocco delle consegne e fermano i mezzi per protesta contro i rincari che interessano il settore. Il presidente Giuliano Civico fornisce le cifre degli aumenti: "Tutto più caro del 30%, anche le gomme e la carrozzeria. Vogliamo aiuti concreti dal governo".

Hanno cominciato a fermarsi dall’altra notte, seguendo l’esempio dei colleghi che in Sicilia protestano contro il rincaro dei costi del carburante. “E non solo in Sicilia, anche in Puglia ne stanno arrivando parecchi. Noi abbiamo numeri piccoli ma grandi problemi”. A parlare è Giuliano Civico, il presidente del Consorzio Trasporti Trigno con sede a Trivento. “Ieri avevamo tutti i mezzi fermi per protesta – racconta – poi qualcuno è dovuto andare per consegnare merce deperibile. Ora ne siamo rimasti la metà ma andiamo avanti, tra l’altro se non si arriva a una soluzione la protesta non si fermerà”.

Gli autotrasportatori bloccano le consegne. Succede anche in Molise, dove va in scena la prima protesta del genere sul territorio regionale. “Ci siamo fermati perché la situazione è insostenibile, gli aumenti ci stanno mettendo in condizioni di non poter lavorare e guardi, a queste condizioni è meglio restare fermi che viaggiare, il gioco come si dice non vale la candela”.

Il carburante, prima di tutto. In un mese è aumentato del 32%. “Faccio un esempio: se prima un pieno costava circa 1200 euro, con un serbatoio da 7 o 8 quintali, oggi costa 1700 euro. Tutto bene? Come pensano che possiamo sopravvivere in questo modo?”.

E non è solo il carburante perché tutto, precisa ancora Giuliano Ccivico che parla a nome dei 7 soci che dispongono di oltre 40 veicoli per fare consegne in tutta Italia, in larga prevalenza di laterizi e cereali, affronta anche il problema degli pneumatici, le gomme che un camion indeve sostituire con grande frequenza. “Fino a un mese fa uno pneumatico costava 400 oggi la stessa gomma din ella stessa marca ne costa 600 euro”.

E non finisce qui perché i rincari riguardano tutto, “perfino il liquido contro l’inquinamento che dobbiamo necessariamente utilizzare: da 0,27 centesimi è passato a 0,80 centesimi”. La richiesta è comune alla categoria che sta mettendo in atto proteste con effetto domino in Italia, una cui delegazione sindacale oggi ha incontrato il viceministro alle infrastrutture Teresa Bellanova per discutere sulle possibili soluzioni al rincaro del carburante, che ha fatto lievitare anche i costi dei biglietti per gli spostamenti via mare e via terra.

“E’ necessario agire sia attraverso un sostegno economico adeguato ad affrontare l’eccezionale aumento dei costi sia intervenendo in maniera concreta ed efficiente sulle norme che dovranno garantire una maggiore regolarità del mercato dell’autotrasporto” si legge nella rivendicazione di Unatral. Il comitato esecutivo dell’unione delle principali associazioni italiane dell’autotrasporto ha già stabilito, in assenza di risposte concrete e soddisfacenti, di assumere da subito tutte le iniziative sindacali necessarie a tutelare la categoria senza escludere la proclamazione di un fermo nazionale. E’ lo spettro del blocco totale.

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