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Un complesso immobiliare al posto dell’hotel fatiscente: altra proposta per l’ex Roxy

Lo scorso 31 dicembre un gruppo di imprenditori ha inviato una proposta formale alla Regione Molise, proprietaria dell’ex hotel dei vip che si trova al centro di Campobasso e da anni chiuso e abbandonato. Il consigliere M5S De Chirico sollecita il presidente Donato Toma: “Ora è necessario sapere subito la convenienza del project financing e programmare i fondi Fsc che vanno impiegati entro la fine di quest’anno”. Invece i 2,5 milioni per abbattere l’edificio sono stati usati per l’emergenza Covid

Lo scorso 31 dicembre, il giorno dopo la conferenza stampa di fine anno del governatore Donato Toma, sul tavolo di via Genova è stata recapitata una proposta per l’ex Roxy di Campobasso, l’hotel dei vip chiuso alla fine una ventina di anni fa e successivamente diventato un luogo di degrado. Qualche anno fa, forse lo ricorderete, è stato anche semidistrutto da un incendio.

Un gruppo imprenditoriale si è fatto avanti ufficialmente nell’ambito del project financing della Regione Molise che dell’edificio è proprietaria. Non era l’unica proposta arrivata come annunciato nel 2019 dal capo della Giunta regionale.

Ex Roxy, gruppo di imprenditori si fa avanti per abbatterlo e costruire la nuova sede della Regione

Ora probabilmente l’affare è più serio: la proposta del gruppo imprenditoriale sembrerebbe più concreta. Tanto è vero che per il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Fabio de Chirico chiede al governatore di fare chiarezza. Innanzitutto i soldi per abbattere l’edificio non ci sarebbe più: “I 2,5 milioni annunciati da Toma due anni fa non ci sono più perchè sono stati riprogrammati per l’emergenza Covid”. Quindi se il progetto di finanza pubblica sfumasse anche in questo caso, l’immobile degradato continuerebbe a ‘sovrastare’ piazza Falcone e Borsellino.

Non sarebbe l’unica novità dell’operazione che avrebbe dovuto portare a costruire una nuova sede della Regione Molise. “La novità clamorosa – spiega De Chirico – è che il 31 dicembre è stata recapitata alla Regione, non si sa da quale gruppo imprenditoriale, una proposta formale di project financing per realizzare il complesso immobiliare e le aree verdi sull’intera zona. Toma dice che sarà necessario un parere tecnico attraverso un advisor esterno, forse Cassa Depositi e Prestiti, per definire ufficialmente la convenienza economica”. Nel caso in cui il progetto sarà ritenuto conveniente, si dovranno nuovamente riprogrammare i 3,5 milioni previsti in una delibera di Giunta e frutto di un debito che il Comune di San Giuliano aveva saldato nei confronti della Regione Molise. In secondo luogo, la Giunta dovrà redigere un bando pubblico per il project financing. Costo dell’affare: 50 milioni di euro.

“Trattandosi di fondi Fsc, sappiamo che quei soldi vanno impiegati entro la fine di quest’anno”, osserva il consigliere M5S. “Sappiamo anche che, se verrà pubblicato il bando per l’intera area, le risorse necessarie stimate sono di circa 50 milioni di euro, in gran parte provenienti dal privato. Ma non sappiamo quanto ci metterebbe la Regione e dove sia la remuneratività dell’investimento per lo stesso privato. Per ora resta in piedi il progetto che vinse il famoso concorso di idee bandito dalla Giunta Frattura”

De Chirico dunque chiede a Toma di rompere il silenzio sul destino di un edificio e su un tema che “sta molto a cuore ai cittadini del capoluogo regionale, perché coinvolge una zona nevralgica in pieno centro”. “L’Amministrazione regionale (proprietaria dell’area) non ha mai pensato di fare chiarezza e, soprattutto, trasparenza” operando anche “all’insaputa del Comune” di Campobasso, la cui amministrazione è guidata dal sindaco 5 Stelle (come De Chirico) Roberto Gravina.

fabio dei chirico

“I cittadini di Campobasso – insiste l’esponente grillino – potrebbero vedere stravolta un’intera area centrale della città oppure, se salta il project financing, vedere addirittura riaperto l’edificio Roxy. Ma il tutto, finora, è passato in sordina, senza la necessaria trasparenza e senza il coinvolgimento del Comune, come fecero i predecessori di Toma. Dal canto nostro, abbiamo condotto questa operazione di trasparenza e seguiremo attentamente tutti gli sviluppi, per scongiurare possibili conflitti d’interesse e per tutelare l’interesse della collettività”.