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Tamponi prima del rientro in classe, opposizioni con le idee confuse: “Meglio la dad”

Mario Annuario e Massimo Sabusco si allineano al resto dell'opposizione e chiedono di prolungare le lezioni a distanza a Campobasso. Argomentazioni sostenute a dispetto delle valutazioni del Governo, dei disagi dei ragazzi e senza un riscontro dello screening degli alunni che prenderà il via domani

Alla vigilia della più importante campagna di screening che coinvolge gli alunni delle scuole di Campobasso in vista del rientro in classe dal prossimo 17 gennaio, le opposizioni continuano a chiedere una proroga della didattica a distanza. Oggi la richiesta arriva dal consigliere di Fratelli d’Italia Mario Annuario e dal collega Massimo Sabusco (eletto con il movimento E’ ora).

Probabilmente erano distratti anch’essi quando il premier Mario Draghi spiegava perché il governo ha confermato la scuola in presenza fino al termine dello stato di emergenza come prevede il decreto dello scorso 24 dicembre. Il capo del Governo ha chiarito che “la scuola aperta è una priorità” e che “non possiamo chiudere le scuole e lasciare aperto il resto”. Per i consiglieri Annuario e Sabusco “alla luce dei numero dei contagiati che si registrano quotidianamente era preferibile continuare ancora per qualche settimana con la didattica a distanza. Secondo gli esperti – osservano i due esponenti della minoranza – la quarta è andata della pandemia ancora non arriva al picco dei contagi e ripristinare la piena normalità potrebbe favorire una forte recrudescenza dell’emergenza sanitaria. Prevenire è meglio che curare, ovvero sarebbe stato opportuno lasciare la didattica a distanza almeno per un’altra settimana visto che la situazione epidemiologica in città è preoccupante con numeri elevatissimi di casi positivi”. Argomentazioni sostenute a dispetto delle valutazioni del Governo, della campagna vaccinale (che sta coinvolgendo anche i più piccoli) e delle difficoltà provocate tra gli studenti alle prese da due anni con la dad, oltre che alle famiglie. E poi lascia perplessi la richiesta di prolungare la didattica a distanza senza un riscontro numerico, ossia senza avere contezza dei contagi che lo screening in programma sabato e domenica potrebbe rivelare o meno.

I due consiglieri di opposizione dicono invece di “non condividere pienamente la scelta del sindaco Roberto Gravina di far tornare in presenza gli studenti lunedì 17 gennaio”. Eppure, solo pochi giorni fa per ribadire quanto sostenuto dal premier Draghi, il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, intervistato dal Corriere della Sera, aveva affermato che “bisogna tutelare il più possibile la presenza e con essa i nostri ragazzi che vengono da due anni difficili”. Quindi, “il ricorso massiccio alla dad come se i vaccini non ci fossero sarebbe un errore rispetto all’anno scorso”. Per il ministro, “c’è una grande differenza: il vaccino è lo strumento per tutelare la scuola per un ritorno alla normalità”.

Speriamo che le parole del titolare dell’Istruzione questa volta siano chiare anche ad Annuario e Sabusco, la cui posizione non è poi molto lontana da quella espressa ieri dall’esponente della Lega Alessandro Pascale e ancora prima dai colleghi del Pd.

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