Da pandemia a endemia

Ricoverati per Covid, in Molise la percentuale più bassa d’Italia. Trattare il virus come un’influenza: siete d’accordo?sondaggio

Con 10 ospedalizzazioni ogni 100mila abitanti (ma da ieri sono anche meno) la nostra risulta la regione italiana messa meglio. Attualmente meno dello 0.5% dei positivi è ricoverato: sono infatti 24 i ricoverati infettati da Sars-Cov-2 al Cardarelli su un totale di oltre 5mila positivi. Evidente che qualcosa è cambiato, e in molti Paesi stanno virando su nuovi approcci (vedi Gran Bretagna e Spagna). E voi, sareste d'accordo a mutare prospettiva e a guardare al Covid, e ai suoi numeri, in maniera differente?

ospedalizzazioni italia 10 gennaio

10 cittadini ogni 100mila abitanti (anzi meno) sono ricoverati in Molise per Covid-19, e nessuna altra regione italiana fa meglio di noi. E basta guardare il grafico per rendersene conto. All’opposto della classifica l’Emilia-Romagna e la Liguria con 49 ospedalizzazioni ogni 100mila abitanti. La media nazionale si attesta sul numero di 30. Il Molise con 10 – ma numeri simili ce li ha anche la Puglia, la Basilicata e la Sardegna – è in coda alla classifica: ma stavolta questa è una buona, anzi ottima, notizia.

Nella tabella che segue e che, come il grafico, è stata elaborata da Luca Fusaro – dottore magistrale in economia applicata, dottore commercialista e analista di dati che collabora con decine di testate giornalistiche nazionali e che spesso, in questi 2 anni di pandemia, ci ha gentilmente concesso i suoi lavori permettendoci di osservare meglio la realtà caotica che ci circondava – viene spiegato analiticamente come si arriva a quella cifra.

ospedalizzazioni italia 10 gennaio

Precisiamo che i dati si riferiscono a ieri 10 gennaio ma sono presi dal bollettino nazionale rispetto al quale la nostra regione sconta un ritardo di un giorno. In pratica i 30 ricoverati (di cui solo 2 nella Terapia Intensiva) si riferivano al giorno precedente. Ieri invece, come da bollettino Asrem, il dato è sceso perchè a fronte di 1 nuovo ricovero 7 persone sono state dimesse dal reparto ordinario. Quindi ad oggi il Molise ha 22 ricoverati in Malattia Infettiva e (sempre) 2 in Rianimazione. Questo non va a falsare il dato ma, per essere precisi, il Molise ha anche meno di 10 ospedalizzazioni ogni 100mila abitanti. E sicuramente conserva il primato nazionale che la classifica graficamente riporta.

Si può analizzare la questione anche da un altro punto di vista (numerico), calcolando la percentuale di ricoverati attuali (che come detto sono 24) rispetto al numero attuale (in forte crescita da giorni) delle persone contagiate, che hanno superato le 5.100 unità. Questo il bollettino del 10 gennaio 2022. La percentuale è scesa, perchè il giorno precedente era lievemente più alta, allo 0.46%.

Un anno fa c’erano molti meno contagiati (responsabile dell’esponenziale incremento di positività è la variante Omicron, divenuta ormai prevalente anche da noi) ma i ricoveri erano decisamente di più. Il 10 gennaio 2021 in Molise erano ricoverate 65 persone, di cui 58 nel reparto di subintensiva e 7 in quello di intensiva. In Italia ieri si è arrivati a 1.606 posti letto occupati in intensiva e 13.340 nei reparti Covid ordinari. Ma esattamente un anno prima i numeri erano, rispettivamente, 2.615 e 23.427, e ricordiamo che non c’erano oltre 2 milioni di positivi come oggi, ma meno di 580mila.

 

Il Molise dunque al momento registra la situazione (relativamente al numero di abitanti) migliore dal punto di vista degli ospedali. In questi giorni di numeri del contagio che si impennano smisuratamente, e in cui giocoforza anche le degenze ospedaliere crescono sebbene con un tasso assolutamente più basso (potremmo dire fisiologico, ndr), non è raro sentire voci preoccupate dalla prospettiva di un sistema ospedaliero nuovamente (anche se con dati più bassi) al collasso. Proprio ieri è arrivato l’allarme della Società italiana di Chirurgia che ha sottolineato il drammatico calo degli interventi chirurgici. Questo perchè le Aziende sanitarie sono costrette a destinare ampi spazi di ricovero (ancora, purtroppo, nonostante i numeri siano diminuiti) ai pazienti Covid. Un esempio concreto per far capire il dramma. Le terapie intensive sono in gran parte occupate da pazienti principalmente no vax e si assiste all’aggravamento di patologie tumorali che spesso arrivano tardi in ospedale, e non possono essere operate perchè manca la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio.

 

Al di là di questi problemi che non sono nientaffatto da sottovalutare, e che speriamo vadano scemando alla luce del prossimo calo dei numeri non appena si raggiungerà il cosiddetto picco, registriamo in questi giorni un cambio di prospettiva in alcuni Paesi europei, tra cui la Gran Bretagna e la Spagna. La Gran Bretagna ha da sempre avuto una strategia che potremmo definire di convivenza col virus contrapposta a quella, irrealistica, di sradicamento dello stesso. E ora che i numeri stanno scendendo, e che le vaccinazioni con la dose booster sono nettamente aumentate, questo paradigma (differente dal resto del Continente) sarà ancor più realtà.

Nella penisola iberica, dove i vaccinati sono ancor più che in Italia, l’aumento dei casi non è seguito da quello dei decessi. E per il premier Sanchez – notizia di oggi – è arrivato il momento di cambiare registro e di passare (almeno per quanto riguarda il tracciamento) da un quadro di pandemia a uno di malattia endemica, come succede per l’influenza. La proposta è di non testare e tracciare più chiunque manifesti dei sintomi (ovviamente si continuerà a curare tutti quelli che ne avessero bisogno). Valutare, insomma, la malattia con parametri differenti.

E – aggiungiamo – comunicare i dati in maniera differente da come fatto finora. Molti, non solo nel giornalismo ma anche nel mondo scientifico e nella popolazione, stanno puntando l’attenzione sul fatto che ci si stia concentrando sui numeri sbagliati. Ora che i contagi sono altissimi e diffusi, ma ricoveri e morti no, ha senso continuare a propinare (raccogliere sì, beninteso) il numero assoluto di casi, che finisce per avere un effetto allarmistico?

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo già cominciato a cambiare prospettiva. Voi che ne pensate?

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