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Quirinale, elettori molisani divisi. Di Marzio: “Me ne frego e voto Cassese”, Micone scommette su Casini

Quarto giorno di votazioni in Parlamento per l'elezione del capo dello Stato. L'atmosfera a Roma è sempre più incandescente, ma i partiti sono ancora molto divisi e non riescono - nemmeno oggi - a chiudere il cerchio sul nome. Abbiamo raccolto le dichiarazioni e le "intenzioni di voto" dei delegati molisani che hanno l'onore di partecipare alla elezione del presidente della Repubblica. Ecco le loro posizioni sulla giornata di oggi, che potrebbe essere la vigilia della giornata cruciale.

Micone (Udc): “Oggi centrodestra si astiene ma c’è consenso su Casini. Sarebbe l’ideale”

Per il presidente del Consiglio regionale del Molise Salvatore Micone “il nome di Casini sarebbe l’ideale”. Da esponente dell’Unione di centro infatti Micone vede di buon occhio la possibile convergenza sull’ex Presidente della Camera.  “Oggi il centrodestra si asterrà dal voto mentre il centrosinistra voterà scheda bianca” rivela dopo una riunione fra i vertici di Forza Italia e di Unione di centro. “Circola sempre di più il nome di Casini che forse avrebbe i numeri già oggi ma si sta cercando una maggiore convergenza per eleggerlo a larga maggioranza, magari domani. Casini è una persona di spessore, una bella figura, inoltre sta lavorando da tempo per ricreare un grande centro e a favore di una politica più moderata. Poi è stato fondatore dell’Udc quindi lo voterei molto volentieri”.

Secondo Micone “Ci sono buone possibilità, anche se si sa come vanno queste elezioni, tutto può succedere. Però se oggi non si dovesse chiudere su nome politico, Casini o altro, tornerebbe fortemente in auge Draghi o anche Belloni”.  Proprio su Draghi, Micone riferisce che avrebbe “spinto sull’acceleratore in prima persona un po’ troppo. Stavolta però la politica vuole prendersi le proprie responsabilità e non delegare ai tecnici. È giusto che Draghi resti a Palazzo Chigi”.

 

Di Marzio (Gruppo Misto): “Voterò di nuovo Cassese, non ubbidisco agli ordini di scuderia come gli altri”

Il senatore Luigi Di Marzio andrà dritto per la sua strada pur nella consapevolezza che il tragitto non lo porterà da nessuna parte. “Voterò di nuovo per il prof Cassese, insisterò anche oggi sperando che qualcuno si convinca che è la soluzione migliore. Purtroppo qui quasi tutti obbediscono agli ordini di scuderia, ma io me ne frego e scriverò di nuovo il suo nome come ho già fatto nella prima votazione”.

Scettico su una elezione che porti al 13esimo presidente della Repubblica nella giornata di oggi, l’ex esponente del Movimento 5 Stelle (passato al gruppo Misto nel 2020), assente nelle ultime due a maggioranza qualificata svela: “Ieri sembrava cosa fatta su Cassese, poi la Meloni si è opposta (facendo votare per il co-fondatore del partito Guido Crosetto, ndr) pur sapendo della possibilità di un ricambio successivo con Mario Draghi al Quirinale data l’età dell’ex giudice della Corte Costituzionale che di anni ne ha 86. Ci avevo davvero sperato ma è andata come è andata. Secondo me oggi non si concluderà nulla ma in aula ci sarò”.

 

Ortis (Misto): “Soluzione ancora difficile, ci vorrà tempo”

Il senatore del gruppo Misto Fabrizio Ortis prevede tempi lunghi per l’elezione del capo dello Stato. “Siamo ancora lontani da trovare una quadra, noi oggi siamo orientati sulla scheda bianca”.  Il parlamentare campobassano boccia un po’ tutti i nomi emersi in queste ore. “Casini? Una parte del centrodestra non lo vuole perché è stato eletto nel PD. Belloni? Fumo negli occhi, non ha il curriculum adatto. Anche Amato è difficile perché non tutti lo vedono di buon occhio”. Ortis inoltre trova che l’ipotesi Draghi sia “la peggiore per l’Italia e per la legislatura. È molto squalificante il suo comportamento di questi ultimi giorni, non si è mai visto che qualcuno si candidasse in maniera così evidente a diventare Presidente della Repubblica. In questo modo perde di credibilità”.  Secondo Ortis forse nemmeno la giornata di venerdì potrebbe essere quella buona per eleggere il nuovo Capo dello Stato. “Credo arriveremo al fine settimana”.

rosa alba testamento selfie voto quirinale

Testamento (Alternativa C’è): “Votiamo un altro giudice”

La deputata di Alternativa c’è, ex Movimento 5 Stelle, Rosa Alba Testamento, rivela che “il nostro gruppo oggi voterà per un altro giudice diverso da Paolo Maddalena. Si tratta di una personalità importante che è stata impegnata anche nell’antimafia. Noi abbiamo le idee piuttosto chiare ma credo che oggi sarà un’altra giornata interlocutoria”. Nonostante le preferenze ottenute nei giorni scorsi da Maddalena, il gruppo a cui appartiene Testamento ha quindi deciso di modificare la scelta. “Abbiamo voluto cambiare passo, nella speranza di trovare anche altre convergenze. Quella che indicheremo è una figura autorevole ma per il momento preferisco non fare il nome”.  Riguardo all’atmosfera la deputata isernina non se la sente di fare ipotesi su quanto tempo occorrerà ancora per trovare il nuovo inquilino del Palazzo del Quirinale.

Greco (M5S): “Anche oggi scheda bianca, non è menefreghismo ma apertura al confronto”

Inviato dal Molise a Roma il consigliere regionale del M5S Andrea Greco difende i tempi lunghi della democrazia “perché – dice in relazione alle polemiche che stanno accompagnando il mancato accordo tra i partiti su un nome condiviso – non è immaginabile votare per chiunque solo perché c’è una pandemia. Parliamo, de resto, di una figura che resterà al Quirinale per i prossimi sette anni”. Anche sul racconto di queste giornate fatto dal mainstream comunicativo Greco ha una sua posizione: “Non ci si annoia affatto, si parla di tante cose utili e lo si fa con tutti”.
Al di là dell’esperienza personale del consigliere, cosa faranno oggi i 5 Stelle? “L’indicazione è anche per oggi di votare scheda bianca e anche su questo voglio spiegare che un voto così fatto non è un segnale di menefreghismo ma l’esatto opposto. La scheda bianca significa apertura al confronto – quello che chiediamo da tre giorni anche al centrodestra – Dare un nome si tradurrebbe in una chiusura al dialogo. Trovare la quadra, con un governo multicolore come quello che abbiamo oggi, è certamente più complicato e chiama gli alleati a raggiungere una intesa il più possibile condivisa”.
E quanto ci vorrà? Domani sarà la giornata definitiva? “Non penso, a mio avviso arriveremo all’inizio della prossima settimana”.

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