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Positiva e isolata ma con Green Pass valido: il nome non è stato inserito nel sistema

La testimonianza di una insegnante di scuola primaria che racconta la disavventura burocratica legata al mancato inserimento del suo nominativo nella piattaforma telematica che registra i positivi da tampone rapido eseguito nei centri privati

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    Katia Colagiovanni è un’insegnante di scuola primaria che denuncia, a beneficio di un miglioramento complessivo del sistema, quanto sta accadendo in questi giorni ad alcuni malcapitati cittadini, fra cui lei, che risultano positivi al Covid.

    “I fatti: in data 7 gennaio, dopo aver constatato che i miei figli ed io eravamo affetti da sintomi influenzali, ci rechiamo presso un laboratorio analisi per sottoporci a tampone naso-faringeo. Esito: positivi tutti. La prima persona che avviso è il mio medico di medicina generale il quale, tra le altre cose, mi raccomanda di esplicitare agli operatori del laboratorio che è compito loro inserire i nostri nomi sulla piattaforma dell’Asrem.

    Questo rappresenta un passaggio importante per diversi motivi, due dei quali sono:

    – disabilitazione del green-pass, altrimenti potrei liberamente circolare;

    – evitare di doversi sottoporre ad una eventuale dose di vaccino per almeno 4 mesi.

    Fin qui è tutto chiaro.

    Due giorni fa, per curiosità e per noia, scarico l’applicazione del Ministero che consente di verificare la validità del prezioso green-pass e… sorpresa! Il mio e quello di mio figlio 13enne sono validi!

    Contatto immediatamente il laboratorio analisi presso il quale ho effettuato i tamponi per chiedere delucidazioni. La signora mi risponde che sì, ho ragione, non siamo ancora stati inseriti in piattaforma per “problemi di credenziali” che l’Asrem ancora non abilita. Mi dice di ricontattarli nel fine settimana, tempo in cui sperano sia risolto il disservizio.

    Questa mattina ho contattato nuovamente il laboratorio e la situazione non è cambiata: sono bloccati, non possono inserire in piattaforma.

    Nell’attesa io, da positiva, potrei tranquillamente andare a mangiare una pizza, magari dopo un bel film al cinema e non prima di essere passata un attimo dal parrucchiere per una piega veloce.

    Scherzi a parte, ciò che più mi preoccupa è che il 31 gennaio dovrei sottopormi alla dose booster (obbligatoria per poter avere il green-pass valido, obbligatorio per poter lavorare, obbligatorio per poter campare) e non ho alcuna intenzione di farla a causa dell’inettitudine di qualcuno”.

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