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Ospedali, stop all’appalto per le pulizie: accolto il ricorso contro Asrem e Dussmann

Porta la firma del giudice Giacomo Papa il decreto con cui ha disposto la sospensione cautelare della delibera del direttore generale dell'Asrem Oreste Florenzano sull'assegnazione del servizio alla ditta bergamasca. Sulla vicenda è stata fissata un'udienza il prossimo 3 marzo

E’ stato sospeso l’appalto per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione degli ospedali regionali. Lo ha deciso il Tribunale di Isernia a cui si era rivolta la cooperativa di Poggio Sannita Tre Stelle scarl, che si riteneva ingiustamente esclusa dal provvedimento firmato dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano. Quest’ultimo aveva deciso di affidare il servizio ad un’altra azienda, la Dussmann. Per difendere i propri interessi la società altomolisana aveva presentato ricorso ottenendo come primo risultato la sospensione della delibera dell’Asrem come deciso dal giudice Fabio Papa.

Nel decreto il giudice ha ravvisato che l’azienda sanitaria voleva sostituire la Tre Stelle, che si occupa prevalentemente delle pulizie al Caracciolo di Agnone, con la Dussmann senza aver pagato (da come risulta) le prestazioni già eseguite, senza aver operato un raffronto tra il contratto per la pulizia e la sanificazione stipulato con la cooperativa e i parametri tecnico-economici contenuti nel piano trasmesso dalla Dussmann Service. Altro aspetto contestato dal giudice: Asrem “non ha mai preavvisato l’appaltatore per l’eventuale adeguamento alle presunte condizioni migliorative contenute nella convenzione Consip”.

Insomma la decisione di cambiare l’impresa a cui affidare l’appalto di pulizia degli ospedali sarebbe caduta tra ‘capo e collo’ sulla Tre Stelle.

A tali elementi ne viene aggiunto un altro, molto importante: la rescissione del contratto tra la ditta di Poggio Sannita e Asrem avrebbe procurato un grave danno economico alla stessa impresa. Papa lo ha scritto nel decreto: la Tre Stelle scarl avrebbe subìto “un concreto, attuale e irreparabile danno”. Infatti, “la cooperativa subirebbe la perdita di un’importante commessa dal valore di circa 200mila euro, la cui portata è oltremodo impattante sulla tenuta economico-finanziaria della cooperativa che ha chiuso gli ultimi due bilanci in perdita”. Quindi la perdita di tale commessa potrebbe determinare “il serio rischio di insolvenza e tracollo” mettendo anche in pericolo la sopravvivenza della cooperativa e la possibilità di proseguire la sua attività.

Infine, il giudice ha evidenziato un altro aspetto: la cooperativa altomolisana si era dichiarata disponibile ad adeguarsi alle nuove condizioni contrattuali previste nella convenzione Consip.

Dopo la sospensione, che ha fatto seguito al ricorso curato per conto della Tre Stelle dagli avvocati Giuseppe Ruta ed Enrico Cennicola, si entrerà nel merito nell’udienza del prossimo 3 marzo.