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La testimonianza

Laureato ma disoccupato e costretto a curarsi lontano. “Questa terra è splendida, ma non rispetta i giovani”

Con una lettera Federico De Soccio, 27 anni di Campobasso, lancia un appello alla classe dirigente affinchè ci si impegni per garantire un futuro ai giovani laureati che vogliono restare in questa terra dove però, scrive, "manca tutto. Manca lavoro, manca il rispetto per noi, manca una prospettiva di futuro, macano strade e ospedali all'altezza".

Federico De Soccio ha 27 anni, è di Campobasso, ha due lauree in tasca, voti altissimi. Conosce perfettamente l’inglese e ama il Molise. “Una terra meravigliosa, il mio sogno è rimanerci a vivere”. Tutto perfetto, allora? No, perché Federico – come tanti altri nelle sue stesse condizioni – non lavora e non riesce a trovare lavoro. Proprio perché questa terra, meravigliosa da molti punti di vista, offre poco o nulla ai giovani ad alta formazione. Per Federico pesare sulla famiglia comincia a essere intollerabile, e la prospettiva di dover andare via gli appare una opzione sempre più concreta, che lo lascia con l’amaro in bocca e la mortificazione nel cuore. Questa è la sua lettera, una testimonianza che vale per centinaia di ragazzi molisani alle prese, proprio come lui, con le criticità della disoccupazione, della indifferenza della classe dirigente, dei limiti di diritto essenziali come quello alla salute e alla mobilità.

“Sono Federico de Soccio, ho 27 anni. Scrivo da Campobasso, e mi preme inviare questa lettera di disappunto mia e di numerosi miei coetanei e di iniziare con una parola che in questa terra sta diventando sconosciuta a causa di una mancata incapacità della classe dirigente nel governare.

Perché un giovane molisano è costretto ad andare fuori regione per lavorare, per curarsi e per fare qualsiasi attività che ogni giovane sogna. L’articolo 4 della nostra costituzione parla di lavoro. Io parlo ance di rispetto, e se leggiamo sulle migliori enciclopedie la parola rispetto, ecco cosa significa: “Sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona o un popolo”.

Ed è proprio il rispetto quello noi giovani meritiamo. 

Viviamo in una terra che non offre posti di lavoro, il tasso di disoccupazione nella nostra regione è altissimo, la sanità non funziona.

Giusto per fare un esempio, circa un anno fa sono stato costretto ad andare in Veneto – a 800 chilometri di distanza dalla mia famiglia – per curare la mia patologia poiché in Molise non mi è stato possibile.

Non dimentichiamoci dei trasporti e delle infrastrutture. Per spostarsi da qui a una regione del nord Italia ci si impiegano circa 9 ore perché la rete ferroviaria non è all’altezza, perché nella nostra regione non vi è un aeroporto, nonostante le mille promesse in ogni campagna elettorale.

Non dimentichiamoci delle infrastrutture, molte strade della nostra regione sono messe in condizioni pietose ed anche spostarsi in regione spesso diventa un’impresa .

Un altro aspetto che mi preme sottolineare è lo spopolamento: come mai il Molise sta diventando una terra per pochi?

In questi giorni leggo numerosi articoli su chi potrebbe diventare il prossimo presidente della giunta regionale, ma il mio appello a tutte le forze politiche è questo, ed è semplice: “i giovani molisani devono poter restare in Molise, le mente brillanti devono aver l’opportunità di lavorare in questa terra e non andar via per un misero posto di lavoro”.

A colei o colui che ricoprirà la carica più importante a palazzo D’Aimmo faccio un appello, che assicuri a noi giovani un futuro in questa bellissima terra”.

 

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