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Operazione naspi

Inps truffato per 300mila euro con false indennità di disoccupazione: 6 misure, 13 società coinvolte, 53 indagati

Scoperta nelle province di Campobasso e Isernia una imponente truffa ai danni dell’Inps che ha portato un sodalizio criminale costituito da imprenditori e lavoratori a sottrarre alle casse dell’ente previdenziale oltre 300mila euro. I dettagli dell'operazione Naspi illustrati dal procuratore capo D'Angelo, affiancao dal dottor Giorgilli dell'Inps, che ha fatto partire le indagini con la segnalazione di anomalie.

Il capo della Procura, Nicola D’Angelo, apre una conferenza stampa per illustrare un’operazione dai risvolti “nuovi per la nostra realtà”. Al suo fianco infatti, il dottor Giorgilli dell’Inps, l’Istituto che ha collaborato con i carabinieri nell’ambito di quella che è stata denominata operazione “Naspi”.

Sei misure (obbligo di dimora) disposte dal Tribunale su richiesta della Procura, oltre al sequestro di 300mila euro di beni perlopiù in conti bancari o beni immobili nella disponibilità degli indagati.

Associazione a delinquere finalizzata alla truffa è l’ipotesi di reato, aggravata da falsità materiale e ideologica. Il meccanismo scoperchiato dai carabinieri grazie a indagini accurate su più fronti, innescate da una segnalazione di anomalie della direzione regionale Inps di Campobasso, prevedeva una rete di società fittizie e non operanti, con sede sia nella provincia di Campobasso che di Isernia, che facevano risultare di aver assunto personale e poi di averlo licenziato per far percepire loro la disoccupazione.

Truffa Inps

Sono 13 le attività imprenditoriali interessate alle indagini: 7 le società investigate per false assunzioni (4 con sede nella provincia di Campobasso e 3 in quella di Isernia), e 6 per false fatturazioni (2 in provincia di Caserta e una a Campobasso). Complessivamente sono 53 gli indagati, tra questi numerosi dipendenti delle società coinvolte in quanto beneficiari della indebita erogazione. Le indagini tuttavia non ancora concluse, bisognerà capire la posizione di diversi soggetti i cui nomi sarebbero stati indebitamente usati e che non sarebbero stati al corrente della truffa.

Sequestrati conti correnti, autovetture e immobili nella disponibilità degli indagati per un importo di 300mila euro, valore della truffa.

Gli accertamenti sono stati svolti dal personale del Nucleo investigativo dei Carabinieri, reparto operativo del comando provinciale di Campobasso, con i carabinieri dell’ispettorato del lavoro e degli ispettori Inps in servizio presso il nucleo operativo e la vigilanza ispettiva della direzione di Campobasso. “Quello dell’Inps – ha precisato il procuratore – è stato un supporto tecnico operativo significativo che ha consentito di intervenire, operando sinergicamente con l’arma dei Carabinieri, rispetto a condotte volte a prosciugare le risorse pubbliche, per loro natura limitate, e a recuperare somme destinate al sostegno di soggetti bisognosi di aiuto da parte dello Stato”.

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