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Sciopero anche in molise

Infermieri massacrati: “In corsia il 30% in meno di personale. Stremati da turni fino a 24 ore”

Questa mattina lo sciopero nazionale organizzato dal Nursind. Anche davanti al Cardarelli di Campobasso si è svolto un presidio. "Basta chiamarci 'angeli' ed 'eroi', stiamo lavorando in condizioni in accettabili. Vogliamo giusto riconoscimento e più personale", sottolinea l'infermiera e segretario provinciale del sindacato Sonia Lepore

Un segno di lutto sulla divisa. Così hanno lavorato gli infermieri degli ospedali molisani. E’ la giornata di protesta per gli operatori sanitari che rompono il silenzio per denunciare turni lunghissimi, mesi massacranti di lavoro. La carenza di personale si è accentuata con l’emergenza covid. All’inizio della pandemia, forse lo ricorderete, proprio la foto di un’infermiera (Elena Pagliarini) dell’ospedale di Cremona china per riposare un po’ dopo un turno massacrante di 12 ore, con il camice addosso, divenne il simbolo della ‘guerra’ che i sanitari stavano affrontando contro il virus. Li abbiamo chiamati ‘angeli‘ ed ‘eroi’. Ma, al di là di qualche “grazie”, non hanno ricevuto alcun riconoscimento economico.

E’ in questo contesto che il sindacato Nursind ha organizzato manifestazioni e sit in si sono svolti in tutti i capoluoghi di regione, dal Nord al Sud del Paese.

Lo sciopero nazionale è stato proclamato per “la mancata erogazione dell’indennità di specificità in manovra, una professione usurante, ma non riconosciuta come tale, una carenza di organico che costringe la categoria a fare i salti mortali, tra turni doppi, riposi saltati e ferie non godute”. Motivi ribaditi anche da Sonia Lepore, infermiera e segretario provinciale di Isernia del sindacato Nursind, davanti all’ospedale Cardarelli di Campobasso, ‘cuore’ della sanità molisana nelle cure dei pazienti covid e non covid.  “Le condizioni di lavoro degli infermieri sono diventate insostenibili in tutta Italia ma in Molise in maniera particolare: la cronica carenza di personale ci costringe a dover affrontare turni estenuanti, 12 ore di servizio che a volte diventano 24. Sono condizioni inaccettabili, che incidono sulla qualità delle cure“.

Il sindacato chiede un giusto riconoscimento economico per gli infermieri che “hanno fatto enormi sacrifici durante la pandemia, molti si sono ammalati. E anche oggi alcuni infermieri non stanno lavorando perchè positivi”, aggiunge l’esponente sindacale per spiegare la sparuta presenza al presidio organizzato davanti all’ospedale Cardarelli. “Non ci siamo mai tirati indietro, ma le istituzioni ci hanno voltato le spalle nonostante gli annunci sui social e anche se ci hanno definiti ‘angeli’ ed eroi'”.

C’è pessimismo sui concorsi indetti dall’Asrem per rinforzare gli organici: “I concorsi dell’Asrem sono stati banditi ma non espletati. E gli infermieri assunti a tempo determinato sono stati impiegati per l’esecuzione dei tamponi e per la campagna vaccinale”.

 

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