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Giornata della Memoria, i messaggi delle istituzioni

Ricordare per attualizzare – il messaggio del Governatore Donato Toma

La Shoah è una delle pagine più aberranti che la storia ci abbia consegnato, concepita da una dissennata e deplorevole ideologia razzista e antisemita. Un orrore indicibile che ricordiamo nel Giorno della Memoria, innanzitutto perché tali crimini contro l’umanità non abbiano più a ripetersi. Una ricorrenza che non può limitarsi, però, alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto, alla narrazione storica degli accadimenti e alla condanna degli stessi, sebbene anche tali aspetti siano rilevanti per coloro che non hanno vissuto questi fatti, soprattutto per le giovani generazioni, che ne vengono a conoscenza durante il loro percorso scolastico. Sarebbe estremamente riduttivo circoscrivere la riflessione in un perimetro limitato.
In questo giorno, come ammonisce il Capo dello Stato, “non dobbiamo più rivolgere lo sguardo soltanto al passato, perché il virus della discriminazione, dell’odio, della sopraffazione, del razzismo non è confinato in una isolata dimensione storica, ma attiene strettamente ai comportamenti dell’uomo”.
Ecco perché non va mai abbassata la guardia, occorre essere sempre vigili, respingere ogni forma di rigurgito malevolo, ribadire l’importanza di principi quali l’educazione alla tolleranza e il rispetto delle diversità: è il significato più autentico e più attuale di questa giornata.


Salvatore Micone – Presidente del Consiglio regionale

L’apertura dei cancelli di Auschwitz, e la pubblicizzazione al mondo di ciò che accadeva in quel campo, mise l’uomo del ventesimo secolo di fronte all’estrema crudeltà di cui è capace quando imbocca la strada dell’odio nei confronti dei propri simili. Non che nel passato fatti orrendi come quelli operati ai danni del popolo ebraico o dei portatori di handicap o di altre razze ritenute inferiori non si fossero concretizzati, ma forse mai era accaduto che si costruisse un sistema di leggi, frutto di un contesto culturale e filosofico di stampo raziale e totalitario, che mettesse a punto una vera e propria “filiera industriale” della morte, della violenza sconsiderata e della sopraffazione di massa. L’umanità del ‘900 dovette fare di conto con se stessa, con i suoi spettri più cupi e con le atrocità di cui è stata capace sia con la seconda guerra mondiale che con l’orrore della sterminazione raziale. L’uomo però, in quei tragici anni, accanto al suo volto più brutto seppe mostrare anche quello più bello: quello della solidarietà, quello dell’eroismo di gente comune che mise a repentaglio la propria vita e quella dei suoi familiari per dare ospitalità ai perseguitati, quello del perseguimento della giustizia e quello della ricerca della libertà per i singoli e per le nazioni. La Giornata della Memoria rappresenta tutto questo e molto altro. L’uomo del terzo millennio ha ancora bisogno di guardare al suo passato per cercare di non compiere quegli errori di cui si è dovuto e si dovrà sempre vergognare. “L’Olocausto –scriveva Primo Levi- è una pagina del libro dell’umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”. Una pagina che dobbiamo rileggere e meditare, per capire gli errori in cui una civiltà evoluta può incorrere se, invece di seguire gli ideali di giustizia, libertà e solidarietà, da ascolto al serpente tentatore della prepotenza che umilia i diritti umani, del totalitarismo che cancella chi osa avere idee differenti da quella predominante e dell’egoismo dell’avidità, dell’invidia e della intolleranza.
Gli spettri del razzismo, del negazionismo, della supremazia del forte sul debole sono sempre in agguato, possono ancora condizionare le menti e gli animi anche dell’uomo del terzo millennio. A loro dobbiamo contrappore, come società e come civiltà, gli ideali più belli per la salvaguardia dei diritti umani che l’uomo ha saputo, nella sua lunga evoluzione singola e collettiva, individuare prima e perseguire poi. Il tutto nella consapevolezza che la pace e il rispetto tra le nazioni e tra le persone vanno conquistate ogni giorno e non possono essere mai considerate un bene acquisito.


Francesco Roberti – Presidente Provincia di Campobasso

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, abbattendo i cancelli di Auschwitz, rivelarono al mondo intero la crudele realtà del genocidio.
Nel campo, in parte evacuato e distrutto dalle SS tedesche prima dell’arrivo dei russi, i soldati sovietici trovarono settemila sopravvissuti, insieme a cadaveri e strumenti di tortura.
La Giornata della Memoria è stata istituita sessanta anni dopo, il 27 gennaio 2005, nel giorno della liberazione dei campi di concentramento, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la “Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah”.
In Italia, già dal 2000, con la legge del 20 luglio, il Parlamento scelse il 27 gennaio quale data della ricorrenza.
Il 27 gennaio è la data del ricordo, della preghiera e della conoscenza, soprattutto, da parte delle giovani generazioni di una delle pagine più brutte della storia umana nel solco del “conoscere è necessario affinché ciò che è accaduto non venga ripetuto”.
D’altronde, solo conoscendo a fondo la storia possiamo far tesoro degli errori, regalando alle generazioni future le basi della pace, della convivenza, dello scambio di idee, opinioni, vedute, della democrazia, del rispetto delle minoranze.
La stessa risoluzione delle Nazioni Unite esortò a sviluppare programmi educativi, affinché fenomeni come il genocidio non si ripetano più.
Queste giornate acquisiscono il valore che noi riusciamo a dar loro, attraverso eventi, momenti di studio, riflessione e sensibilizzazione, che devono mirare alla comprensione di quanto sia importante mantenere la pace all’interno delle Nazioni e tra le Nazioni.
La memoria è un elemento indispensabile dell’umanità. E non dobbiamo mai dare per scontato determinati concetti.
La Giornata della Memoria è anche un momento di riflessione: se pensiamo che, nel mondo, si registrano ancora conflitti interni, barbarie civili, presenza di gruppi terroristici e instabilità politiche, è facile immaginare quanto siano preziose la democrazia e il clima di stabilità politica ed economica, raggiunte faticosamente dai nostri nonni dal Secondo dopoguerra in poi. Prerogative che noi, insieme ai giovani, che rappresentano il nostro futuro, dobbiamo custodire gelosamente.


Aldo Patriciello – europarlamentare e membro del Partito Popolare Europeo

Ricordare significa non sottrarsi al dovere della memoria. Il dovere di impegnarsi affinché la Shoah, coì come le leggi razziali e la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, siano sempre da monito per noi tutti e soprattutto per le nuove generazioni, affinché simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi. In un periodo come quello attuale in cui la crisi sanitaria ed economica ha visto il riproporsi sul continente di episodi di intolleranza e violenza, abbiamo l’obbligo di ricordare il lavoro e lo sforzo di chi ha combattuto e lottato per consegnare alle generazioni future un’Europa in cui non fosse più consentito calpestare i princìpi e i valori umani su cui si fonda il disegno comunitario. Auschwitz è perciò la negazione di ogni umanità, uno delle pagine più buie della nostra storia. Il percorso intrapreso dagli Stati europei all’indomani della seconda guerra mondiale è il frutto di questa consapevolezza: il desiderio di costruire un futuro di pace lontano dagli orrori e dai delitti commessi in nome di ideologie criminali. Perché è dalle grandi tragedie che l’uomo trae la forza e il coraggio per costruire un future migliore e diverso.


Mario Bellotti – Sindaco di Guglionesi

Show, Olocausto, Sterminio degli ebrei, Auschwitz, bastano queste parole per riportare alla mente di ognuno di noi una serie di immagini tragiche. Ognuna di queste parole porta con se un carico di dolore, come una ferita ancora aperta nel cuore. Una pagina triste e drammatica della storia del novecento che ha segnato e segnerà per sempre la storia dell’umanità. Si è deciso di celebrare ogni 27 gennaio la “Giornata della memoria” perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’armata rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz sancendo la fine dell’olocausto.

Non bisogna dimenticare! Questo il messaggio dell’amministrazione, per far si che nessuno mai possa ripetere o subire ciò che è accaduto. Un pensiero va alla nostra concittadina, Senatrice a vita, Liliana Segre, che ha ricevuto da questa amministrazione, nel 2020, la cittadinanza onoraria, per l’alto valore civile, sociale e culturale della sua testimonianza e del suo impegno, portato avanti con grazia e serena tranquillità. Matricola 75190 ad Auschwitz, che ha vissuto sulla propria pelle questi tragici eventi; una dei 25 sopravvissuti dei 776 bambini italiani, di età inferiore a 14 anni.
“Per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace”.


Loreto Tizzani – Associazione nazionale partigiani del Molise

Oggi entriamo nella pagina di storia più crudele della prima metà del secolo scorso, quella che ha visto la segregazione e lo sterminio di milioni di esseri umani. Uomini donne bambini la cui colpa era quella di appartenere a “razze diverse” da quella ariana ritenuta superiore.
In questo luogo 82 anni fa fu allestito uno dei cinque campi di internamento in Molise, e vi furono deportati Sinti, Rom, Cinesi e Ebrei allora presenti in Italia e provenienti dal resto dell’Europa.
Conoscere questa parte di storia consente a ciascuno di noi di riflettere sul valore supremo e inalienabile del concetto di persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri.
Persona, Diritti, Doveri sono gli elementi di base della nostra Carta Costituzionale scritta dai Componenti della Assemblea Costituende e promulgata nel dicembre del 1947 affinchè le atrocità e la barbarie di quegli anni non debbano più ripetersi in uno Stato che il referendum del 1945 aveva deciso fosse Repubblicano.
Cosa possiamo fare noi oggi perchè questa barbarie non si ripeta? Prima cosa non essere indifferenti, ma prendere parte attiva nella vita quotidiana. Per partecipare bisogna conoscere, scegliere e questo è uno dei compiti fondamentali che la scuola svolge contribuendo con tutte le discipline alla formazione di coscienze libere di autodeterminarsi e di scegliere tra bene e male.
Seconda cosa schierasi dalla parte giusta. Quale è la parte giusta per schierarsi? Chi può dircelo? La parte giusta sta scritta nei primi 12 articoli della nostra Costituzione.
In essi è riconosciuta la sacralità della persona nella sua integrità e nella sua singolarità di autodeterminazione, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
“E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Siamo quindi tutti chiamati a fare sempre la nostra parte sia quotidianamente nella società, nel lavoro, e, soprattutto quando siamo designati a gestire, a vari livelli, le Istituzioni centrali e periferiche dello Stato Repubblicano.


Filomena Calenda – Assessore Regione Molise

Il ricordo è un dovere. Perché l’orrore non deve ripetersi e perché ogni manifestazione di antisemitismo, di razzismo in tutte le forme, sia sempre condannata e messa al bando. La Giornata della memoria, deve invitarci a riflettere sulla Shoah, sullo sterminio degli ebrei, di un intero popolo; organizzato dal nazismo: un evento che non trova paragoni di crudeltà nella storia. Abbiamo il dovere di ricordare perché la sciagura che accadde quegli anni per mano dell’uomo, che uccise sistematicamente sei milioni di ebrei, cioè la maggior parte degli ebrei che allora vivevano in Europa, rende quel crimine quasi incredibile: ‘meditate, che questo è stato’, è il monito che ci ha lasciato Primo Levi.
Ricordiamo i colpevoli: l’ideologia razzista di Hitler e coloro che furono gli strumenti e i collaboratori che resero possibile, anche in Italia, le deportazioni. Ma è doveroso ricordare anche le persone giuste che agirono secondo coscienza ascoltando quello spirito di umanità che oggi ci
permette di rammentare i nomi e i volti di migliaia di italiani, funzionari, militari, semplici cittadini che in ogni regione d’Italia ma anche oltreconfine in Jugoslavia, nel Sud della Francia, in Grecia, salvarono, a rischio della loro stessa vita, la vita di migliaia di ebrei, italiani o stranieri. La democrazia, la giustizia, la solidarietà, la condivisione, l’amore per il prossimo che ci è stato insegnato siano la nostra forza, riflettendo sul passato, guardando a un futuro che dobbiamo impegnarci a costruire, tutti, indistintamente, seguendo i valori della pace, della concordia, del rispetto.


Michele Barile – Assessore Comune di Termoli

E’ attraverso la memoria che si mantiene vivo uno spaccato di storia che non deve essere dimenticato affinchè determinate circostanze non si ripetano”.
E’ il messaggio dell’assessore alla Cultura del Comune di Termoli Michele Barile in occasione del ricordo delle vittime della Shoah.
Una macchia indelebile che torna periodica e si amplifica il 27 gennaio di ogni anno in occasione della “Giornata della Memoria” istituita nel 2000 per ricordare quel che avvenne.
“Nessuno può impedire il rispetto dei diritti umani – ha continuato l’assessore Barile -, come possibile è nostra intenzione organizzare delle iniziastive che riescano a coinvolgere tutte le scuole che fanno già tanto per sottolineare gli innumerevoli errori compiuti con il libero esercizio della forza.
Agli studenti rivolgiamo oggi la nostra massima attenzione in quanto, proprio loro, sono i depositari di quel che gli istituti scolastici riescono ad evidenziare organizzando eventi che, in qualche modo, portano a riflettere e a ricordare tutte le vittime dell’olocausto. Quel che resta dei campi di concentramento dimostra in modo inconfutabile la crudeltà nazista dettata dalla rabbia del pregiudizio. Qualcuno sostiene che l’olocausto è stato il fallimento dell’umanità, per questo tutti insieme dobbiamo prodigarci per diffondere una nuova mentalità basata sul rispetto reciproco.

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