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Gigafactory Termoli, sulla chiusura dell’accordo Stellantis-Governo pesa l’incertezza politica

Le incertezze legate al Governo che verrà, quello che segnerà l’Italia dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, con il nodo del premier Mario Draghi al Colle e la possibile totale riorganizzazione dei Ministeri, tiene appesa anche la questione Stellantis e gigafactory di Termoli.

Se l’amministratore delegato del Gruppo Carlos Tavares durante la visita allo stabilimento molisano non ha lasciato trapelare alcuna novità circa la trattativa in corso per aumentare i fondi del piano di rilancio dell’elettrico, confermando in maniera sommaria che c’è una sorta di trattativa a Roma alla quale non è stata data una risposta definitiva, indiscrezioni pubblicate da Il Giornale lo scorso 25 gennaio riferiscono che l’investimento di Stellantis per la realizzazione a Termoli della terza gigafactory europea ammonterebbe a 2,5 miliardi e che ci sarebbe l’ok di massima sul progetto molisano di Xavier Chereaux, responsabile globale delle risorse umane del gruppo nato dalla fusione di Fca e Psa esattamente un anno fa.

Fiat stellantis stabilimento fabbrica

Chereaux in una intervista a La Stampa citata da Il Giornale ha detto che “l’Italia rappresenta un pilastro fondamentale per la strategia del Gruppo”, che “dei 300 accordi siglati nel mondo 90 riguardano l’Italia” e, rispondendo a una domanda su Termoli, che  “la gigafactory è una grande opportunità di competitività e sviluppo per il Paese”.

Non proprio una conferma ma ci è andato vicino, come rileva anche il deputato Antonio Federico (Movimento 5 Stelle) che da Roma, dove è in pieno svolgimento l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, non perde di vista gli affari e le vicende molisane. “Sono in contatto con il Ministero dello Sviluppo per la questione Stellantis – riferisce –. Su alcuni organi di stampa i vertici dell’azienda hanno confermato di voler investire sulla gigafactory a Termoli, manteniamo molto alta l’attenzione anche se – aggiunge – registro un inevitabile rallentamento degli iter negli uffici preposti e delle risposte dei funzionari che dipendono dall’attuale contesto politico”.

Un clima di incertezza che a Roma si percepisce in modo inequivocabile, i cui effetti si traducono con una parziale paralisi dell’attività burocratica. La settimana scorsa il presidente Stellantis John Elkann e il premier Mario Draghi avrebbero discusso in un incontro riservato della situazione relativa al settore automotive e della firma definitiva sulla gigafactory, tema che coinvolge i ministri Giorgetti (Sviluppo economico) e Daniele Franco (Finanze). Ma lo scenario ancora “sospeso” starebbe rallentando la chiusura dell’accordo.

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