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I timori e le richieste

Gigafactory, Governo sotto accusa: “Se tradisce Termoli uccide l’industria dell’auto”

Il segretario nazionale della Uilm Gianluca Ficco chiede a Draghi tre interventi per aiutare il mondo dell’automotive e una spinta decisiva affinché Stellantis scelga in Molise

Dopo l’incertezza generata dalle parole e dalla visita del Ceo di Stellantis Carlos Tavares la scorsa settimana, l’attenzione sembra ora diretta verso il Governo Draghi e sulle sue reali intenzioni riguardo alla Gigafactory. “Se tradisce Termoli, il Governo abbandona l’intera industria dell’auto”.

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Chiaro il messaggio della Uilm che oggi per bocca del segretario nazionale Gianluca Ficco chiede un intervento netto dell’Esecutivo per assicurare allo stabilimento molisano il grande investimento per la fabbrica di batterie per auto elettriche.

“A Termoli si sta giocando una partita decisiva, non solo per il futuro della fabbrica di motori di Stellantis con i suoi 2.500 dipendenti, ma per l’intera industria dell’auto italiana. Stellantis l’8 luglio 2021 ha difatti annunciato – ricorda Ficco – l’intenzione di costruire una fabbrica di batterie nella cittadina molisana, in aggiunta alle altre due che saranno costruite in Francia e in Germania. Immediatamente è partita una trattativa con il Governo italiano sulle condizioni e gli incentivi per il colossale investimento, nell’ambito delle più volte sbandierate iniziative di supporto al passaggio alla green economy.

Tuttavia, a distanza di molti mesi la definitiva conferma non è ancora arrivata e si sono moltiplicate le voci di una forte concorrenza da parte della Spagna. Anche in occasione della sua recentissima visita a Termoli, l’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares ha spiegato che il negoziato col Governo è ancora in corso e che dunque nulla è stato ancora deciso. Se si considera che a marzo sarà presentato il piano industriale da Stellantis, si ha la sensazione che il tempo stia per scadere”.

La questione è stata affrontata pochi giorni fa anche in Consiglio comunale a Termoli, con l’odg approvato all’unanimità per impegnare il sindaco a fare pressioni sul Governo nazionale e su quello regionale. Ma l’impressione è che la partita si giochi su ben altri tavoli e che la risoluzione del Consiglio comunale lasci un po’ il tempo che trova.

consiglio comunale stellantis confronto sindaco sindacati

“Al di là di qualche rassicurazione estremamente generica – confessa Ficco -, il concreto comportamento del Governo genera gravi timori, giacché è sempre più palese la sua disattenzione per le vicende industriali e la sua ostilità verso il settore dell’auto in particolare. Da ultimo ha stupito la mancata conferma per gli incentivi all’acquisto delle auto elettriche, introdotti anni or sono allorquando in Italia si producevano solo auto benzina e diesel, lasciati decadere proprio oggi che sono stati lanciati o sono in procinto di essere lanciati modelli elettrici in tutte le fabbriche italiane. Tutto ciò mentre negli altri Stati europei gli incentivi vengono resi addirittura strutturali per i prossimi anni. Che sia per dolo o per colpa grave, resta che gli atteggiamenti del nostro Governo sembrano assunti in spregio al futuro dell’automotive, che pure rappresenta il primo comparto industriale italiano”.

Per questo la conferma della Gigafactory a Termoli appare un passaggio decisivo agli occhi del sindacato. “Nel bene o nel male, la situazione dovrà chiarirsi nelle prossime settimane. La sigla dell’accordo e la conseguente costruzione della gigafactory non rappresenterebbero solo la naturale occasione di riconversione della fabbrica di motori molisana, ma un anello fondamentale per l’intera catena del valore italiana. Al contrario il suo venir meno attesterebbe che le Istituzioni italiane non hanno alcuna intenzione di supportare il processo di trasformazione dell’automotive verso la elettrificazione, proprio nella fase in cui si stanno ridefinendo le allocazioni produttive nel mondo e in Europa. L’effetto sarebbe disastroso, peserebbe sul futuro non solo di Stellantis, ma di tutte le aziende della componentistica”.

Al di là dei timori, la Uilm chiede tre provvedimenti da adottare quanto prima. “Come Uilm stiamo moltiplicando la nostra azione di pressione verso le Istituzioni e le associazioni delle imprese, e abbiamo proposto tre interventi immediati: varare incentivi strutturali per le auto a basse emissioni e in particolare per le auto elettriche, che corrispondano ai vincoli di emissioni imposti dalla UE; istituire una cassa speciale per fronteggiare la penuria di microchip, senza costi per le imprese, con possibilità di pagamento diretto per i lavoratori e senza ricadute sui vincoli di utilizzo nel quinquennio; investire una parte congrua del PNRR per incentivare gli investimenti industriali indirizzati alla transizione energetica, sia nel caso di nuovi investimenti come appunto la gigafactory a Termoli, sia nel caso di agognate riconversioni come la Bosch di Bari. Infine, non solo per l’automotive ma per tutta l’industria, urge abbattere i differenziali fra il costo dell’energia italiano e quello europeo.

Benché come Uilm stiamo continuando a firmare accordi preziosi per il futuro delle fabbriche, a cominciare da Melfi e Mirafiori, siamo pienamente consapevoli che sul lungo periodo la sfida della transizione energetica non possiamo vincerla da soli. Se il Governo decidesse di uccidere l’industria dell’auto, un siffatto delitto politico, economico e sociale non potrebbe passare sotto silenzio. Per sventarlo è essenziale costringere la politica ad assumersi le proprie responsabilità”.

Intanto oggi Stellantis ha ribadito ai sindacati la garanzia che gli impegni assunti verranno rispettati e non verrà chiuso alcun sito. “Oggi la Direzione di Stellantis ci ha comunicato che l’avvenuto rimborso del prestito da sei miliardi con garanzia pubblica Sace non cambia gli impegni presi verso le Organizzazioni sindacali”, afferma infatti Ficco.

“Ne prendiamo atto positivamente – commenta il segretario – ma restiamo in attesa della presentazione del piano industriale per assicurarci che tutti gli stabilimenti italiani abbiano una missione produttiva nel futuro. Nel frattempo chiederemo al Governo di riconvocare il tavolo di confronto inaugurato ormai mesi or sono. Infine abbiamo la necessità di entrare finalmente nel merito di quei differenziali di costo a sfavore dell’Italia di cui spesso parla l’amministratore delegato, Carlos Tavares”.

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