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Lo scandalo delle mascherine

FFp2 e la truffa cinese in Basso Molise: erano pericolose. Impresa del Nord a giudizio

Chiuse le indagini relative all'operazione della Finanza che in regione portò al sequestro di migliaia di mascherine. L'avvocato Fabio Albino che rappresenta Federfarma: "Ci costituiremo parte civile. Grave danno non solo per le farmacie ma anche per la tutela della salute pubblica"

Inefficaci a filtrare eventuali agenti patogeni e garantire, di conseguenza, protezione dal rischio di contagio, nonostante l’utente quella mascherina l’avesse acquista in farmacia e sebbene sul dispositivo fosse ben evidente il marchio CE. Per dirla con la dicitura tecnica, invece: “non erano conformi ai requisiti di efficacia protettiva richiesti dalle norme Uni En”.

Pericolose per la salute, sono state sequestrate in Molise a giugno 2020 in una maxi operazione della Guardia di Finanza. In tutti il Basso Molise, le fiamme gialle su disposizione della Procura di Larino, sequestrarono 25mila mascherine “fasulle”. Altre centomila erano state sequestrate trenta giorni prima.

Mascherine contraffatte dalla Cina, le Fiamme Gialle di Termoli sequestrano 25mila FFP2 ‘fasulle’

Siamo adesso alla resa dei conti: la Procura di Larino ha citato a giudizio l’impresa friulana che si era occupata della distribuzione dei dispositivi di sicurezza anche sul territorio molisano.

Le indagini hanno dimostrato che l’azienda, nel pieno dell’emergenza pandemica da Covid-19, ha acquistato dalla Repubblica Popolare Cinese i dispositivi di protezione individuali KN95 – FFP2 per commercializzarli in barba alle regole. Tutto a discapito della salute degli utenti ma anche dei farmacisti.

Sì, i farmacisti aderenti a Federfarma hanno già annunciato, infatti, che nel procedimento si costituiranno parte civile e chiederanno non soltanto la restituzione delle somme spese per l’acquisto delle mascherine ma anche un considerevole risarcimento del danno subito. Per loro e per gli utenti.

Il titolare legale dell’azienda friulana che si occupa di rifornire le farmacie del Paese, dovrà quindi comparire ad aprile davanti al giudice monocratico del tribunale di Larino ed è chiamato a rispondere di frode in commercio, detenzione di prodotti con marcatura CE contraffatta e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

L’associazione sindacale Federfarma Molise si era fatta intermediaria sul mercato per individuare imprese che lavorassero alla produzione e alla vendita dei dispositivi di sicurezza obbligatori. Arrivando fino in Friuli, dove l’impresa contattata rispondeva perfettamente alle esigenze di quel momento storico per tempi di produzione, prezzo e soprattutto per la distribuzione sul territorio regionale.

Ma quando la Guardia di Finanza ha scoperto l’inganno sequestrando e analizzando le mascherine poi ritenute ‘contraffate’; gli stessi farmacisti hanno capito di essere stati raggirati.

Quindi, il rappresentante legale della dell’Associazione, Fabio Albino si è subito mosso a tutela sia farmacisti e del diritto alla salute  le farmacie si sono inconsapevolmente rese partecipi di una distribuzione di mascherine senza requisiti.

“Andremo a fondo in questa vicenda – ha detto il legale Albino – e lo faremo non soltanto per il grave danno economico causato alle farmacie su cui si è poi riversato il danno finale per averle loro acquistate e non potute più rivendere, ma soprattutto per la tutela della salute pubblica perché diventare soggetti che inconsapevolmente distribuiscono mascherine fasulle non è certamente ammissibile. Ci tengo a sottolineare – conclude Fabio Albino – che Federfarma tutela anche l’utenza quindi è impensabile che l’associazione possa permettere una truffa ai danni del cittadino. Saremo parte civile e chiederemo sia il danno economico relativo alle spese effettuate per l’acquisto delle mascherine ma anche il risarcimento di un importante danno morale perché è stata messa a repentaglio la salute e la buona fede”.

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