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La denuncia

Fermata autobus soppressa, operaio va in fabbrica col monopattino e viene investito

In ospedale con una spalla lussata pendolare molisano di un’azienda dell’indotto Sevel. “Se il pullman si fermasse davanti ai cancelli questo non sarebbe successo” denuncia l’Usb Chieti. Da 3 anni la questione resta irrisolta

Un operaio molisano della zona industriale della Val di Sangro è stato investito da un’auto mentre con un monopattino elettrico si avviava verso la fabbrica dopo essere sceso dall’autobus che si ferma a circa un chilometro dai cancelli dell’azienda.

L’uomo residente a Guglionesi è stato soccorso dal 118 e trasportato in ambulanza in ospedale dove gli è stata riscontrata una lussazione alla spalla con prognosi di 20 giorni. Il fatto è avvenuto ieri pomeriggio 28 gennaio poco prima dell’inizio del turno che prende il via alle 14. A darne notizia è il sindacato Usb Chieti, per bocca di Fabio cocco, coordinatore provinciale.

“Il lavoratore non usa il monopattino per scelta ma per necessità – spiega Cocco –, lui è un pendolare del Molise che lavora in un’azienda dell’indotto Sevel, viaggia ogni giorno con il bus dell’Atm (azienda trasporti del Molise) che lascia i lavoratori pendolari solo ed esclusivamente davanti allo stabilimento Sevel e deve ricorrere al monopattino per poter raggiungere in orario il lavoro poiché l’azienda di cui è dipendente dista oltre un chilometro dalla Sevel. Fino a qualche anno fa l’autobus effettuava fermate nelle vicinanze delle varie aziende del distretto industriale della Val di Sangro ma poi ciò non è più avvenuto poiché era un servizio non compreso nel percorso previsto dalla regione Molise mettendo in grande difficoltà i pendolari che devono recarsi nelle altre aziende della zona industriale”.

La vicenda delle mancate fermate autobus davanti alle altre fabbriche di Atessa che non siano la Sevel aveva scatenato proteste e l’interessamento del Consiglio regionale molisano, con tanto di impegno unanime che risale al 2019 ma in tre anni nulla è stato risolto.

“Negli ultimi anni l’Usb Abruzzo e Molise si è prodigata per trovare una soluzione – riferisce il sindacalista – mettendo in campo proposte e proteste che hanno costretto la regione Molise ad intervenire però erano soluzioni temporanee e questi lavoratori sono stati abbandonati e si sono dovuti organizzare autonomamente per poter raggiungere in tempo utile il posto di lavoro. La Regione Molise si faccia carico del problema una volta per tutte perché è davvero assurdo discuterne ancora”.

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