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118 depauperato

Emergenza, la proposta: medici assunti da Asrem impiegati nel 118. Altri concorsi vanno deserti

Nell'organico Asrem sono in servizio 56 medici (di cui tre borsisti) a fronte di un fabbisogno di 96 unità. Per questo il consigliere di Orgoglio Molise Gianluca Cefaratti ha presentato una mozione al governatore-commissario Donato Toma: "Serve una soluzione rapida con il passaggio 'su base volontaria' dei medici del 118 attualmente incaricati nell’Emergenza Territoriale che operano in regime convenzionato e con le stesse tutele contrattuali"

I medici che hanno un contratto a tempo indeterminato potrebbero essere impiegati nelle postazioni del 118 demedicalizzate. Ovviamente si parla solo dei ‘camici bianchi’ che vorranno farlo su base volontaria e con determinate garanzie contrattuali. Per ora è una proposta quella che il consigliere regionale di Orgoglio Molise Gianluca Cefaratti ha presentato al governatore-commissario Donato Toma dopo aver raccolto il grido di aiuto dei sindaci dell’area di Castelmauro. Un modo per porre un argine ad un ‘fiume’ che potrebbe straripare da un momento all’altro.

Quanto accaduto il giorno della Befana a Castelmauro, quando un cittadino si è sentito rispondere di fronte ad una richiesta di aiuto “mandiamo l’ambulanza, lei trovi il medico“, è stato un episodio emblematico. Un fatto che, unitamente ai tanti disservizi e allo stato di abbandono di un vasto territoio del Molise interno, ha spinto 14 sindaci di Comuni afferenti la Casa della salute di Castelmauro a firmare una lettera durissima raccolta nella mozione del vice presidente del Consiglio regionale per far fronte al progressivo e inarrestabile ridimensionamento del Servizio di Emergenza Territoriale nella nostra regione, il 118.

Attualmente il Dipartimento dell’Emergenza, uno dei segmenti più importanti della nostra sanità, annovera 16 postazioni territoriali e dovrebbe contare su un organico di 96 unità. Invece, stando ai numeri forniti da Cefaratti, l’Asrem dispone di soli 56 medici di cui 3 borsisti. Quasi la metà in pratica. Per fronteggiare tale lacuna i medici con un contratto a tempo indeterminato nell’Emergenza Territoriale potrebbero passare, qualora volessero, alle dipendenze dell’Asrem che negli ultimi due bandi (quello dello scorso giugno e quello dello scorso novembre) per 31 incarichi vacanti di emergenza sanitaria territoriale è riuscita a reclutare solo tre medici.

In diversi comuni molisani l’ambulanza in servizio alla postazione del 118 è demedicalizzata, ovvero priva della presenza di un medico. “Abbiamo l’urgenza di ripristinare il diritto alla salute per tantissimi cittadini, in particolare nei paesi montani dove la viabilità, la frammentazione dei Comuni e le condizioni climatiche rendono difficili gli spostamenti rapidi”, sottolinea l’ex sindaco di Campodipietra. “Il contingente del servizio 118 è assolutamente insufficiente per la copertura dei turni previsti dalla normativa e la grave carenza di personale medico presso le postazioni del 118 espone a seri rischi l’efficienza e l’utilità di quest’ultimo”.

La soluzione, a suo dire, potrebbe essere “il passaggio ‘su base volontaria’ dei medici del 118 attualmente incaricati nell’Emergenza Territoriale che operano in regime convenzionato”. Come convincere i dottori? “Assicurando loro le medesime tutele contrattuali”.

La mozione dunque, ha esplicitato Cefaratti, “impegna il presidente della Giunta a programmare il passaggio, su base volontaria, alla dipendenza nella Dirigenza Medica dei medici titolari di incarico a tempo indeterminato nell’Emergenza Territoriale”. Nel frattempo, per disciplinare tale passaggio, per il consigliere regionale sarà approvato un apposito regolamento nella Commissione Consiliare competente. “Non possiamo più tergiversare – conclude l’esponente di Orgoglio Molise – serve una soluzione rapida per garantire il diritto alla Salute ai nostri concittadini”.

Su questo fronte ha rilanciato l’ennesima denuncia il dottor Giancarlo Totaro: “Tutta la filiera dell’emergenza – la sua durissima presa di posizione – ha bisogno di un intervento immediato e forte per ripristinare l’organico medico: dalla medicina del territorio alla guardia medica, dal servizio 118 alla Medicina generale fino a giungere ai servizi di prossimità e ai reparti ospedalieri ridotti al lumicino”.

La coperta insomma continua ad essere troppo corta e il diritto alla salute è, in tali condizioni, garantito solo grazie agli sforzi degli operatori sanitari. Ma solo quando è possibile e quando ci sono (come avvenuto per l’Emodinamica di Termoli). Gli organici infatti continuano ad essere carenti nei reparti di quasi tutti gli ospedali del Molise. Basti pensare che hanno risposto solo tre medici al bando per i dodici posti in Pediatria. Parliamo fra l’altro un reparto a forte rischio non solo perchè per i casi più complicati i bambini vengono trasferiti fuori regione ma anche perchè al Cardarelli di Campobasso i posti letto per i ricoveri sono sempre due, allestiti al quinto piano del nosocomio, tra gli ambulatori e reparti di oculistica e otorinolaringoiatria. Tutto per fare spazio ai degenti covid, come vi abbiamo raccontato.  

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“Due pediatri hanno rinunciato subito – – ha denunciato Totaro – solo uno ha accettato un incarico per tre mesi”. Destino simile per il concorso per reperire medici al pronto soccorso: “E’ andato a vuoto”. Perchè succede? “Bisogna dare i giusti incentivi ai medici che decidono di esercitare la professione in Molise – ha spiegato Totaro – con almeno la prospettiva di un futuro professionale certo”. E se questo non succede, se reparti e ospedali rischiano ogni anno tagli e dimensionamenti, si preferisce lasciare il Molise per operare in un contesto più stabile.

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