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Diffusione omicron Molise al 98%, la più alta dopo la Basilicata. La variante contagia giovani e vecchi

In Basilicata presente nel 100% dei casi sequenziati, in Valle d’Aosta si ferma al 33%. La nostra regione è seconda nella “classifica” sulla prevalenza di omicron rispetto alla delta, che dalla terza settimana di dicembre – come si evince dall’analisi condotta nei laboratori – è stata soppiantata.

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Se in Italia il 3 gennaio scorso la variante omicron era predominante con una prevalenza stimata all’81%, in Molise omicron era diffusa al 97.8%, come è emerso dai risultati della indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali. Nella tabella nazionale del report, che evidenzia la diffusione di omicron e delta in tutte le regioni italiane, il Molise è la seconda regione con la maggiore diffusione di omicron dopo la Basilicata, dove la variante omicron è stata individuata nel 100% dei campioni positivi.

Nell’ambito dell’ultima flash survey sul sequenziamento, che si è svolta in contemporanea nelle regioni il 3 gennaio scorso, il laboratorio di biologia molecolare del Cardarelli a Campobasso aveva preso in esame 46 campioni (quelli trovati positivi su circa 100 prelievi molecolari fatti) distribuiti in maniera omogenea sia nella provincia di Campobasso che nella provincia di Isernia, registrando (in 45 casi di positività) una delle prevalenze più ampie di omicron in Italia, dove la variabilità regionale oscilla tra il 33% e il 100%.

Flash survey 3 gennaio omicron

I dati italiani raccolti nei vari laboratori che hanno partecipato alla cosiddetta flash survey fotografano una larghissima prevalenza di omicron, che ha quasi completamente soppiantato delta. Ci sono tuttavia diversificazioni a seconda dei territori. Oltre alla Basilicata e al Molise le regioni che mostrano una prevalenza più importante di omicron sono la Toscana (89,2%), la Puglia (91,9%), e l’Umbria (93,3%).

E’ invece la Valle d’Aosta la regione dove omicron è meno diffusa e si ferma al 33,3% rispetto alla delta che sembra ancora dominare la scena epidemiologica. Delta è ancora presente nel 54% dei campioni positivi al virus anche nella provincia autonoma di Bolzano.

Per quanto riguarda il nostro territorio, il balzo di omicron in un mese è stato significativo. Il periodo di osservazione durante il quale nel laboratorio diretto dal dottor Massimiliano Scutellà è stato fatto un accurato sequenziamento è stato il mese di dicembre. Il monitoraggio di laboratorio ha messo in evidenza, risultati del sequenziamento alla mano, come delta fosse la variante unica predominante nelle prime due settimane del mese, sostituita poi – a partire dalla terza settimana di dicembre – da omicron, in coincidenza con la diffusione di cluster epidemici in diversi comuni che hanno innescato una escalation di contagi. Interessante, per comprendere l’elevatissimo potere trasmissivo di omicron, anche lo studio sui contagi in relazione all’età anagrafica dei postivi.

Nel giro di quindici giorni infatti, man mano che omicron prendeva piede, i nuovi casi in Molise sono passati dal riguardare prevalentemente i giovani a essere distribuiti in tutte le fasce di età.

Dal laboratorio di Campobasso avvertono: “E’ necessario continuare a monitorare con grande attenzione, coerentemente anche con le raccomandazioni nazionali, internazionali e con le indicazioni del ministero, la diffusione delle varianti, in modo particolare di quelle a maggiore trasmissibilità che danno origine a mutazioni correlate a una potenziale evasione della risposta immunitaria”. Quello che in gergo si definisce “bucare i vaccini”, un rischio che può essere limitato, oltre che dalla dose booster che crea il “muro” nel sistema immunitario, da una attenta osservazione dell’andamento epidemiologico.

Qui la Relazione varianti del 3 gennaio 2022

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