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Omicidio micatrotta

Delitto di Natale, il Riesame si pronuncia e lascia in carcere Giovanni De Vivo

Il tribunale Della Libertà si è pronunicato questo pomeriggio sull'istanza presentata nei giorni scorsi dall'avvocato del 38enne accusato di omicidio volontario. Le motivazioni del verdetto fra 30 giorni

Si è discussa oggi al Tribunale della Libertà l’istanza di riesame della misura cautelare in carcere emessa dal Gip a carico di Giovanni De Vivo. La richiesta era stata presentata nei giorni scorsi dall’avvocato difensore, Mariano Prencipe, ma il tribunale oggi l’ha rigettata rinviando a 30 giorni le motivazioni del verdetto.

Giovanni De Vivo, indagato per l’omicidio di Cristiano Micatrotta – il geometra 37enne ucciso la notte fra il 24 e il 25 dicembre in via Vico – resta rinchiuso nel carcere di via Cavour a Campobasso.

Un verdetto scontato a fronte anche della fase imbroniale in cui si trovano le indagini preliminari che puntano a rispondere ad una serie di interrogativi che la dinamica dell’accaduto ha fatto emergere sin da subito. Lo stesso De Vivo, infatti, che in fase di interrgatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere potrebbe invece deporre davanti al sostituto procuratore Elisa Sabusco, titolare del fascicolo d’inchiesta, nelle prossime ore.

Sempre l’avvocato Prencipe ha infatti presentato ancor prima dell’istanza al Riesame la richiesta in Procura affinché il suo assistito fosse ascoltato. Dichiarazioni – quelle del principale indagato – che andrebbero ad aggiungersi ad una serie di elementi oggetto di approfondimenti e verifiche da parte degli investigatori, in merito al movente e alla dinamica della lite che ha preceduto l’accoltellamento.

Nel frattempo è stato iscritto nel registro degli indagati anche una seconda persona, il giovane 32enne che quella sera ha ricevuto il primo fendente ad un braccio e che stando ai fatti pare fosse la persona che prima dell’incontro ha litigato al telefono con De Vivo.

 

 

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