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Omicidio in via vico

Delitto di Natale, i legali di Cristian nominano la genetista “del Circeo”: identificò il corpo di Andrea Ghira

Gli avvocati della famiglia della vittima, Fabio Albino e Domenico Fiorda, hanno conferito l'incarico per gli approfondimenti tecnico-scientifici alla dottoressa Marina Baldi, biologa e genetista forense, da anni impegnata in ambito legale per la risoluzione di alcuni tra i più importanti casi italiani di cronaca nera. Nominato anche il criminologo Nicola Caprioli

Da una parte l’ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano; dall’altra la genetista forense Marina Baldi nominata dai legali della famiglia di Cristiano Micatrotta, gli avvocati Fabio Albino e Domenico Fiorda, come perito incaricata per gli accertamenti tecnico-scientifici sui reperti che si trovano nei laboratori del Ris di Roma.

La biologa (e genetista forense) è da anni impegnata in ambito legale per la risoluzione di alcuni tra i più importanti casi italiani di cronaca nera.

Oltre alla dottoressa Marina Baldi, gli avvocati della famiglia Micatrotta hanno incaricato di seguire le vicende preliminari anche il criminologo Nicola Caprioli.

Domani – giovedì 20 gennaio – dopo la catalogazione e la valutazione dei reperti effettuata il 14 gennaio scorso, i carabinieri del Ris inizieranno l’acquisizione dei dati presenti nei quattro telefoni cellulari sequestrati: quello di Cristiano Micatrotta, di Giovanni De Vivo indagato per omicidio volontario, dell’amico di Cristiano inquisito per rissa e quello della terza persona che era in compagnia della vittima e del secondo indagato.

Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Nicolino Cristofaro, ha nominato come consulente informatico l’ingegnere e docente Unimol, Maurizio Giacci.

Stretti nel più assoluto riserbo, i legali delle parti coinvolte nel delitto non parlano perché “il momento è assolutamente delicato e va rispettato”.

L’avvocato Albino, in una risposta concisa, conferma soltanto che “sì, abbiamo chiesto alla Procura di Campobasso che gli approfondimenti siano eseguiti con la tecnica Bpa”.

Lo stesso metodo che qualche giorno fa è stato oggetto della richiesta – già accolta dalla Procura di Campobasso – da parte dell’avvocato Mariano Prencipe. Bpa, vale a dire Bloodstain Pattern Analysis (analisi delle macchie di sangue), utile per capire quanto accaduto la notte del 24 dicembre. Ricostruzione che con questo metodo avverrà attraverso lo studio delle tracce ematiche presenti sulla scena del crimine.

Sarà una battaglia a colpi di perizie: consulenti della Procura e consulenti di parte. Tutti nomi autorevoli che hanno lavorato ai casi più eclatanti avvenuti in Italia e pronti ad esaminare anche il più piccolo elemento che tuttavia potrebbe essere utile a dirimere eventuali dubbi su azioni e reazioni. Sul perché e sul come sono accaduti i fatti.

La genetista forense incaricata dagli avvocati della famiglia Micatrotta, come Luciano Garofano, è un nome che emerge in numerosi delitti che hanno fatto la cronaca nera in Italia. E’ stata la consulente incaricata da Letizia Lopez (sorella di Rosaria uccisa da Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira) che con i suoi approfondimenti ha consegnato alla storia la chiusura del caso del Massacro del Circeo. Nel 2005, infatti, fu lei che lavorò al riconoscimento del corpo di Ghira, riesumato in Marocco, confermandone l’identità.

Alla dottoressa Baldi fu finanche chiesto dal legale della famiglia di Pier Paolo Pasolini – ad oltre 40 anni dal delitto – un parere pro-veritate per far riaprire le indagini sulla morte dello scrittore e regista italiano. E l’esperta scoprì che nel momento in cui veniva ucciso Pasolini era presente anche una terza persona di cui rinvenne tracce di Dna sulla maglia di lana a maniche lunghe: il famoso “reperto sette”. Sul quale, invece, oltre 40 anni prima, furono riscontrate le tracce di Pino Pelosi, che la giustizia ha poi indicato come unico responsabile dell’omicidio, e quelle del secondo soggetto “ignoto”.

La Baldi è stata inoltre consulente di parte civile nel processo al militare campano Giosuè Ruotolo, 27 anni, accusato del duplice omicidio della lodigiana Teresa Costanza e del commilitone Trifone Ragone, uccisi a colpi di pistola la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone; ma si è occupata anche della risoluzione del giallo dell’Olgiata (sempre anni dopo il delitto) e del caso di Salvatore Parolisi in veste di perito della famiglia di Melania Rea (uccisa dal marito).

Anche in questo caso, alcune delle risposte che gli investigatori attendono sull’omicidio di Cristiano potrebbero arrivare dunque dalla scienza e certamente dai dati che saranno estrapolati dai cellulari.

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