Quantcast
Violenza giovanile

Bullismo, risse, furti, violenza: la squadra mobile denuncia undici baby criminali. Hanno terrorizzato Campobasso per oltre un anno

Hanno un'età fra i 13 e i 17 anni. Gravi le imputazioni: in quattro (indicati dai testimoni come i presunti ‘capi’ della gang) sono accusati di associazione a delinquere di minorenni, diretta a commettere più reati intimidatori nei confronti di minori e non solo. Ascritti anche i reati di furto con violenza, rissa, minacce, atti persecutori, percosse e lesioni personali. Gli altri sette, pur facendo parte dello stesso gruppo e ugualmente autori di gravi condotte a carico delle vittime, hanno avuto un ruolo più marginale nelle vicende portate alla luce dagli agenti di Marco Graziano

La Squadra Mobile di Campobasso ha denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni 11 giovanissimi del capoluogo e zone limitrofe.

Undici ragazzi fra i 13 e i 17 anni, di Campobasso e zone vicine, che hanno seminato paura e terrore per oltre un anno. Lo hanno fatto in classe e all’uscita dalle scuole, per strada o in pizzeria. Ovunque. E con chiunque.

Ragazzini che, seguendo quello che sembra quasi il modello delle bande latine, non hanno codici di comportamento, se non uno: la violenza. Che per loro significa divertimento e potere. E una volta stabilito “chi comanda”, quel divertimento della prevaricazione va ripreso con i telefonini e pubblicato su tutti i social. Facevano anche questo.

Bullismo, risse, furti, atti persecutori, ma soprattutto violenza. Perché l’efferatezza con cui questo branco di 11 ragazzini ha colpito e spedito in ospedale giovani coetanei, i genitori intervenuti a difendere figli malmenati, persone indifese incontrate per strada, appare chiaramente una deviata evoluzione di disturbi comportamentali che spingono alla spacconeria e alla sopraffazione sui più deboli.

Identikit di baby-criminali, capaci di aggredire anche le compagne di classe qualora non avessero ceduto alle richieste di denaro che erano soliti fare: un euro, due… fino a cinque euro. 

Undici ragazzini, figli di famiglie qualunque: l’innocenza lontana e la presunzione malsana di essere padroni della scuola, delle strade, del quartiere, della città, della vita degli altri, con quella platea infinita che è il web.

Gli agenti di Marco Graziano hanno lavorato per un anno alle calcagna di questi 11 baby criminali. Hanno ricostruito passo dopo passo gli episodi riprovevoli di cui si sono macchiati. E lo hanno fatto con scrupolo e attenzione. Arrivando a denunciarli quali autori dei fatti incresciosi che da febbraio 2021 fino a dicembre dello scorso anno hanno spaventato mezza città.

Le imputazioni sono gravi: quattro di loro (indicati come i presunti ‘capi’ della gang) sono accusati di associazione a delinquere di minorenni, diretta a commettere più reati intimidatori nei confronti di minori e non solo: ascritti anche i reati di furto con violenza, rissa, minacce, atti persecutori, percosse e lesioni personali.

Gli altri sette, invece, pur facendo parte dello stesso gruppo e ugualmente autori di gravi condotte a carico delle vittime, hanno avuto un ruolo più marginale nelle vicende analizzate.

Baby gang Campobasso

Febbraio 2021. Gli indagati sono già stati segnalati da diverse esposti giunti anche negli uffici della questura di via Tiberio perché frequentemente adottano comportamenti violenti a danno di altri studenti minori, dei genitori degli stessi, di persone più deboli o giovani coetanei presi di mira casualmente mentre camminano per strada.

E’ un gruppo che ricava una maggiore spinta criminale proprio dall’azione collettiva del branco.

L’attività investigativa della Squadra Mobile è partita dopo la denuncia di una giovane vittima che, raggiunta da provocazioni verbali mentre passeggiava lungo una delle strade principali della città, è stata colpita al volto con una testata.

Gli approfondimenti investigativi, puntualmente svolti, hanno permesso di accertare che alcuni degli indagati, in concorso tra loro, erano autori di frequenti e sistematici atti di bullismo nei confronti di un compagno di classe, bersaglio di scherno e sberleffi tanto da incutere nello stesso la paura di andare a scuola. L’apice dell’atteggiamento vessatorio nei confronti della vittima si è raggiunto quando è stato percosso all’uscita dalla scuola dove il padre, che lo aspettava in macchina, intervenuto per difenderlo, è stato egli stesso sopraffatto dai calci e dai pugni del branco.

Ma minacce e ritorsioni venivano riservate anche ad altri compagni di classe – perlopiù ragazze – qualora si fossero rifiutati di cedere la merenda e/o piccole somme quotidiane di denaro.

Un episodio di violenza è stato denunciato anche a carico di un uomo senza fissa dimora colpito a suon di calci lungo via Cavour.

Sempre loro, sono stati identificati quali protagonisti di una rissa scatenata per futili motivi ai “gradoni” dell’ex stadio Romagnoli e sono sempre loro gli autori di una violenta aggressione accaduta all’altezza del Centro Commerciale “Il Centro del Molise” ai danni di un altro minore che ha riportato 30 giorni di prognosi.

Bulli con le minicar tra noia e spavalderia: pestano a sangue un ragazzino, 30 giorni di prognosi

 

Erano riusciti a creare un clima di terrore e paura che si era materializzato finanche nelle segnalazioni giunte alla dirigenza scolastica dell’Istituto frequentato da alcune delle persone sottoposte ad indagini, dove spesso gli stessi docenti si sono ritrovati ad avere a che fare con atteggiamenti di prepotenza.

La squadra mobile coordinata da Marco Graziano ha dunque portato alla luce uno spaccato preoccupante del disagio che riguarda, purtroppo, alcuni giovanissimi del capoluogo. Forme di violenza che, in alcuni casi, hanno peraltro favorito un preoccupante sentimento di emulazione da parte di soggetti più fragili che si sentivano “al sicuro” se parte del gruppo del quale assumevano atteggiamenti e abitudini.

Un gruppo consolidato, che nell’arco di un anno ha riprodotto dinamiche tipiche della microcriminalità organizzata, alimentando paura ed impotenza in molti cittadini e finanche nel mondo della scuola.

Quello delle baby gang rappresenta un fenomeno complesso che va ad inserirsi in quel peggioramento delle forme di disagio giovanile di cui si parla anche nella relazione prodotta in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2022.

La Polizia di Stato, tuttavia, invita i cittadini a collaborare e a segnalare qualunque atto di prevaricazione che di fatto determina il degenerare dei rapporti sociali e pregiudica la qualità della convivenza civile.

leggi anche
calenda bulli
L'intervento
Adolescenti denunciati, Calenda: “La violenza di quei ragazzini è soprattutto un nostro fallimento”
commenta