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Campobasso

Biblioteca Albino, la storia infinita. Tra problemi strutturali e difficili soluzioni: sarà mai riaperta?

Il Consiglio comunale approva un documento che impegna il sindaco a convocare un tavolo interistituzionale: la Albino è chiusa dal 2016 e ha problemi strutturali da risolvere oltre che di natura tecnica. Gravina: "Si sta lavorando per farla assorbire sotto la direzione di un’altra biblioteca perché la nostra non può essere nazionale". Intanto, nell’ex mattatoio vedrà la luce la biblioteca comunale.

Chiusa con il lucchetto da quasi sei anni. La Biblioteca ‘Albino’ di Campobasso resta desolatamente silenziosa, abbandonata, in attesa di un destino che non è chiaro quale possa essere a questo punto. Il tema è stato ripreso in Consiglio comunale grazie alla mozione presentata dal Partito Democratico e in particolare dalla consigliera Bibiana Chierchia, la quale sottolinea l’importanza di “non spegnere la fiamma che tiene viva la speranza di far rinascere questo inestimabile tesoro culturale del Molise”. Ma in che modo?

Occorre ricostruire una vicenda lunga e intricata. La chiusura della struttura all’epoca di competenza provinciale fu decisa nel settembre del 2016 a seguito della Legge Delrio sul riordino del ruolo delle Province. “L’allora Giunta regionale Frattura – ricorda l’assessore alla cultura Paola Felice – decise di non acquisirne le competenze come fecero tutte le Regioni del Sud e si decise di demandare tutto allo Stato, come da sottoscrizione del maggio 2017”.

Da allora sono sorti problemi tecnici, strutturali, rimbalzi di decisioni, rinvii. E la ‘Albino’ è rimasta lì ad aspettare. La consigliera Chierchia propone di “svolgere azioni concrete di sollecitazione e proposte presso il Ministero competente per una ricognizione immediata e dettagliata dell’attuale stato di conservazione dei Fondi librari e dell’edificio. Occorre una vera e propria campagna di mobilitazione permanente per la rinascita di questo inestimabile tesoro culturale del Molise. Lasciar correre non è possibile, battersi per l’obiettivo è un dovere di tutti. Del resto, è bastato solo far sapere che c’era in discussione questa mozione perché persone tante non solo del mondo della cultura, anche ex studenti, ci scrivessero per appoggiarci”.

Il documento è stato votato quasi all’unanimità (contrari Esposito e Venditti di Forza Italia, astenuti Tramontano della Lega e Annuario di Fratelli d’Italia, ndr) dal Consiglio con l’inserimento di un emendamento proposto dalla maggioranza. Si legge testualmente, che “si impegnano sindaco e giunta a farsi promotori della richiesta della convocazione di un tavolo interistituzionale per acquisire ogni informazione utile per definire lo stato dell’arte, con attenzione alla ricognizione dei fondi librari e dell’edificio, e favorire la riapertura”.

Tornando all’excursus tecnico-infrastrutturale, come lo definisce il sindaco Roberto Gravina, “la causa tra virgolette di tutti i mali è stato il passaggio della biblioteca allo Stato – spiega –. E subito dopo il Ministero decise di affidarla anziché alla direzione generale biblioteche a quella dei musei. Questo è il primo problema che ha matrice storica e politica. Si sta lavorando per risolvere questo primo tassello, magari sotto la direzione di un’altra biblioteca perché la nostra non può essere nazionale. Questa è la soluzione che stiamo condividendo”.

E poi i problemi strutturali: “Il primo è quello dell’antincendio – prosegue Gravina – che però è in via di definizione. Successivamente sono sorti quelli relativi all’idoneità sismica e alle dimensioni, visto che l’archivio non è nella sede della Albino. Questo è un vulnus. Il discorso che si sta portando avanti è capire come risolvere i problemi legati a sismicità e dimensioni”.

Nel corso della discussione, il sindaco ha tra l’altro annunciato che l’ex mattatoio di via Garibaldi sarà riconvertito in Biblioteca comunale.   fds

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