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Balzo in avanti dei positivi, crescita lieve dei ricoveri. Pazienti fermi a quota 2 da un mese in Intensiva

L'ondata Omicron fa lievitare il numero di positivi (ora oltre 4.700, una settimana fa poco più di 2.100) ma le ospedalizzazioni, che pure crescono in maniera lineare da 4 settimane, sono ancora a livelli sotto la soglia critica. In particolare questo succede nelle Terapie Intensive che - lo vediamo tutti i giorni - aumentano molto meno in Italia rispetto ai ricoveri ordinari ma in Molise sono pressochè ferme, anzi passate da 4 di metà dicembre alle attuali 2

I positivi schizzano in alto, complice la super pervasiva variante Omicron, i ricoveri crescono sebbene in misura lineare (e non esponenziale come succede ai contagi) ma decessi e terapie intensive sono pressochè fermi. È questo il sommario ritratto del Molise sul fronte epidemia.

Da 1160 positivi (rilevati nella settimana scorsa, prima ancora erano stati 355) si è passati a 2679, dunque quasi 390 al giorno. Dei casi accertati nella settimana che va dal 3 al 9 gennaio però più di un terzo (1009) arriva dall’esito dei tamponi rapidi e non già da quelli molecolari. Da venerdì infatti l’Asrem ha inserito il dato dei positivi da antigenico che si somma a quello dei ‘classici’ (e per molti più affidabili) test refertati dall’Azienda sanitaria.

Analizziamo nel dettaglio i dati. Quasi 2680 positivi di cui 1670 da tampone molecolare. Non è al momento dato il numero dei test rapidi fatti complessivamente pertanto il tasso di positività è possibile calcolarlo solo sul totale dei molecolari processati: sono stati negli ultimi 7 giorni 8.732 e dunque la percentuale dei positivi è del 19.1%, inferiore al 20.3% della settimana scorsa ma decisamente più alta rispetto alle settimane che hanno preceduto l’ondata Omicron.

Gli attualmente positivi in regione sono passati dai 2.153 di domenica 2 gennaio ai 4.711 di ieri 9 gennaio. I guariti in 7 giorni sono stati 121, troppo poco per ‘calmierare’ il numero di positivi. Il balzo (oltre 2.500 positivi in più) è di quelli che non si ricordano (forse perchè non è mai avvenuto in tale misura) ma ricordiamo che contagiato non significa malato. Non a caso i molisani positivi che hanno bisogno delle cure ospedaliere sono lo 0.64% del totale (30 su 4.711).

La mappa dei contagi comune per comune racconta inequivocabilmente quanto accaduto: Campobasso ha quasi 770 cittadini attualmente positivi, Termoli quasi 600, Isernia oltre 400, Venafro circa 240, Agnone più di 220, Montenero di Bisaccia 139 e Guglionesi 106, tanto per citare i casi più rilevanti.

mappa contagi comuni 9 gennaio

Scegliere di cedere al panico per lo smisurato aumento di contagi non ci sembra la scelta migliore da fare. Non è un caso se anche il sistema di tracciamento è mutato, prendendo atto del cambio radicale di scenario e prevedendo in taluni casi (contatto ad alto rischio ma asintomatico e vaccinato con booster oppure con 2 dosi da meno di 4 mesi) la mera autosorveglianza con la raccomandazione di uscire indossando la mascherina Ffp2.

Misure quarantena positivi

Quando arriverà il picco di questa ‘marea’ non è dato saperlo ma è chiaro che vivere con terrore l’incremento massiccio di positività attorno a noi non può aiutarci. Di aiuto invece – ne siamo certi e da tempo veicoliamo questo messaggio – c’è la razionalità dei dati.

OSPEDALIZZAZIONI – Negli ultimi 7 giorni in Molise (e dunque al Cardarelli, ospedale hub del capoluogo) sono stati ricoverati per le conseguenze del Covid 17 persone, tutte nel reparto ordinario di Malattie infettive. Dallo stesso reparto però sono anche usciti, perchè clinicamente guariti, 10 degenti. I posti letto occupati, dunque, da domenica scorsa a ieri sono aumentati di 7 unità. Ed è la quarta settimana che i numeri salgono (andando a ritroso abbiamo +7, +4, +10): il che è piuttosto fisiologico dato l’aumento monstre dei positivi. Va però sottolineato che ci si sta avvicinando alla soglia critica fissata al 20%: in Italia mediamente questa è stata da diversi giorni superata (ora è al 23%) mentre nella nostra regione siamo attualmente al 15.9%.

TERAPIE INTENSIVE – Non si può non notare come però i posti letto occupati nel reparto di Rianimazione, quello dove finiscono i pazienti più critici e che hanno bisogno dell’apporto artificiale di ossigeno, siano da tempo fermi a 2. I pazienti nel reparto salvavita hanno oscillato tra 1 e 2 dalla seconda metà di dicembre 2021 ad oggi, e bisogna tornare indietro al 15 dicembre per avere il doppio dell’occupazione di oggi (ovvero 4 degenti). L’ultimo ricoveroErgo, il tasso di occupazione delle Terapie intensive molisane è fermo da giorni e giorni e supera di pochissimo il 5%, mentre mediamente in Italia è a circa il triplo (17%, dunque oltre la soglia critica del 15%).

DECESSI – La settimana appena trascorsa non ha fatto registrare alcun decesso, la precedente invece ne aveva avuti 3 (di cui 2 in Terapia Intensiva) e quella prima ancora 1 (anziana quasi centenaria ricoverata in Infettive). Le vittime – classificate come Covid ma con situazioni cliniche decisamente differenti – in tutto il mese di dicembre 2021 sono state 8 (di cui 7 in ospedale e 1 a casa di una donna 98enne).

VACCINAZIONI – Lasciamo questo paragrafo in ultimo non perchè è meno importante ma perchè in buona parte spiega tutti i dati forniti prima. Negli ultimi 7 giorni si è proceduto con oltre 18.230 vaccinazioni. Di queste circa il 75% (quasi 13.300) sono state terze dosi, giudicate dagli esperti fondamentali soprattutto con l’infezione da variante Omicron. 2.575 sono state invece le dosi di vaccino somministrate ai bambini e alle bambini tra i 5 e gli 11 anni. Come vi abbiamo raccontato ieri, anche in questo il Molise va più veloce del resto d’Italia. La percentuale di prime dosi in questa fascia d’età era ieri mattina al 21% nella nostra regione contro il 14% medio italiano.

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