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Arrestati tre camorristi di spicco di clan campano. Traffico di cocaina da Napoli a Bojano con armi ed estorsioni foto

Estorsione aggravata con metodo mafioso, uso di armi e spaccio di cocaina: queste le principali accuse mosse ai tre malviventi arrestati questa mattina nell'operazione condotta dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Presso la sede del Comando provinciale dell'Arma stamane la conferenza stampa con il Procuratore Capo Nicola D'Angelo assieme ai Comandanti Provinciali delle forze dell'ordine. Il blitz dopo le indagini nate dalle rivelazioni di un collaboratore di giustizia.

Tre persone affiliate al clan camorristico campano Sautto-Ciccarelli sono state arrestate nelle primissime ore di questa mattina (14 gennaio) dal personale del Gico della Guardia di Finanza di Campobasso e del nucleo investigativo del comando provinciale Carabinieri di Campobasso. Le Fiamme Gialle e i militari dell’Arma hanno eseguito le misure di custodia in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale.

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I tre camorristi sono ritenuti responsabili di estorsione aggravata con metodo mafioso e uso di armi, oltre al traffico di cocaina tra Napoli e Bojano: nell’hinterland matesino, secondo quanto si apprende, sono stati smerciati 5 chili di droga, un quantitativo di circa 500-600 grammi al mese, per un giro di affari illeciti di mezzo milione di euro.

L’indagine che ha portato agli arresti di oggi ha preso il via dopo l’operazione ‘Piazza Pulita’ dello scorso 20 maggio 2020. Nei mesi scorsi il capo di uno dei sodalizi interessato dalle misure cautelari ha deciso di collaborare con le forze dell’ordine rivelando altri dettagli sul traffico di stupefacenti che dalla Campania venivano smerciati nella zona di Bojano. Le rivelazioni del collaboratore di giustizia, il primo in Molise, hanno ‘rimesso in moto’ l’attività investigativa quando i camorristi sono arrivati armati in Molise. L’uomo probabilmente ha temuto per la propria incolumità e ha fornito testimonianze che hanno spianata la strada agli investigatori per scorpire nuovi episodi criminosi legati alla presenza di tre affiliati del clan campano Sautto-Ciccarelli. Lui stesso si riforniva di stupefacenti dai tre camorristi che nei suoi confronti hanno anche messo in atto pratiche estorsive, come ricostruito dagli investigatori.

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Grazie alla fama criminale del clan, “i tre si muovevano in gruppo e armati”, come sottolineato dal procuratore Nicola D’Angelo che questa mattina ha fornito i dettagli della maxi operazione. “Questa è la terza indagine culminata con misure cautelari nell’ultimo anno e mezzo” nella quale è emerso che “il consumo locale di sostanze stupefacenti ha catalizzato l’attenzione di gruppi legati a clan mafiosi appartenenti alla camorra o alla società foggiana interessati ad essere presenti in Molise per lucrare grazie al giro di affari che da tale fenomeno scaturisce”.

In questo blitz in particolare è emerso che i 5 chilogrammi di cocaina che venivano venduti agli acquirenti tra Bojano e l’area matesina, nell’arco di 8 mesi, ha favorito un movimento di affari di circa 500mila euro.

Tale operazione inoltre ha confermato “tutte le preoccupazioni più volte palesate dalla Procura di Campobasso – ha aggiunto D’Angelo – anche rispetto alla penetrazione in Molise di esponenti della criminalità organizzata dalle regioni limitrofe – Campania e Puglia in particolare – dove purtroppo tale fenomeno è endemico e si è sviluppato in tutte le sue peggiori articolazioni aggredendo i settori economici e i principali diritti dei cittadini”.