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L'intervento

Adolescenti denunciati, Calenda: “La violenza di quei ragazzini è soprattutto un nostro fallimento”

L’assessore regionale alle Politiche Sociali interviene sui recenti fatti di cronaca ed esprime pubblicamente il suo apprezzamento per l’operato della Squadra Mobile della Polizia di Stato

Sono rimasta profondamente colpita dalla recente operazione della Squadra Mobile di Campobasso che ha denunciato undici ragazzi minorenni per atti di bullismo, risse, furti, violenza gratuita consumata nei confronti di giovanissimi come loro, persone più adulte e indifese. Accadimenti che mi hanno ferita come donna, madre, cittadina e come Assessore Regionale con delega alle Politiche sociali. Fatti che impongono doverosamente delle riflessioni che devono riguardare ognuno di noi, me per prima. E tutti coloro che operano nelle Istituzioni pubbliche. Perché la brutta storia che riguarda questi 11 ragazzi e le loro famiglie, è purtroppo l’epilogo di un fallimento collettivo. E’ il nostro fallimento”.

L’Assessore Filomena Calenda interviene sul recente fatto di cronaca che nelle ultime ore ha riguardato la città di Campobasso.

Esprime il suo compiacimento per il “lavoro svolto dagli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato che hanno riservato un’attenzione scrupolosa ad un’indagine che immagino sia stata particolarmente complessa per molteplici aspetti, ad iniziare dall’età degli indagati: tutti adolescenti. Alla Polizia di Stato va la mia riconoscenza e il mio vivo apprezzamento”.

Da un punto di vista psicologico, ci troviamo invece di fronte a ragazzi che sembrano aver perso il contatto con le regole sociali e prima ancora con la regolazione emotiva. E questo “a mio parere non è un problema del singolo ma è un problema che chiama in causa tutti noi, perché si tratta dei nostri ragazzi” continua Calenda.

“Se è vero che si tende a dare alle famiglie tutte le colpe dei comportamenti violenti e delinquenziali dei ragazzi, è anche vero che nella società attuale la famiglia è sola e spesso incapace di portare a termine il lavoro di costruzione di figure genitoriali credibili”.

“Come Assessore alle Politiche Sociali ritengo l’educazione e la prevenzione i due pilastri fondamentali per intraprendere un percorso che guidi i nostri ragazzi verso mete diverse da quelle rappresentate dalla violenza o dall’assoggettamento ad ogni forma delinquenziale. Bisogna ristrutturare una rete di supporto – fatta da servizi scolastici, sociali e sanitari – che individui precocemente situazioni di criticità e fragilità e attivi un supporto nei confronti dei membri della famiglia”.

E’ urgente ridisegnare forme di prevenzione  in tutti gli ambiti educativi (la scuola, la famiglia, le associazioni sportive…) ed è necessario che ognuno di noi faccia la nostra parte.

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