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Campobasso

1.800 euro in più in busta paga: i premi ai dipendenti più bravi mettono in subbuglio il Comune

Polemiche a Campobasso per l'attribuzione della cosiddetta ‘Peo’, la progressione economica orizzontale, ad alcuni dipendenti. Malumori e mugugni tra gli esclusi, mentre il sindaco Gravina prova a mettere una pezza: "Non potevamo esaurire tutte le legittime aspettative del personale, nei prossimi anni ci sarà un budget più ampio". Ma dall'opposizione Colagiovanni rilancia: "Riconoscimenti assegnati in base alle simpatie politiche o alcuni dirigenti sono stati di manica larga?".

Al Comune di Campobasso lavorano dei dipendenti più bravi di altri. Sono quelli che hanno ricevuto all’inizio del nuovo anno un bel gruzzolo in busta paga. Ossia quello che tecnicamente si chiama ‘Peo’, acronimo di Progressione economica orizzontale. In pratica, è una sorta di premio riconosciuto per legge ai dipendenti pubblici. Parliamo di “1.800 euro in più per tre anni”, secondo i calcoli del consigliere Salvatore Colagiovanni promotore di due atti (un’interrogazione e una mozione) in Consiglio comunale sull’argomento. Inoltre, la progressione economica ha consentito ai beneficiari anche di ottenere punteggio aggiuntivo che consentirà loro un eventuale avanzamento di carriera.

La graduatoria ha messo in subbuglio i dipendenti comunali: c’è chi si è sentito ingiustamente escluso dopo aver prestato oltre 40 anni di servizio in Comune. Altri settori importanti della macchina amministrativa non avrebbero ricevuto invece alcuna remunerazione aggiuntiva.

Lo scorso 18 dicembre il sindaco Roberto Gravina, avendo probabilmente intuito i malumori in Municipio, ha inviato una missiva al personale per rivendicare in primis che “dopo un decennio si è nuovamente provveduto a dare corso a tale istituto”. Il primo cittadino rimarca pure che l’amministrazione ha voluto evitare una distribuzione ‘a pioggia’ e quindi “le legittime aspettative del personale non potevano esaudirsi in una sola annualità”. Infine, Gravina ha preso un impegno: “All’assegnazione dei peo relativamente al 2021 sarà riservato un budget più ampio”. Gravina ha difeso infine l’autonomia del giudizio dei dirigenti: l’attribuzione della progressione economica infatti è di loro competenza.

Per poter avere la progressione economica ogni dipendente doveva compilare una scheda riportando le esperienze maturate nel proprio ambito professionale e le competenze acquisite e certificate nel triennio 2017-2019, oltre a quelle relative al 2020. La valutazione delle schede inviate al settore Risorse Umane si è conclusa il 30 dicembre e il giorno successivo è stata approvata la graduatoria finale con i beneficiari del cospicuo ‘bonus’.

Se i sindacati sono rimasti silenti di fronte a questa vicenda, parte dei lavoratori parla di “palesi discriminazioni” e stigmatizza un altro aspetto di questa vicenda: “Non è stata presa in considerazione l’anzianità di servizio”. Alcuni dipendenti (che preferiscono restare anonimi) si sono affidati ad una lettera inviata a Primonumero per evidenziare che in questa storia “non ci sono state trasparenza nè meritocrazia”. Osservano poi che “ci sono strutture che hanno grandi professionalità e altre che non ne hanno nemmeno una. Quindi, o in sede di distribuzione del personale i bravi sono stati assegnati tutti allo stesso dirigente oppure sono stati scelti perchè dipendenti di quel dirigente”.

In questo contesto si inserisce l’interrogazione che il consigliere dei Popolari Salvatore Colagiovanni ha presentato e che è stata discussa nel Consiglio comunale del 19 gennaio. In Aula il sindaco ha letto la risposta del dirigente delle Risorse Umane Nicola Sardella, in pratica proprio colui che è finito nell’occhio del ciclone.

“Con la progressione economica sono stati definiti dipendenti di ‘serie A’ e dipendenti di serie B’”, insiste a Primonumero Colagiovanni, per nulla soddisfatto della risposta data in Consiglio comunale dal sindaco Gravina. “Nessun dipendente del Commercio e dell’Istruzione ha ricevuto il ‘peo’ (circostanza però smentita dal primo cittadino nella lettera inviata ai dipendenti, ndr). Vuol dire che questi settori non hanno fatto nulla? O piuttosto la progressione economica è stata riconosciuta anche in base a simpatie politiche? O alcuni dirigenti sono stati di manica larga nell’assegnazione dei punteggi ai propri collaboratori per consentire loro di accedere al riconoscimento economico?”, si chiede il consigliere di opposizione. Colagiovanni andrà fino in fondo: riproporrà l’argomento in una mozione firmata anche dai colleghi Esposito (Forza Italia) e Passarelli (gruppo misto, ex Movimento 5 Stelle).

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