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Il caso

Volontari denunciati e rinviati a giudizio. “A processo per aver tutelato gli animali”

Il procuratore Elisa Sabusco ha accusato gli attivisti di usurpazione di funzioni pubbliche dopo aver svolto attività ispettiva a tutela della salute dei cani nei comuni di Petrella e Campodipietra e per essere intervenuti per sei cuccioli che rischiavano l'abbandono. Sbigottiti i due volontari, mentre l'associazione Stop Animal Crimes Italia insorge: "Hanno avuto la sola colpa di sollecitare le Autorità o denunciare alla Procura illeciti".

L’avviso di conclusione indagini della Procura della Repubblica del Tribunale di Campobasso è stato recapitato loro nei giorni scorsi. Giancarlo Calvanese e un’altra volontaria dovranno andare a processo. Per chi non li conoscesse, parliamo di due volontari dell’associazione animalista Stop Animal Crimes Italia (di cui fra l’altro Calvanese non fa più parte essendo diventato responsabile provinciale del Nucleo operativo ente tutela animali, ndr).

A loro il pm Elisa Sabusco, che accusa i due volontari di usurpazione di funzioni pubbliche, contesta  fatti avvenuti alcuni mesi fa in tre paesi della nostra regione: Petrella Tifernina, Campodipietra e Torella del Sannio. Tra gennaio e febbraio dell’anno che si sta per concludere i due hanno effettuato sopralluoghi ispettivi finalizzati al controllo di cani di proprietà nei due comuni dell’hinterland campobassano (Petrella e Campodipietra appunto). Tuttavia, per la Procura “non possedevano il titolo di ‘guardia particolare giurata zoofila’ in quanto decaduti dalla nomina prefettizia”. Tale qualifica, come previsto dalla legge, è riconosciuta dal Prefetto nei confronti di chi intende esercitare attività di vigilanza sul rispetto delle norme relative alla protezione degli animali per conto di un’associazione legittimata a chiederne il rilascio.

Per il pm i due volontari hanno agito in concorso all’interno di “un medesimo disegno criminoso”. A Calvanese infine è contestato anche un intervento svolto a Torella del Sannio: in paese erano stati ritrovati dei cuccioli che probabilmente sarebbero stati lasciati o sarebbero finiti per strada. Calvanese li ha condotti nel canile di Mirabello Sannitico. Per la Procura non poteva farlo: anche in questo caso per il pm era decaduta la sua funzione di guardia particolare giurata zoofila.

L’avviso di conclusione indagini della Procura ha lasciato sgomenti i due attivisti: non avrebbero mai immaginato di finire a processo nella loro attività di volontari per tutelare la salute degli animali e per verificare che non avvengano casi di maltrattamenti (reato fra l’altro punito per legge anche con la multa e con la reclusione da 3 a 18 mesi, ndr).

“Siamo gli unici che sul territorio a svolgere controlli per il benessere degli animali e subiremo un processo”, commenta con amarezza a Primonumero Giancarlo Calvanese, promotore di numerose battaglie a difesa dei nostri amici a quattro zampe e non solo. “Nella nostra funzione ispettiva, che fra l’altro è riconosciuta da una legge regionale, non abbiamo mai vìolato la proprietà privata e ad ogni nostro intervento abbiamo sempre chiamato il sindaco del paese, i Carabinieri e i Forestali. Ci siamo sempre presentati come pubblici ufficiali, non abbiamo mai compiuto atti tali da prefigurare un’usurpazione di potere”. Una tesi che il legale che difende i due volontari, l’avvocato Lucia Muccillo, ha spiegato anche nelle memorie difensive prodotte.

Il rinvio a giudizio dei due attivisti ha provocato anche la reazione dell’associazione Stop Animal crimes Italia: “Ci sono cittadini, animalisti coraggiosi e preparati, che credono in una società rispettosa degli animali e che per questo fanno il lavoro scomodo: quello di “pattugliare” il territorio segnalando e denunciando reati senza girarsi dall’altra parte. Questi, però, vengono visti dalla Pubblica Amministrazione – la stessa deputata al lavoro che fanno invece molti volontari e per questo inadempiente – non come cittadini da ringraziare ma, vergognosamente, come un problema! E allora succede che, grazie ad una Giustizia colma di falle, valorosi volontari finiscano indagati; come è successo a due nostri attivisti e volontari locali, coraggiosi, che hanno avuto la sola colpa di sollecitare le Autorità con numerose segnalazioni di maltrattamenti o denunciare alla Procura illeciti e di denunciare attori istituzionali preposti ai controlli del benessere animale”.

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