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Se lo Stato non vede (o fa finta): carcassa di cinghiale in putrefazione sulla Tangenziale da 3 settimane

Da tre settimane la carcassa di un cinghiale ormai in avanzato stato di decomposizione giace su una piazzola di sosta della Tangenziale di Termoli. Da tre settimane le autorità competenti non muovono un dito perchè l’animale è ancora al suo posto. La sensazione è quella di un territorio lasciato in stato di abbandono, dove lo Stato viene meno anche ai suoi compiti più elementari.

Non serve un esperto per sapere che una carcassa in decomposizione è un rischio per l’igiene collettiva, dato che gli animali morti sono potenziali portatori di malattie. Non serve un’impresa titanica per rimuovere una carcassa e smaltirla secondo le norme, ma soprattutto secondo le regole del vivere civile.

Cinghiale tangenziale carcassa 3 settimane dopo

Eppure nessuno si è mosso, nonostante la Tangenziale di Termoli non sia una strada poco frequentata, anzi. La Statale 709, comunemente detta Tangenziale, è una strada a scorrimento veloce dove ogni giorno transitano centinaia di mezzi. Auto, camion, mezzi di soccorso e chiaramente anche pattuglie delle forze dell’ordine. Qualcuno di sicuro ha visto, tuttavia probabilmente ha preferito tacere.

Ma se qualcuno si è preso la briga di segnalare quella carcassa – la competenza è dell’Anas – adagiata su una piazzola di sosta al km 4,3, non distante dalla galleria sopra il Sinarca, evidentemente non è bastato. Il servizio veterinario dell’Asremnon è intervenuto, non ancora perlomeno. Quanto tempo occorre? Possibile che nessuno abbia sentito l’esigenza di agire?

Carcassa cinghiale tangenziale

Se tre settimane fa (foto sopra), probabilmente dopo un incidente stradale, la carcassa dava l’idea di essere ancora fresca, adesso è evidentemente deteriorata (foto sotto), probabilmente anche preda di insetti e altri animali. Un’immagine disgustosa, indegna di un’area urbana e civilizzata.

Cinghiale tangenziale carcassa 3 settimane dopo

L’episodio è emblematico del livello di degrado che questo territorio ha raggiunto, senza che questo provochi sdegno o una qualsiasi reazione collettiva. Ma viene da chiedersi anche che cos’altro possa accadere, a che punto possa giungere l’inerzia delle autorità e che rischi corre la collettività davanti a tanto lassismo.