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Pari opportunità per i figli delle vittime di femminicidio, anche il Molise nel progetto sperimentale

Fortunatamente in Molise non ci sono orfani di donne vittime di femminicidio, ma il rischio è alto e bisogna essere preparati. La cooperativa sociale Kairos è nella rete del partenariato del Progetto Airone (Centro Italia)

Anche in Molise un faro acceso sui figli delle vittime di femminicidio, sebbene la nostra regione non registri fortunatamente la presenza di figli di vittime di femminicidio.

“Ma questo non ci deve trovare distratti perché il fenomeno delle violenze sulle donne è presente e il rischio di femminicidio è alto anche nella nostra apparente ‘isola felice’. Ogni anno in Italia ci sono circa 210 orfani di vittime di femminicidio. Molto spesso sono bambini e ragazzi che perdono in un solo istante la madre e il padre, frequentemente autore del reato. Sono vittime anch’essi, ma restano perlopiù invisibili e inascoltati. Questa è una delle forme di vittimizzazione secondaria e istituzionale verso cui da diversi anni cerco di spostare l’attenzione dei servizi pubblici”, spiega il presidente della cooperativa sociale Kairos, Nicola Malorni, analista dell’infanzia e dell’adolescenza.

E’ stato finalmente pubblicato, alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2021, il primo focus book  – “A braccia aperte. Un faro acceso sui figli delle vittime di femminicidio” – realizzato da Vita Non Profit per volontà dell’impresa sociale Con i Bambini, che ha l’obiettivo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la condizione degli orfani delle vittime di femminicidio, per rompere il silenzio che li circonda e far conoscere i modelli di intervento avviati da Nord a Sud per prendere in carico i loro bisogni. E nello speciale si parla non solo delle storie degli orfani e delle loro famiglie affidatarie, ma anche dei progetti selezionati da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile con il bando “A braccia aperte”. Un’iniziativa lanciata nel 2020, con cui sono stati stanziati 10 milioni di euro per sostenere 4 progetti che copriranno l’intero territorio nazionale. E dopo un intenso percorso di co-progettazione, i quattro partenariati stanno avviando proprio in queste settimane le iniziative sui territori, che dureranno 48 mesi. I quattro capofila sono i Centri Antiviolenza EMMA Onlus (Nord Est), la cooperativa sociale Iside (Nord Ovest), l’associazione Il Giardino Segreto (Centro) e la cooperativa sociale Irene ’95 (Sud e Isole). E con il partenariato del Centro Italia – Progetto Airone – c’è anche il Molise con la Cooperativa sociale Kairos di Termoli e l’èquipe coordinata dallo psicologo analista Nicola Malorni, già presidente dell’Ordine degli Psicologi del Molise.

“Il nostro progetto vuole garantire agli orfani delle vittime di femminicidio pari opportunità con tutti gli altri bambini, dalla salute allo sport, dalle vacanze alla formazione professionale – spiega Nicola Malorni -. L’équipe della cooperativa Kairos darà il proprio contributo nella presa in carico individualizzata per una cinquantina di orfani e le loro famiglie affidatarie. La nostra ambizione, al termine dei quattro anni del progetto sperimentale finanziato con 3,3 milioni di euro dall’Impresa sociale Con i bambini, è lasciare anche nella nostra regione una modalità di intervento precoce, integrata e individualizzata che eviti tutte quelle problematiche di vittimizzazione secondaria e di frammentarietà che oggi invece esistono e che gran parte delle testimonianze evidenziano”.

La Kairos garantirà percorsi psicologici e terapie, ma anche la possibilità di partecipare ad attività residenziali con altri ragazzi e l’accompagnamento nella ricerca attiva del lavoro, grazie a sinergie che proprio sul territorio molisano ha potuto attivare anche nell’ambito dell’agricoltura sociale. Il Progetto Airone permetterà infatti che ogni ragazzo abbia una “dote educativa” di circa 10mila euro in quattro anni, che insieme alla famiglia e al tutore deciderà come spendere a seconda dei suoi bisogni, delle sue passioni e dei progetti di vita. Accanto ad ogni ragazzo ci sarà un tutore familiare, la figura cardine del progetto, che svolgerà un ruolo di mediazione tra la rete dei professionisti e gli affidatari. Il tutor lavorerà all’interno dell’équipe multidisciplinare che verrà attivata in ogni regione e terrà le fila di tutti gli aspetti della vita quotidiana dei ragazzi avvalendosi di una “cartella sociale” del bambino, per far sì che tutti gli attori coinvolti collaborino per creare un clima adeguato alla crescita dei ragazzi e promuoverne i processi di empowerment e di capacity building (costruzione di competenze).

E Kairos annuncia che questi processi interesseranno anche la rete dei professionisti molisani, per garantire un supporto specialistico, competente ed empatico: “Anche in Molise faremo in modo che la rete, per quanto silente, sia pronta ad attivarsi al bisogno. Formeremo gli operatori dei servizi che entrano in contatto con il bambino ma anche avvocati, magistrati, insegnanti e operatori delle associazioni sportive per renderli più consapevoli nei propri comportamenti”, annuncia il presidente Malorni.

Una grande opportunità per il Molise dunque. Il Progetto Airone è stato promosso dall’associazione Il Giardino Segreto in partenariato con 30 enti: 16 enti di Terzo Settore, 5 Università, 1 Consorzio di diritto privato, 1 azienda spa, 3 Regioni, 3 aziende pubbliche di servizi alla persona e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli.