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Omicidio di Natale, diverse telefonate prima dell’aggressione: sequestrati gli smartphone

Tra l’aggressore e una delle tre persone arrivate sotto l’abitazione di via G.Vico ci sarebbero stati contatti telefonici. I dispositivi saranno sottoposti ad accertamenti e gli inquirenti estrapoleranno i tabulati telefonici. In corso l’autopsia sulla salma di Cristiano Micatrotta. Intanto è stato convalidato il fermo per Gianni De Vivo, accusato dell’omicidio

Prima di quell’aggressione ci sono state diverse telefonate tra l’indagato e una delle tre persone che poi, attorno alla mezzanotte della vigilia della Natale, si sono recate in via Giambattista Vico a Campobasso a casa di Giovanni De Vivo. Dove nel mezzo di una colluttazione, Cristiano Micatrotta ci ha rimesso la vita.

I carabinieri hanno sequestrato i telefoni.Gli inquirenti estrapoleranno i tabulati telefonici, passeranno al vaglio gli eventuali messaggi intercorsi tra i vari protagonisti di questa vicenda che vede iscritto nel registro degli indagati (ristretto nel carcere di Benevento) il 37enne Giovanni De Vivo. E che conta anche due testimoni oculari dei fatti, amici della vittima.

Proseguono le indagini dei militari coordinate dal pubblico ministero Elisa Sabusco, che ha quindi disposto il sequestro dei dispositivi e che ieri mattina ha voluto cristallizzare la deposizione dei testimoni ascoltandoli nuovamente negli uffici della Procura di viale Elena dopo la lunga notte trascorsa nella caserma di via Mazzini.

Smartphone che saranno analizzati e saranno sottoposti ad accertamenti tutti gli scambi di telefonate ed eventuali messaggi intercorsi precedentemente il delitto per ricostruire il prima e capire quindi con certezza quello che è accaduto dopo. Anche perché – stando a quanto emerso – il primo fendente non sarebbe arrivato a Cristiano ma ad uno dei due testimoni. Lo stesso che probabilmente era stato al telefono con Giovanni De Vivo prima di decidere di recarsi sotto casa sua, durante la cena della Vigilia. Restano ancora molti gli interrogativi sulla notte dei tragici fatti.

Intanto questa mattina è iniziata l’autopsia sulla salma del geometra di Campobasso. Il perito incaricato dal tribunale è dell’Università di Foggia e si tratta della dottoressa Stefania De Simone. Il medico legale incaricato dall’avvocato Mariano Prencipe che difende Giovanni De Vivo, invece è il legale Paolo Scarano, mentre il perito nominato dalla famiglia della vittima è il legale Vincenzo Vecchione.

Da quanto emerso in sede di interrogatorio avvenuto ieri – lunedì 27 dicembre – a carico di Giovanni De Vivo, dietro il caso ci sarebbe un acquisto di 50 euro di hascisc. Tuttavia l’avvocato Prencipe a margine dell’udienza e all’uscita dal Tribunale ha risposto telegrafico: “Un aspetto che va chiarito e che se opportunamente confermato potrebbe spiegare molte cose”.

È stato intanto convalidato, come era ampiamente prevedibile, il fermo di Giovanni De Vivo che dal pomeriggio di Natale si trova rinchiuso nel Penitenziario di Benevento con l’accusa di omicidio volontario. Il giudice per le indagini preliminari Veronica D’Agnone, che ieri ha ascoltato l’indagato alla presenza del difensore e del Pubblico Ministero, ha convalidato l’arresto e la misura cautelare della reclusione preventiva. Per il momento pertanto Giovanni De Vivo non può lasciare il carcere.