Sanità

Nessun ospedale molisano ha l’eliporto, il Neuromed sì. Pagato con fondi pubblici, l’hanno costruito i nipoti di Patriciello

Primo trasporto all’Istituto di Pozzilli il 1° dicembre: è entrata in funzione la base operativa di protezione civile e soccorso tecnico-sanitario e antincendio boschivo finanziata per 600mila euro di denaro pubblico, che il comune di Pozzilli ora vuole dare in gestione. La sindaca Stefania Passarelli, che è anche dipendente Neuromed, sostiene di non sapere chi l’abbia realizzata “perché non mi occupo di lavori pubblici al Comune”. La ditta che ha eseguito i lavori è la Cl.en. Srl, sede a Cassino, che fa capo a Vincenzo e Claudio Patriciello, nipoti dell’europarlamentare patron del Gruppo Neuromed.

Pozzilli caput mundi. Non solo il “paese della salute e della ricerca”, poco più di duemila anime in quello che un tempo era frazione di Venafro e oggi è la Svizzera del Molise, ha a portata di mano l’unico ospedale specializzato in neurochirurgia del Molise, struttura privata ma in convenzione col pubblico e dunque gratis per le cure assistenziali. Da oggi Pozzilli può contare anche su un servizio che nel resto del territorio è ancora utopistico: si trova proprio qui l’unico eliporto realizzato per il trasporto in emergenza in ospedale.

Ieri (1° dicembre) sull’elisuperficie inaugurata lo scorso luglio in via Stradella, a un chilometro dal centro abitato, è atterrato il primo areo del 118 con un paziente a bordo. Arrivava da Cosenza per trasferire un 34enne proveniente dalla Calabria rimasto in coma per lungo tempo. “Dopo il risveglio è stato chiesto un ricovero presso Neuromed”, sono le informazioni fornite in un post su Facebook dalla stessa sindaca Stefania Passarelli, entusiasta della novità a lungo auspicata che aggiunge un tassello non trascurabile al famoso “diritto alla salute” di cui tanto si parla.

Diritto alla salute che l’Istituto Neuromed, quello della famiglia dell’europarlamentare Aldo Patriciello, campione di preferenze e personaggio del quale si racconta sia in grado di aprire tutte le porte, garantisce eccome. Adesso ancora di più, grazie alla pista da elisoccorso che, vale la pena sottolinearlo, è stata pagata con denaro pubblico. Dopo l’atterraggio del velivolo sanitario (avvenuto alla presenza dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e della Polizia Municipale), il paziente era atteso da un’ambulanza della clinica dei Patriciello, come dimostrano le fotografie pubblicate sempre sui social dal primo cittadino che, anche questo è bene ricordarlo, è legittimamente orgogliosa essendo oltre a prima cittadina di Pozzilli anche dipendente della Neuromed.

Elisoccorso eliporto Pozzilli ambulanza Neuromed

Non c’è dubbio: il paziente calabrese ricoverato nella clinica di Pozzilli è stato fortunato. Non lo sono altrettanto i tanti molisani che, in caso di patologie tempo-dipendenti, non possono sicuramente contare su tale rapidità ed efficienza in una regione di strade colabrodo, frane, ambulanze che devono fare lo slalom e nessun’altra struttura funzionane per elisoccorso sanitario.

Ovvio, in questo contesto che vede la sanità pubblica perdere un pezzo al giorno, in una sorta di irrefrenabile agonia, che il primo atterraggio in emergenza sulla pista di Pozzilli possa innescare qualche domanda. Se l’è posta, per esempio, l’avvocato Massimo Romano, che sta seguendo i ricorsi al tar contro il Pos firmato da Toma, tra le altre cose, e che non nasconde i suoi sospetti: “In Molise nessun ospedale pubblico ha un eliporto ma in compenso ce l’ha il Neuromed di Patriciello ed è “riservato” ai suoi pazienti nonostante sia stato finanziato con soldi pubblici dei molisani”.

La sindaca Passarelli smentisce: “Assolutamente falso, non è riservato ai pazienti del Neuromed ma a chiunque ne abbia bisogno. Possono usufruirne anche gli altri ospedali”. Se per il Veneziale di Isernia potrebbe avere un senso, per il Cardarelli – che si trova a un’ora e 20 minuti di strada da Pozzilli – un po’ meno. Ma tant’è. Sulla carta la superficie è per tutti, e il fatto che si trovi praticamente attaccata al Neuromed è solo una singolare coincidenza.

Come è una coincidenza il fatto che l’opera sia stata realizzata da una società legata col sangue (nel senso vero della definizione) all’europarlamentare: si tratta della Cl.en. Srl, che fa capo ai nipoti di Aldo Patriciello. Ma andiamo con ordine.

L’opera è costata poco più di 600mila euro: ai fondi regionali di 540mila euro si è aggiunto un cofinanziamento del Comune di Pozzilli per 61mila euro. Soldi (pubblici) utilizzati per pagare la ditta che si è aggiudicata l’appalto, alla cui gara potevano partecipare solo ditte di “respiro europeo”, con requisiti specifici. La Cl.en. da sola non li aveva, mentre li possiede l’associazione temporanea di imprese che si è costituita per l’occasione, e che è formata da Titania srl e Clen srl.

La prima ha sede in Campania, la seconda invece a Cassino, Frosinone. Dalla visura catastale della Cl.en. Srl si apprende che è nata a gennaio del 2016 (qualche anno dopo l’avvio dell’iter per fare l’elisuperficie) e che è specializzata in prevalenza in “costruzione di impianti sportivi, strutture di impianti industriali e di opere di ingegneria civile”. Nessuna ombra sulla giovane società, è tutto a posto. Pur essendo una società con un oggetto sociale lungo come il fiume Nilo (praticamente può fare di tutto per quanto riguarda l’edilizia e i lavori pubblici) ha un capitale sociale di soli duemila euro e due unici addetti, che poi sono i titolari, ognuno per una quota di 1000 euro (il 50% a testa) della Cl.en. Srl. Si tratta di Vincenzo Patriciello (amministratore unico) e del fratello Claudio, nipoti dell’europarlamentare Aldo. Il quale, lo si ricorderà. è stato anche sponsor politico dell’ex Presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura. Che c’entra? Nulla, probabilmente. Ma in questa storia ci sono un bel po’ di bizzarre coincidenze e tanto vale elencarle per ricostruire in maniera più veritiera possibile quello che è accaduto.

È stato proprio in coincidenza con l’elezione dell’ex Governatore Paolo Di Laura Frattura che nel 2013 è decollato il progetto, sulla base di un accordo di programma ‘PISU Venafro 01’ per realizzare l’elisuperficie di Pozzilli. Sempre all’epoca era stato stabilito anche l’importo del finanziamento regionale (611mila euro, ndr), come si desume anche dalla determina del settore Lavori pubblici dello scorso 26 novembre, quando è stata approvata la spesa complessiva finale.

Tre anni dopo – a settembre 2016 – è stato approvato il progetto esecutivo dell’opera che poi nel 2017 è stata aggiudicata all’associazione di imprese di cui fa parte anche una delle ditte della galassia Patriciello, che aveva fatto in tempo a costituirsi come società l’anno precedente, giusto in tempo per partecipare alla gara.

Il sindaco Stefania Passarelli non capisce “perchè mi fate tutte queste domande”, e rispedisce la palla al mittente: “Quest’opera parte nel 2005. Non ho ottenuto io il finanziamento, ma l’amministrazione che mi ha preceduta”.

Ci tiene tuttavia a rivendicare il buon esito del suo impegno per avere l’elisuperficie. “Io ho evitato che il finanziamento regionale andasse perso e avviato l’opera. Poi c’è stata la gara di appalto che ha vinto una ditta di fuori, non ricordo il nome: non mi occupo io dei Lavori pubblici del Comune di Pozzilli”. La sindaca non ricorda nè il nome della Titania nè quello della Cl.en, anche se qualche dubbio è lecito: possibile, visto che parliamo di un Comune di poco più di duemila abitanti e di un’opera in ballo da anni?

“Ora – aggiunge – stiamo facendo un bando pubblico per dare in affidamento l’eliporto e tutta la gestione a una ditta esterna perchè il Comune non può farsene carico. Ma vorrei precisare che chiunque ha bisogno dell’eliporto può utilizzarlo, anche gli ospedali di Isernia e Campobasso, oppure un semplice privato. In Italia possiamo scegliere dove curarci”.

Magari funzionasse così. Peccato invece che quando capita un infarto, un ictus, una ischemia improvvisa, la scelta dipenda esclusivamente dalla distanza dell’ospedale più vicino. E che – lo stabilisce la norma delle patologie tempo-dipendenti, non lo diciamo noi – la struttura ideale debba trovarsi a un massimo di 20 minuti dal paziente che rischia la vita. C’è poco da scegliere, verrebbe da dire.

Nella provincia di Campobasso, per esempio, l’unica elisuperficie funzionante è quella dell’Università del Molise: si trova tra la Facoltà di Economia e quella di Agraria. Venne costruita nel 2015, in occasione della visita di Papa Francesco e da allora viene utilizzata per motivi istituzionali e/o di urgenza, anche sanitaria ovviamente, dal momento che è stata accreditata dalla Regione Molise. Può essere quindi utilizzata per l’atterraggio di un elicottero del 118, ma è necessario un raccordo con Prefettura, Questura o Asrem (dipende dai casi) e dell’autorizzazione del rettore.

L’elisuperficie dell’ospedale Cardarelli invece non è entrata in funzione nonostante il presidente della Regione e ora anche commissario alla sanità Donato Toma avesse assicurato il contrario proprio quando è stata inaugurata la pista di Pozzilli, la piccola Svizzera del Molise.    (S.P. e M.V.)

Inaugurata a Pozzilli la terza elisuperficie del Molise, ma non può essere operativa. Serve una gara, come al Cardarelli

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