Sabato 4 dicembre

Mafia e mafiosità, confronto al Liceo di Santa Croce di Magliano

Locandina mafiosità

Un nemico occulto che abbiamo da combattere oltre la mafia in sé, è la «mafiosità». Quel modo distorto di pensare e di organizzare la collettività. I nuovi mafiosi sono in grado di costruire e gestire reti di relazioni, che si muovono ed articolano in modo confidenziale in ambiti istituzionali diversi, riuscendo a mobilitare risorse economiche e finanziarie che poi utilizzano per il conseguimento dei propri fini illegali.

Uno dei caratteri più pericolosi del fenomeno mafioso, che non è mai cambiato nel corso della storia delle mafie, è la sua capacità di infiltrarsi e radicarsi nel contesto sociale, creando aree di contiguità e di collusione che sono l’humus indispensabile per il buon risultato delle strategie criminali organizzate.

Il tratto caratteristico della nuova delinquenza mafiosa resta ancor oggi la presa e il consenso sulla società civile, ma la base del sistema di potere mafioso resta sempre il controllo del territorio. Solo mobilitando tutte le forze sociali sane esistenti in campo, è possibile provare a sconfiggere la mafia. La sola azione di polizia e giudiziaria non basta a vincere la mafia. Il peggiore nemico che abbiamo da combattere non è tanto la mafia in sé, quando la «mafiosità», ovvero, il modo in cui si pensa e si organizza la società.

«Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto  la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici». Un pensiero meraviglioso di Rita Atria dal quale Vincenzo Musacchio partirà nell’incontro con gli studenti del Liceo a Santa Croce di Magliano sabato 4 dicembre alle ore 11 con la presenza della dirigente scolastica Giovanna Fantetti e la professoressa Renata Camerino.

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