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Latte, parte la trattativa sul prezzo agli allevatori. Cavaliere: “In gioco sopravvivenza delle nostre stalle, metà hanno già chiuso”

Si è aperto il dialogo tra le aziende zootecniche e i caseifici sul costo del latte. Il crollo del prezzo corrisposto ha provocato un'ecatombe. Ottimista l'assessore all'Agricoltura dopo l'ultimo confronto: "C'è una visione nuova per superare le vecchie contrapposizioni".

Al supermercato per un litro di latte si può pagare fino a 2 euro. Ci sono marchi che costano anche meno: 1,50 centesimi o un euro e 80. Agli allevatori molisani vengono corrisposti meno di 40 centesimi a litro per quello stesso latte. Ecco cosa, unitamente all’aumento dei costi energetici e per il mangime degli animali, ha determinato la crisi del settore e la chiusura delle stalle. E’ questo il ‘cuore’ del problema che l’Assessorato regionale all’Agricoltura ha messo sul tavolo l’altro ieri, 29 novembre, quando si è aperta la trattativa sul costo che i caseifici molisani devono corrispondere alle aziende zootecniche che poi a loro volta producono ricotte, stracciate, burrate, caciocavalli e caciotte.

Negli ultimi 20 anni il settore ha avuto un crollo, con numeri drammatici che parlano di chiusure che superano addirittura il 50%“, ha ammesso anche l’assessore all’Agricoltura Nicola Cavaliere. A suo dire, al termine del confronto convocato a Campobasso con tutti gli attori coinvolti nella filiera del latte in Molise, “sono stati compiuti significativi passi avanti“.

Alla riunione erano presenti le organizzazioni agricole, i rappresentanti della grande distribuzione e una nutrita rappresentanza delle medie e grandi imprese casearie molisane. Un mondo eterogeneo e variegato, di cui fanno parte i piccoli caseifici ma anche i ‘colossi’ che si sono riuniti nell’associazione ‘Produttori Fior di latte molisano’. Ecco perché sarà necessario contemperare esigenze e interessi molto diversi per far quadrare i conti in un settore chiave dell’economia regionale: se mozzarelle e caciocavalli molisani sono considerati un’eccellenza in Italia e a livello internazionale, è per merito di questi operatori.

La strada non sarà agevole. E di questo è consapevole anche l’assessore regionale. Tuttavia, aggiunge, “rispetto al passato, sottolineo il cambio di approccio culturale ai problemi, che fa superare le vecchie contrapposizioni di un tempo. Si riparte quindi da una visione nuova”.

“Il momento è particolarmente delicato – ha riconosciuto anche Nicola Cavaliere – e in gioco c’è la sopravvivenza delle nostre aziende zootecniche. Da sempre cuore pulsante dell’agricoltura locale, ricoprono un ruolo economico e sociale di vitale importanza soprattutto per le aree interne. Oggi le materie prime incidono in maniera determinante sulla continuità lavorativa e occorre dialogare e unire le forze per affrontare la crisi e difendere uniti il territorio”.

Latte a prezzo stracciato ‘uccide’ le stalle. Caseifici decimati da costi elevati, concorrenza sleale e assenza di un marchio

L’incontro ha consentito di fare il punto della situazione e ad avviare un confronto vero e costruttivo. Da parte loro, le aziende casearie si sono dimostrate disponibili ad avviare con la Regione “un percorso di collaborazione e sinergie, che va dalla formazione alla comunicazione – ha spiegato ancora l’assessore – con l’obiettivo di salvare e rafforzare la filiera”.

Il dialogo tra le parti sul costo del latte intanto si è aperto e potrebbe concludersi all’inizio del nuovo anno. “A breve ci sarà una prima risposta – conferma il titolare dell’agricoltura nella Giunta Toma – e si faranno carico di questa esigenza del settore zootecnico. Ma oltre le emergenze, l’obiettivo comune è costruire un progetto regionale del latte a lungo termine per soluzioni solide e durature a tutela del Molise”.

Tra gli obiettivi dell’Assessorato all’Agricoltura ci sono anche i Distretti del cibo e la Filiera del Latte. Per questo è stato aperto “un tavolo tecnico permanente per elaborare obiettivi e strategie strutturali”. Probabilmente l’unione di allevatori e aziende di trasformatori in una sorta di unico grande marchio molisano è l’unica via d’uscita per salvare il settore.