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Lo sprint della campagna

La rimonta delle vaccinazioni, in due giorni quasi 6mila. Gli hub si riorganizzano: al Palairino tornano i volontari

Non solo terze dosi: complice probabilmente l'effetto del Super Green Pass (il cui obbligo scatterà lunedì 6 dicembre e varrà almeno per tutto il periodo natalizio) si assiste a un notevole incremento di somministrazioni anti-Covid. E i centri vaccinali sono 'popolati' come non mai

Se non è effetto Super-Green-Pass è difficile spiegare cosa possa essere. Visitando in questi giorni i principali centri vaccinali della regione, da Termoli a Campobasso, emerge chiaramente il dato di una maggiore affluenza di persone: chi perché finalmente deciso (o costretto, dipende dalle opinioni) a farsi fare la prima somministrazione di anti-Covid, chi perché deve procedere al secondo step della vaccinazione (avendo fatto la prima dose poche settimane fa), chi perché ha superato i 5 mesi dal completamento del ciclo vaccinale e si accinge a ricevere la dose booster (terza dose).

Questi i dati, che mostrano chiaramente un cambio di passo (lo possiamo dire con ragionevole certezza perché monitoriamo ogni giorno, anche grazie all’aiuto dei dati forniti da Asrem, l’andamento della campagna) rispetto anche a pochi giorni fa. Molto più che probabile associare questo mutato atteggiamento (volente o nolente) delle persone rispetto alla vaccinazione all’introduzione prossima del cosiddetto Super Green Pass.

 

Vediamo i dati molisani del 2 e del 3 dicembre, gli ultimi due giorni disponibili. Ebbene, in 48 ore sono state 5.873 le iniezioni fatte, in media più di 2.936 al giorno. Un numero che non si è forse mai visto dacchè è iniziata la campagna vaccinale, nonostante il Molise abbia una percentuale tra le più alte d’Italia di immunizzati, e che però fa il paio con quanto sta avvenendo un po’ in tutta Italia. Perché l’obbligo vaccinale (ad eccezione di alcune categorie professionali) non è stato varato ma è indubbio che l’utilizzo della certificazione verde ‘rafforzata’ di fatto costituisca una sorta di obbligo ‘indotto’.

Se consideriamo gli ultimi 7 giorni, dal 26 novembre a ieri 3 dicembre, il numero di somministrazioni arriva a oltre 12.300 e pertanto la media giornaliera diventa di 1.766 vaccini. Che è in ogni caso un ottimo dato, e che supera perfino quanto recentemente richiesto dal  Commissario all’Emergenza Figliuolo al Molise (1500 vaccini al dì).

Per intenderci: nelle ultime settimane il dato ammontava a 7.723 (dal 22 al 28 novembre), 6.338 (dal 15 al 21 novembre), 8.348 (dall’8 al 14 novembre), 8.888 (dal 1 al 7 novembre), 7.044 (dal 25 al 31 ottobre). Nei primi 5 giorni (manca il dato di oggi sabato e domani domenica) di questa settimana invece siamo già a un totale di oltre 10.700 dosi (quasi 2.150 al giorno).

vaccinazioni 2 e 3 dicembre

5873 in due giorni, dicevamo, di cui 4360 terze dosi (il 74.2%). Dunque più di un quarto di queste somministrazioni si dividono tra prime e seconde dosi e presumibilmente dunque si riferiscono a scettici del vaccino. Vediamo il dato dettagliato per fasce d’età, sempre riferito a queste due giornate:

Over 80: 246 vaccini di cui 216 (87.8%) terze dosi;

70-79: 927 vaccini di cui 810 (87.4%) terze dosi;

60-69: 1523 vaccini di cui 1253 (82.3%) terze dosi;

50-59: 1422 vaccini di cui 1098 (77.2%) terze dosi;

40-49: 680 vaccini di cui 482 (70.9%) terze dosi;

30-39: 520 vaccini di cui 327 (62.9%) terze dosi;

20-29: 305 vaccini di cui 155 (50.8%) terze dosi;

18-19: 52 vaccini di cui 15 (28.8%) terze dosi;

16-17: 27 vaccini di cui 2 (7.4%) terze dosi;

12-15: 171 vaccini di cui 1 (0.6%) terze dosi.

 

Alcune semplici considerazioni su questi dati: il numero (assoluto) maggiore di vaccinazioni si concentra tra i sessantenni, seguiti dai cinquantenni e, con un po’ di distacco, dai settantenni. Le terze dosi si concentrano prevalentemente – come è d’altronde nell’ordine delle cose – nelle fasce d’età più anziane. Nei due giorni considerati quindi il 29% circa dei quarantenni che si è recato in un centro vaccinale lo ha fatto per fare la prima o la seconda dose (circa 200 persone), e la percentuale sale al 37% se parliamo di trentenni (circa 195 persone). Numeri ragguardevoli specie se si considera che in quelle coorti d’età si annida la maggior parte di no o boh vax. Probabile che si siano sentiti ‘costretti’ a farlo per non dover passare un Natale chiusi in casa, impossibilitati a entrare in un bar, un ristorante o un cinema.

 

Infine, questo surplus di lavoro nei centri vaccinali chiede un nuovo sforzo a chi, da mesi e ogni giorno, vi lavora. Qualche settimana fa i centri hub (ridimensionati anche numericamente sul territorio regionale) hanno avuto la direttiva di lavorare solo dalle 9 alle 14, riducendo dunque a mezza giornata l’impegno. Ma ora che le vaccinazioni vivono questa nuova fase, basterà? Intanto dopo circa 2 mesi i volontari delle associazioni sono tornati al Palairino – uno dei due centri vaccinali di Termoli – e anche questo non sembra un caso.

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