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La Rimolisanizzazione e il ‘risveglio’ della Macroregione

I principali temi della settimana raccontati con occhio attento dal giornalista e storica firma della stampa nazionale Giuseppe Tabasso

2022 La Rimolisanizzazione – Abbiamo discusso per anni sulle Macroregioni ed è finito sempre a tarallucci e vino. Ora, “grazie” a pandemia e denatalità, se ne riparla seriamente. E’ come se la politica si fosse svegliata dal sonno della Regione con una visione di futuro che ricolloca il Molise al centro Italia (vedi sondaggio primonumero.) A squillare la sveglia è stata soprattutto una donna. Fanelli for President.

Quel profumo d’Isernia – Da una bislacca elezione provinciale in cui non votano elettori ma eletti, si era intravista una proiezione sulle regionali del 2023. “Si scrive Provincia, ma si legge Regione”, notava Stefania Potente. Come dire che l’elezione equivaleva a un sondaggio su quanto profumo d’Isernia emanasse su Campobasso. Dal risultato è invece uscito un pareggio che soddisfa entrambe le parti: il centrodestra perché non è andato sotto lo standard, il centrosinistra (Pd e M5S) perché è risalito. Con una chicca in più: il record assoluto di voti ottenuti dal termolese Oscar Scurti. Che non è solo una brutta notizia per un Comune a guida leghista ma un futuro numero da giocare sulla ruota di Isernia.

Italia “Paese dell’anno” – Lo annuncia nell’edizione natalizia il settimanale inglese The Economist, che ci loda non per gli Europei di calcio o per l’Eurovision, ma come “miglior Governo” Queste iniziative giornalistiche, come la “Person of the Year” del settimanale americano Time , sono tra le più riuscite e funzionali a livello promozionale. E allora perché non replicare – si parva licet – una cosa analoga tipo “Il Paese molisano dell’anno”? Basterebbero 10 requisiti di eccellenza classificati da un indipendente Comitato di Saggi immuni da campanilismo.

Ma quale patriota – Da quando Giorgia Meloni ha parlato di un “Patriota” al Quirinale, si è discusso molto su cosa intendesse con quel termine. Sono state azzardate le più varie identità, perfino quella di Berlusconi che, come tutti gli iscritti alla loggia massonica P2, era chiamato “patriota”. In realtà non esiste alcun mistero patriottico. Il patriota formato Meloni è solo un sovranista che ce l’ha con l’Europa.