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Il procuratore nazionale antimafia: “Gli appalti del Pnrr saranno sorvegliati speciali”

Il procuratore nazionale antimafia Feferico Cafiero De Raho, ha partecipato oggi alla lectio magistralis presso l’Unimol a Campobasso sul tema della legalità.

De raho

“Se la mafia la si cerca – ha detto – beh, questa mafia è dappertutto. E’ evidente che diventa difficile trovarla laddove il territorio è stato fino ad un certo punto apparentemente immune. Però – ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia – credo che in questo, soprattutto in un territorio come quello del Molise, lo sforzo debba essere rivolto alle acquisizioni, agli acquisti dei beni delle aziende e dei grandi possedimenti terrieri perché è proprio  lì che le mafie tendono a reinvestire il loro denaro”.

A proposito del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’utilizzo dei fondi del Pnrr ha precisato: “Nei territori in cui minore appare il rischio di infiltrazione le organizzazioni criminali si pongono come soggetto capace di acquistare e questo avviene soprattutto grazie a prestanome, a consulenti che in qualche modo mimetizzano il soggetto economico e lo allontanano dalla mafia di cui sono espressione”. Introdotto dal rettore Luca Brunese de Raho ha spiegato che “in una regione come il Molise il primo obiettivo deve essere “il monitoraggio degli acquisti”.

“Coloro che parteciperanno – aggiunge – certamente saranno sottoposti a una lente di ingrandimento che consentirà di verificare non solo se sono espressione della criminalità, ma anche se sono indirettamente e lontanamente legati alla criminalità. In ogni caso – ha continuato il procuratore antimafia – sia per la prevenzione che per la repressione ci sono in questo momento una marea di strumenti messi in piedi proprio per impedire alla criminalità di approvvigiornarsi e avvantaggiarsi ancora una volta di quella ricchezza pubblica che deve invece aiutare il nostro paese a raggiungere i migliori obiettivi“.

“Laddove c’è un investimento rilevante – ha concluso de Raho – bisogna capire chi è il soggetto che ha investito. Questo non perchè ogni investimento debba essere oggetto di un accertamento, ma solo per comprendere se effettivamente quel soggetto ha una coerenza economico-finanziaria che gli avrebbe consentito l’acquisto o se invece è sorto dal nulla e quindi non ha una storia”.

Oltre a Cafiero De Raho sono intervenuti il direttore del dipartimento giuridico dell’Unimol Michele della Morte, i professori Agostino de Caro ordinario di Diritto Processuale Penale e Stefano Fiore Ordinario di Diritto Penale.