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Le rubriche di Primonumero.it - L'Ospite

Curare il cuore, preparare la via

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    di don Mario Colavita

     

    L’Avvento non si capisce se non si dà alla storia umana un sapore teologico. Per il credente la storia non è una successione di date e fatti, al contrario, con l’Incarnazione la storia diventa storia di salvezza.

    L’evangelista Luca sapientemente dosa personaggi storici e li fa entrare nella proscenio del suo racconto. L’uomo più potente della terra è l’imperatore di Roma, con Augusto il capo dell’impero viene adorato al pari di un dio.

    Un imperatore-dio, Tiberio, un procuratore romano Pilato, una serie di piccoli e grandi re e una coppia di sommi sacerdoti, costituiscono l’orizzonte storico dentro cui si muove la parola di Dio.

    A nessuno di questi potenti, però, è data la Parola, l’evangelista in modo lapidario scrive: “la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto” (Lc 3,2).

    Per Luca gli uomini più importanti della terra non sono quelli elencati per prima, i luoghi non sono i palazzi o le regge, l’uomo su cui accade la parola è Giovanni Battista e questo si compie nel deserto.

    Giovanni raffigura la sua missione attraverso due elementi di luogo: si trova nel deserto e lungo il fiume Giordano. Il deserto richiama l’esodo, quando si è usciti dalla schiavitù d’Israele, il Giordano richiama la terra promessa. La missione di Giovanni è portare dalla libertà all’ingresso della terra promessa, preparando la via.

    Il Battista rappresenta quell’uomo vero, che può finalmente accogliere il Signore senza ipocrisia.

    Giovanni è chiamato ad amministrare questo “battesimo di conversione” (Lc 3, 3), ma soprattutto ad essere sentinella in mezzo ai suoi fratelli, per svegliarli dal sonno e farli uscire dal torpore di una vita spenta.

    Giovanni è l’uomo giusto per questo tempo di preparazione. Egli aiuta a curare il cuore e a preparare la via al Signore che viene.

    L’Avvento è il tempo per crescere nella carità, togliere ciò che ci è d’ostacolo e impedisce l’ascolto e la riflessione della Parola di Dio. Un tempo opportuno per diventare amici della Parola, leggendola, pregandola e meditandola.

    Sant’Ambrogio di Milano ci ha lasciato un valido commento al vangelo di Luca nel quale insegna: “Il Figlio di Dio prima di radunare la Chiesa, agisce anzitutto nel suo umile servo. Perciò dice bene san Luca che la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria nel deserto, perché la Chiesa non ha preso inizio dagli uomini, ma dalla Parola”.

     

     

     

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