Baby gang, aumenta il numero degli indagati: inchiesta alle battute finali. Almeno quattro le aggressioni denunciate
Le indagini sui pestaggi avvenuti in città da parte di un gruppo di ragazzini con un’età fra i 14 e i 16 anni, sarebbero ormai vicine all’epilogo. Gli uomini di Marco Graziano, pronti a consegnare tutti gli atti all’autorità inquirente
Le indagini sono iniziate quando una mamma ha bussato alla porta della squadra mobile e – referto di trenta giorni di prognosi alla mano a danno di suo figlio – ha raccontato tutto agli agenti. Del volto tumefatto del suo ragazzo, di quell’aggressione ingiusta e senza senso avvenuta un sabato di novembre in via Colle delle Apia Campobasso e degli autori di quel pestaggio, coetanei di suo figlio, fuggiti a bordo di una minicar.
Da quel momento, quanto si vociferava da settimane a scuola o davanti ai cancelli, è diventato motivo di accertamenti e indagini approfondite. E gli uomini di Marco Graziano hanno scoperto il vaso di Pandora: il pestaggio di quel ragazzino di soli 15 anni, non era il primo e non è stato l’ultimo.
L’abitudine a provocare per trovare il pretesto utile e arrivare alle botte era diventata una consuetudine. E a Campobasso, dove tutti si conoscono, soprattutto tra adolescenti, ognuno dei coetanei sapeva e taceva. Anzi, frequentemente, tutti gli altri erano soliti finanche riprendere con il telefonino le scene delle aggressioni e spesso (si sente chiaramente dai video) erano soliti incitare alle botte piuttosto che richiamare i compagni o allertare le forze dell’ordine.
Istigatori ed esecutori: un gruppo che va oltre il numero delle persone finora formalmente indagate e che racconta, purtroppo, il pensiero adolescenziale dei nostri ragazzi. Ai quali, a questo punto, bisognerebbe nuovamente illustrare – partendo dai fatti che li riguardano direttamente – quel concetto di legalità continuamente violato in un contesto generalizzato di condotte sintomatiche di un profondo e preoccupante disagio giovanile.
Proprio questa percezione ha trovato riscontro in alcune segnalazioni pervenute da adolescenti che lamentavano di essere stati oggetto di minacce e, alcuni di essi, di percosse. Ma le botte – si è poi scoperto – erano riservate anche agli adulti.
Mirati approfondimenti investigativi condotti dai poliziotti di via Tiberio, mediante acquisizione dei video che circolavano sui social, osservazione, controllo e raccolta di testimonianze, attività tecniche, analisi di dispositivi ed escussioni di persone informate sui fatti, hanno permesso di accertare come in una realtà seppure piccola come quella campobassana esistesse, in forme diverse ma similari a quelle presenti in centri di ben altra dimensione, una sorta di gruppo di giovanissimi capaci di generare paura e terrore. Alcuni di loro indottrinati anche con tecniche di arti marziali, erano soliti prendersela con quelli meno prestanti fisicamente o comunque in condizioni di debolezza.
Il numero delle persone iscritte nel registrato degli indagati è salito. Inizialmente erano soltanto tre, adesso si parla di sei adolescenti che presto potrebbero essere chiamati dalla magistratura inquirente a rispondere dei reati che gli verranno ascritti. Giovani incensurati che le indagini hanno dimostrato essere soliti agire “in branco”.
L’inchiesta è alle battute finali. Dopo un iniziale atteggiamento di paura e reticenza da parte di alcuni giovanissimi, in molti alla fine hanno scelto di fare l’azione giusta e denunciare tutto quanto alla squadra mobile che al riguardo, per ora, mantiene il più assoluto riserbo.

