Quantcast
Il molise a sei sensi

Bellezze, talenti e bontà del Molise fanno centro a Roma. Tintiland diventa un marchio e il festival varcherà i confini nazionali

Si è conclusa domenica 28 novembre la tre giorni di Tintiland, festival moli-sano che si è tenuto nella Casa del Jazz a Roma e che ha saputo coniugare musica, arte, cibo e vino restituendo della 'regione che non esiste' un'immagine fiera, autentica e turisticamente appetibile. Un'esperienza che verrà riproposta ogni anno in giro per l'Italia e non solo

Il Molise più bello (e più buono) è stato il protagonista di una inedita tre giorni, nello scorso weekend, nella splendida cornice della Casa del Jazz di Roma. Non un palcoscenico qualunque, dunque, ma una cornice raffinata per il festival Tintiland – Il Molise per i sei sensi: un’esperienza sensoriale, appunto, sulla regione patria del rustico vitigno, sempre più apprezzato nel panorama enologico, e sui suoi “suoni, visioni e sapori che esistono”, eccome se esistono.

Non è stata certo un’autocelebrazione ma un’operazione (tra le altre cose) di marketing territoriale davvero azzeccata e che, visti anche i numeri e le presenze, ha davvero fatto centro. Sono ultra-soddisfatti gli organizzatori della kermesse, a partire dal direttore artistico Luca Ciarla che con la ‘sua’ Violipiano Music ha prodotto l’evento in collaborazione con l’associazione JACK, presieduta dal termolese Michele Macchiagodena (direttore artistico del Termoli Jazz).

In scena tre serate ricche di spunti e che hanno restituito l’immagine di un territorio invero ricco di differenti esperienze artistiche e che, se ben valorizzate, possono davvero costituire il volàno di una regione che – senza nascondersi dietro un dito – di pecche e criticità ne ha ancora molte. “La nostra fortuna è che siamo piccoli, e possiamo davvero con facilità mettere in rete le varie peculiarità di ogni comune o parte di territorio”, così il violinista termolese, da anni residente a Roma ma che ora più che mai vuole riprendere il filo di un discorso volto a far crescere l’offerta culturale e artistica della sua regione d’origine. “In realtà un’esperienza simile l’avevo già fatta, a Hong Kong dove ho vissuto anni fa, proponendo un festival che prese il nome di HeArt of Italy, incentrato in quel caso sulla promozione territoriale e culturale delle regioni Molise, Abruzzo e Puglia. Ma l’esperienza di Tintiland è stata davvero unica”.

Come uniche sono le Tintilia proposte al pubblico intervenuto: quelle di Tenute Martarosa (Nuova Cliternia), di Agricolavinica (Ripalimosani) e Campi Valerio (Monteroduni), degustate in una sorta di immersione di gusto territoriale con i piatti tipi della relativa zona (cicill con sugo di cozze, pizz’e minestra e taccunelle con i fagioli).

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

Qualche accenno. Nel pre-serata, al Bo.Bo Bistrot della Casa del Jazz, spazio a degustazioni con la presentazione accurata del vino Tintilia da parte di sommelier a corredo di eventi rigorosamente frutto dell’estro molisano. Dunque la cena nel ristorante con menù a tema rappresentativo delle cucine tipiche locali (campobassana, termolese e isernina) e poi il concerto che ha visto protagonisti in particolare (ma non solo) artisti originari di questa terra, con intermezzi e ‘incursioni’ di altri volti della cultura nostrana.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

A dare il là la selezione di corti a cura di MoliseCinema con l’intervento del direttore Federico Pommier Vincelli. Un focus particolare è stato dedicato al cortometraggio Gocce di Simone D’Angelo, presente all’evento assieme a Noemi Bordi, protagonista del suo breve-film che lega la cultura olivicola alla rinascita delle donne che subiscono una forma di violenza di genere.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

Nella serata di sabato spazio al Festival del Sarà e al suo ideatore Antonello Barone che ha condotto un interessante dibattito sul ruolo che gli eventi culturali possono svolgere nella promozione (e crescita) turistica del territorio. Nel ‘salotto’ ospiti l’assessore alla Cultura dell’Emilia-Romagna, Mauro Felicori, il direttore della Casa del Jazz, Luciano Linzi, e la scrittrice e giornalista – originaria di Campobasso ma trapiantata da anni nella Capitale – Valentina Farinaccio.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

Per finire, domenica, tante risate con lo spettacolo ‘Anche i molisani nel loro piccolo si incazzano’ dei giornalisti molisani Enzo Luongo e Pippo Venditti, accompagnati per l’occasione dai paesaggi sonori evocativi della zampogna del Maestro Giuseppe ‘Spedino’ Moffa.  

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

Dopo ognuno di questi aperitivi-culturali, ne è seguito ogni sera un concerto con esibizioni di pregio arricchite da contenuti e sinergie di inconsueta bellezza. Luca Ciarla con la sua ‘irresistibile’ SolOrkestra cui si sono aggiunti momenti del violinista al piano con contestuale video-proiezioni delle immagini più caratterizzanti del corto Gocce, girato in particolare nelle terre di Guardialfiera.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

La serata centrale ha visto come protagonista il Maestro Antonio Artese col suo ineffabile progetto musicale ‘Voyage’ in cui il pianista si è esibito con gli straordinari Mirco Mariottini al clarinetto, Lello Pareti al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria. In questo racconto di viaggi l’accompagnamento dei racconti di Valentina Farinaccio, tratti da ‘La strada del ritorno è sempre più corta’, suo secondo romanzo.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

Infine, nella frizzante serata conclusiva l’omaggio a uno dei termolesi più noti e amati, il fumettista Benito Jacovitti, con il progetto ‘Jac in Jazz’ che abbina la musica del ‘Francesca Tandoi quartet’ alle immagini delle esilaranti vignette. Protagonisti anche qui due molisani, Daniele Cordisco e Giovanni Campanella, insieme alla pianista Francesca Tandoi e a Daniele Sorrentino. Un concerto che ha riempito di gioia la figlia di Jacovitti che ha assistito alla serata e che, come tutti, si è lasciata inebriare dall’eccezionale ed eclettico quartetto che si è avvalso anche delle ‘funamboliche’ incursioni dell’attore molisano Stefano Sabelli.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

C’è solo una parola per racchiudere quanto successo lo scorso fine settimana in quello che è il tempio del jazz: un successo. Ma Tintiland, che ha già nel nome la vocazione di un marchio e la prospettiva  di un lungo e fortunato viaggio, ha in serbo altre sorprese. Ce le conferma Michele Macchiagodena: “Il festival non finisce qui, la Regione Molise ci ha fornito un riscontro positivo e l’esperienza romana di questo weekend avrà un seguito”. Quale? “Lo stesso format di festival verrà riproposto, presumibilmente ogni anno, ma in altre città d’Italia e altresì all’estero”. Il direttore artistico si spinge più in là e ci conferma che la prossima tappa, nel 2022, sarà Milano. E già fervono le idee per come ampliare e migliorare questa esperienza di “genuinità e raffinatezza” che è difatti la quintessenza di Tintiland così come della terra da cui trae origine, legata alla terra ma non per questo priva di autentica bellezza. “Cura è forse la parola giusta, il Molise può e deve essere così. Anche nei suoi aspetti più veraci la bellezza si staglia nitida, è indubbio che c’è ma naturalmente va valorizzata”. Proprio quello che ha fatto Tintiland abbinando sapori della terra (cibo e vino) alle sublimazioni artistiche che qui hanno preso il largo, finendo in alcuni casi per avere successi oltre confine.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

E il pubblico? “Entusiasta. Ogni sera non sono mancati molisani che son venuti fin qui per assistere al festival e poi c’erano tantissimi romani e ovviamente molisani naturalizzati romani”. Quello che ha colpito tutti – ci raccontano gli organizzatori – è stato il connubio tra le varie esperienze e il racconto ‘a sei sensi’ di una terra che magari non conoscevano o di cui – come sovente accade ai molisani stessi – sottovalutano le potenzialità e le bellezze. “A molti è venuto davvero il desiderio di visitare il Molise, ed è questo uno degli obiettivi che ci eravamo proposti”.

Tintiland, il Molise per i sei sensi - il Festival a Roma

Un festival che dunque approderà in futuro in nuovi contesti – sia in Italia che all’estero – ma che non è detto non possa avere una declinazione itinerante molisana. “L’idea c’è, l’ipotesi potrebbe essere un evento estivo da proporre magari in location come il Teatro di Pietrabbondante o l’area archeologica di Sepino”. Insomma, il viaggio di Tintiland è appena iniziato.

Le foto sono di @Paolo Soriani

commenta