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Circa seimila partecipanti alla Su e Giù che torna a distanza di due anni. Presenze record in piazza: tanti bambini, famiglie, cani al guinzaglio, tutti rigorosamente in mascherina nei primi 500 metri

La città riprende a correre e lo fa in piena sicurezza. È tornata la Su&Giù, 48esima edizione, dopo il covid, con presenze record, oltre 6mila partecipanti. La 48esima edizione della corsa va a Daniele Conte di Torella del Sannio che batte quasi in volata Piero Mignogna (Runners Termoli) in una gara appassionante. La prima donna all’arrivo è la virtusina Letizia Di Lisa che giunge sul traguardo esausta.

Queste le prime impressioni di Conte dopo l’arrivo: “Ultimi 100 metri duri, grande organizzazione, sono soddisfatto per la vittoria”.

su e giù 2021 vincitori

Una edizione record per la corsa che da quasi 50 anni colora e caratterizza la città capoluogo. L’ultima volta la pioggia torrenziale era stata protagonista allontanando molti partecipanti. Quest’anno le presenze si sono moltiplicate: la gente aveva voglia di tornare a vivere in prima persona un evento di questo tipo che è una festa di popolo prima che una gara non agonistica.

Il sole ha reso tiepida l’aria e riscaldato i seimila alla partenza di piazza della Vittoria. Il serpentone lunghissimo ha invaso il Corso per poi inerpicarsi tra i vicoli, attraversare il centro cittadino tra ali di folla festanti. Durissimi gli ultimi 200 metri, come ha sottolineato il vincitore Daniele Conte (Podistica Castelfranchese). Alla fine hanno vinto tutti, anche chi ha impiegato molto più di un’ora per tagliare il traguardo. È questo lo spirito della Su e Giù.

Campobasso si è colorata di giallo e blu e si è riempita di atleti, appassionati, famiglie, giovani, bambini. Versioni di normalità che mancavano da tempo e che – complice anche la bella giornata di sole – ha restituito sorrisi e spensieratezza.

Una versione per alcuni aspetti inedita: perché il covid è sempre lì a ricordare sicurezza e attenzione. E infatti in piazza i partecipanti sono stati obbligato ad indossare la mascherina prima della partenza e all’arrivo. A ricordarlo con megafono e microfoni tutti gli organizzatori.

In una Campobasso in cui quasi tutto, lentamente, sta tornando alla normalità tra manifestazioni ed eventi, i runner e gli amanti di questa corsa che è anche un momento di aggregazione sociale, alle 10 di questa domenica di novembre sono scattati allo sparo della pistola che mancava da tanto, troppo tempo. Sullo sfondo un monumento ai Caduti avvolto dal fumo colorato di blu, il sindaco Roberto Gravina che alle 10 ha premuto il grilletto aprendo ad una corsa (anche di liberazione) di cui il capoluogo è tornato ad appropriarsi.

L’attesa, l’emozione, i minuti che separano dalla partenza, il via ufficiale che mette quell’adrenalina dentro da farti scattare come Jacobs, i primi metri a tutto gas, la voglia di superare l’amico. Mancavano, e anche tanto, tutte queste sensazioni condensate in pochi attimi, racchiuse nel desiderio di esserci.

Centinaia di podisti, diversi professionisti ma soprattutto amatori, che hanno la passione per la corsa magari, ma anche no. Nel senso che la Su e Giù coinvolge tutti, ma proprio tutti, anche quelli che durante l’anno sono pigri o poco propensi all’attività fisica. E questo è uno dei segreti della longevità di questa corsa ideata dal compianto Nicola Palladino nel 1974.

Riscoprire i luoghi antichi della città, scorgere il posto in cui sei nato, la scalinata dove hai dato il primo bacio, il vicoletto del tuo ristorante preferito. Insomma, una giornata che va oltre lo sport. Cultura, socialità, aggregazione. Seppure nei limiti imposti dalla pandemia, che non è scomparsa purtroppo. Mascherine allo start e per i primi cinquecento metri, oltre che all’arrivo. E maggiore attenzione che in passato: le nuove regole hanno trasformato la vita quotidiana e la Su e Giù non ne è esente.

Che poi, in fin dei conti, piazzarsi al millesimo posto o magari numero 1300 cambia poco. O quasi. Perché è anche bella la goliardia delle ore successive, lo sfottò tra conoscenti, la voglia di dimostrare di essere più veloce. Bello, tutto troppo bello: passeggini, cani al guinzaglio, bambini, anziani, allenati e non, quel vociare in sottofondo che mancava da due anni e tornato prepotentemente a riempire la seconda domenica di novembre, da 47 anni riservata alla corsa più amata dai campobassani. E non solo.